domenica 15 luglio 2007

Minoranza di nuovo conio

Il "manifesto dei coraggiosi" di Rutelli, Cacciari, Chiamparino e altri, all'ultimo punto parla di una "alleanza di centro sinistra di nuovo conio". Il termine "conio" si riferisce alle monete di nuova emissione, o metaforicamente a qualcosa di nuovo ("nuovo di zecca"). Viene presentata invece come una alternativa vagamente minacciosa: "La maggioranza che ha vinto deve governare i cambiamenti. Sappiamo che potrà essere confermata solo se soddisferà le attese degli elettori. Altrimenti il Partito Democratico dovrà proporre una alleanza di centro sinistra di nuovo conio. Per non riconsegnare l’Italia alle destre. Ma soprattutto per non essere imprigionato dal minoritarismo e dal conservatorismo di sinistra, né dalla paralisi delle decisioni".

Non voglio entrare nel merito della opportunità o meno di introdurre ora un altro elemento di complicazione sul cammino del governo, e sulle responsabilità della cosiddetta sinistra radicale nel creare e alimentare la immagine esterna di un governo diviso e paralizzato da veti incrociati.

Mi voglio chiedere solo se hanno fatto bene i conti. Tutti gli organi di informazione hanno infatti interpretato la "alleanza di nuovo conio" come una alleanza con l'UDC che sostituisce i "conservatori di sinistra" (PRC, Verdi, PDCI, non si sa se la definizione include anche la Sinistra Democratica di Mussi e Angius). Andando semplicemente a controllare i siti della Camera e del Senato si nota subito che alla "alleanza di nuovo conio" mancherebbero 16 voti alla Senato e 39 alla Camera (senza considerare SD).
Infatti al Senato PRC, Verdi e PDCI hanno 36 senatori e l'UDC 20, e alla Camera 73 deputati e l'UDC 34. Senza contare altri elementi (senatori e deputati del gruppo misto, SD, il fatto che non tutti gli eletti dell'UDC sarebbero disposti a passare dall'altra parte).

Insomma, sarebbe forse una alleanza, se l'UDC fosse d'accordo (e nulla fa ritenere che sia così), ma sicuramente non una maggioranza, sarebbe piuttosto una minoranza di nuovo conio. Chi è interessato a dare vita a una minoranza?

Allora devo dedurre che questa "alleanza di nuovo conio" è pensata per future elezioni (anticipate). Ma anche qui mi chiedo per quale misterioso motivo la minoranza nel parlamento attuale dovrebbe trasformarsi in maggioranza nel paese. Da dove arriverebbero i voti in più, tenendo conto che gli elettori dell'UDC sono in buona parte organicamente di centro-destra, e che la alleanza avrebbe ben poco appeal per gli elettori di sinistra? Ancora una volta mi chiedo: chi è interessato a dare vita a una minoranza?

4 commenti:

  1. La caratteristica dei riformisti più o meno "coraggiosi" è il giacobinismo. Loro hanno la verità in tasca, e sono talmente certi delle loro idee e di essere nel giusto, che non provano nemmeno a fare i conti con la realtà, coi numeri, con i fatti duri e puri.

    O, forse, credono di essere ancora più furbi perché credono di rappresentare i "poteri forti". Alla fine, hanno sempre lo stesso sogno di fare il grande centro, ma è un sogno che può essere realizzato solo quando Berlusconi e Fini si saranno tolti di mezzo. Cosa che non avverrà molto presto...

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  2. Personalmente mi ritengo un riformista, ma vorrei anche essere un riformista che fa capo a una maggioranza e non a una minoranza ...

    Sul grande centro prima o poi scriverò un post di fantapolitica con tutte le ipotesi dietrologiche che ho sentito i qeusti anni.

    Alberto

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  3. ... a meno che non si riferiscano direttamente a f.i.....

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  4. ... ho escluso che si riferiscano a FI perché facevano riferimento all'obbiettivo di "non consegnare il paese alle destre": essendo al plurale, penso che fuori dall"alleanza di nuovo conio" dovrebbero esserci almeno due partiti, AN e FI ... un momento, c'è anche la lega ...

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