sabato 9 giugno 2007

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Un tizio su due che chiama Prima pagina o Radio 24 parla di tasse, pare che nel cervello degli italiani non ci sia altra ossessione che i soldi prelevati dallo stato. Un mondo felice si aprirebbe per tutte queste persone regolarmente "indignate" e prodighe di esempi esteri e di suggerimenti, se le tasse fossero ridotte, magari annullate del tutto. Dovrei essere solidale anche io, leggendo la voce "ritenute" del mio CUD di lavoratore dipendente (+ o - pari a quello di 3 gioiellieri, e non perché la mia dichiarazione sia particolarmente alta), ma sento un insopprimibile fastidio dovuto a due riflessioni: 1) mai vengono messe in relazione le tasse con i servizi; 2) mai si capisce, poi, cosa farebbero tutte queste persone indignate con i soldi recuperati.

Lo sappiamo in realtà e dovrebbero confessarlo: le spenderebbero per ulteriori consumi, la X5 invece della X3, il viaggio ai Caraibi, la TV al plasma, la Harley-Davidson e così via.

Anni fa un dirigente della società multinazionale dove lavoravo abbandonò l'azienda per fare proselitismo, era un catecumenale e andava nel Nord Europa per cercare di contrastare il "neopaganesimo", l'abbandono di ogni obiettivo comune e indirizzato alla comunità, o alla crescita spirituale, a favore del puro godimento immediato di gratificazioni effimere, proposte incessantemente dalla società dei consumi.

Non sono un catecumenale, ma questo episodio mi ha molto colpito e mi ritorna in mente regolarmente, quando sento gli "indignati" che hanno come unica preoccupazione nella vita: i soldi accumulati da difendere.

Mi vengono anche in mente i commercianti di Orvieto, che si sono tassati pesantemente per più di una generazione, per costruire il duomo della cittadina umbra, gioiello dell'umanità. Eravamo alla fine del Medio Evo e qualche attenzione maggiore alla spiritualità c'era. Ma se gli attuali indignati fossero vissuti nelle epoche passate l'Italia sarebbe un paese spoglio e privo di monumenti e ricchezze artistiche, a confronto del quale il Dubai sarebbe un patrimonio mondiale dell'Unesco!

Che tristezza quando un popolo vola così basso, e vive solo nel presente, senza alcun progetto per il futuro, senza alcun interesse per quello che si lascia ai figli, senza alcun orizzonte che vada oltre la porta di casa o il recinto del giardinetto della villetta.

Bisognerebbe proprio avere il coraggio di lanciare lo slogan: più tasse per dare di più a tutti.


2 commenti:

  1. Piena sintonia, sia con questo post, sia con l'analitico commento che hai lasciato su Pennarossa.

    Benvenuto nella blogosfera. Speriamo di poterti vedere presto per provare a mettere in pratica anche i tuoi consigli. Martedì sera ci vediamo con Corrado (e altri), saremmo lieti se ti unissi a noi.

    Ciao, V.

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  2. Per un aggiornamento sugli studi di settore e sul loro reale uso, alla luce del potente attacco rivolto loro, è possibile leggere un interessante intervento su www.lavoce.info

    Il link dovrebbe essere questo (se no si trova dalla home page):


    http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2763&from=index


    Ancora più interessanti i commenti. Non è mai indicato se il commentatore è un professionista o lavoratore autonomo o un dipendente, ma dopo poche righe si capisce infallibilmente.


    Alberto

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