lunedì 2 luglio 2007

"Credo nei sondaggi"

"Credo nei sondaggi", diceva Linus, candidato alle elezioni scolastiche come rappresentante degli studenti (alle scuole elementari ...) in lontane fantastiche tavole dei Peanuts di Charles M. Schulz, quando gli comunicavano che era in testa. In precedenza, ripeteva sempre "Non credo nei sondaggi". E i sondaggisti erano protagonisti di un altro storico, splendido fumetto, Pogo di Walt Kelly, erano tre pipistrelli che infestavano la palude di Okefenokee e importunavano gli animali con le più inopportune domande. Alla fine, tirando le somme, concludevano che "Il 100% dice che aborre i sondaggi e non risponderà più ad alcuna domanda".

Erano due fumetti degli anni '60 e riflettevano la mania già consolidata in USA per sondaggi su tutto, e in particolare sulle elezioni. In Italia invece erano negletti, in quanto superflui, infatti i risultati elettorali erano scontati e ii quadro politico assolutamente immobile (nel contesto della guerra fredda e del mondo diviso in blocchi).

Poi i sondaggi e i sondaggisti sono arrivati anche da noi e non ci hanno lasciato più, ormai "monitorizzano" la popolarità dei governi e le intenzioni di voto a cadenza settimanale. E sono regolarmente comunicati e commentati come se fossero la verità.

Eppure or sono un anno fa e proprio da noi i sondaggi e i sondaggisti sono stati protagonisti del più clamoroso abbaglio di tutta la storia mondiale delle previsioni statistiche. L'errore macroscopico nella previsione elettorale del 2006, non solo dei sondaggi, ma addirittura degli exit poll, e in misura enorme: 5 punti percentuali, 8 punti percentuali... Tanto che gli stessi sondaggisti (qualcuno di loro) hanno avanzato  la ipotesi di un gigantesco broglio elettorale, senza il quale le loro previsioni sarebbero state corrette. Una ipotesi affascinante, ma sembra proprio che siano stati i sondaggisti a sbagliare e non gli elettori (si può leggere qui una ampia analisi del voto del 2006 e delle ipotesi di brogli).

Come facciano i sondaggisti a proporre ancora i loro servizi e qualcuno a comprarli dopo questa plastica dimostrazione della impossibilità di fare una qualsiasi previsione elettorale attendibile in Italia è un mistero. E pensare che anche la tanto deprecata e deprecabile legge elettorale dipende dai sondaggi.

Infatti la CdL era data 8 punti sotto, impossibile recuperare, e quindi hanno di corsa imposto una legge elettorale che favorisce il secondo e rende quasi impossibile governare per il primo. Non c'è dubbio che erano convinti di arrivare secondi.

Ma perché penso che i sondaggi di questi giorni, che danno il governo a un livello di consenso attorno al 25%, il CS sotto di 10 punti, Fini sicuro vincitore contro Veltroni,  del tutto inattendibili, quanto e più quelli dell'anno scorso? Sono forse un esperto di sondaggi? Posso contestare i criteri "scientifici" adottati? Anche l'equilibrato e competente prof. Ilvo Diamanti li commenta come se avessero un qualche valore.

Provo però ad applicare qualche ragionamento banale. Il campione: 1519 persone, su 40 milioni, parecchi meno dei famosi 24 mila. Scelte con criteri scientifici per rappresentare tutte le categorie. In un paese frammentato come il nostro saranno però 5 o 10 per categoria. Saranno equamente divisi tra CS e CD come nella realtà, o per puro caso hanno selezionato 2/3 di elettori del CD? E domani 2/3 del CS?

Le interviste telefoniche. A qualcuno è mai capitato di essere chiamato? Di solito la telefonata arriva alle 8 dopo la prima forchettata, è assai probabile che una buona parte degli intervistati della lista rifiutino di rispondere alle domande.
L'attendibilità delle risposte. Gli italiani mantengono segreto il voto anche con la moglie e con la mamma. E poi, come hanno detto gli stessi sondaggisti per spiegare il flop degli exit poll, sono propensi a mentire.
Le domande. Io farei domande indirette, per esempio chi è il cantante preferito o quali sono gli ultimi film visti, e da questi dati, con raffinati algoritmi, trarrei la inclinazione elettorale. Invece pare che facciano domande dirette, del tipo "chi ritieni che vincerà le prossime elezioni?". Che ne so, risponderei io, non sono mica un sondaggista.

Comunque è abbastanza probabile che un certo numero di reali elettori del CS , intervistati, abbiano espresso un parere negativo sul governo. Non c'è da stupirsi, tutta la stampa e l'informazione, Corriere della sera in testa, non fa altro che criticare ogni azione del governo sin dalla finanziaria (deprecando ogni azione e il suo esatto contrario). E poi risponde in base alle ultime notizie dei TG, quelle che rimangono più impresse, una settimana dopo, con notizie diverse, risultati diversi. Ma esiste anche un altro motivo: con 10 partiti e 25 ministri ogni elettore del CS ha almeno un partito e un ministro che gli sta sulle scatole, e in occasione del sondaggio, se è appena appena mal disposto, è a quello che pensa, e risponde di conseguenza.

Ma si può trarre da questa risposta contingente, da parte di 750 persone (la metà presunta del campione di CS) un presagio valido per tutti noi italiani? Ovvio che no, per il margine di errore contenuto in un rilevamento statistico così parziale, ma anche per un altro motivo.

Qualcuno come me avrà osservato che in tutte le ultime elezioni politiche italiane l'elettorato si è spostato di molto poco. I risultati sono stati determinati essenzialmente dalle alleanze. CS diviso e CD unito (1994), vince il CD (ma poi si disunisce). CD diviso e CS unito e il CS vince (1996, ma poi il CS si disunisce, e anche il CD, solo in parte, ma quanto basta per far completare la legislatura all'Ulivo). CD unito e CS diviso e vince il CD (2001, e questa volta rimane unito fino alla fine). CD e CS uniti: quasi pareggio (2006). Le percentuali dei due schieramenti "allargati" e i voti assoluti sono rimasti nelle varie elezioni molto stabili. Anche le elezioni del 2001 sono state un buon esempio di sondaggi sballati. Doveva vincere il CD con 5 o 10 punti di vantaggi. Invece è arrivato (di poco) sopra al 50% dei voti solo alla Camera, ed è rimasto un filo sotto al Senato. Con diversi accordi elettorali neanche vinceva. Certo la legge elettorale maggioritaria ha poi consentito un'ampia maggioranza di seggi. Ma tutti ricordano questo grande vantaggio e nessuno ricorda la risicata maggioranza di voti (e il CS - Ulivo aveva preso più voti nel 2001 che nel 1996).

No, tutto fa pensare che i sondaggi di questi giorni abbiano una relazione vicino allo zero con i risultati elettorali di una prossima elezione politica, che sia nel 2011 o nel 2009. Questo non significa che il CS debba vincere ancora o meno, semplicemente stiamo sondando qualcosa che ancora non c'è, uno schieramento un candidato dei leader e anche degli antagonisti che non ci sono ancora.

In sintesi, "non credo nei sondaggi".

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