giovedì 12 luglio 2007

Risultati elettorali, ancora?

Si riparla delle elezioni del 2006, delle numerose anomalie e degli ipotetici brogli. Brogli (o eufemisticamente "errori a senso unico") conclamati da Berlusconi e da alcuni suoi seguaci, senza portare però alcuna elemento a sostegno, non dico prove, ma neanche indizi. Brogli denunciati anche da Diario in un famoso DVD "Uccidete la democrazia", poi ribadito nel recente "Gli imbroglioni". Anche qui purtroppo (per la buona opinione che avevamo della rivista e del direttore, non per i brogli in sé) nessuna prova e anche ben pochi se non pochissimi indizi, al massimo sospetti.

Mi sono dedicato a suo tempo ad un'ampia analisi del complesso tema, i risultati, per chi vuole approfondire e vuole dedicarci qualche minuto, si possono leggere qui.

Se parliamo però del risultato del voto all'estero e del mitico riconteggio la questione è molto più semplice e si può commentare in due righe. Il sistema di voto all'estero a suo tempo deciso (con voto bipartisan in questo caso, non si può dare la colpa solo alla CdL) si può definire eufemisticamente "bizzarro". In sostanza è quasi impossibile farlo funzionare ed è basato sulla fiducia, diciamo così. Per dirne solo una: lo scrutinio non è ancora concluso (l'ultimo controllo l'ho fatto un paio di mesi fa, dopodiché nell'archivio storico del Ministero Interno sono spariti i dati del voto estero). Mancano 6 sezioni, (Cambogia, Arabia Saudita e altri luoghi remoti non certo famosi per l'emigrazione italiana) nelle quali evidentemente non è stato possibile organizzare il seggio.

E' chiaro che bisogna pensare con urgenza anche a in sistema gestibile per il voto all'estero, basato ad esempio sulla iscrizione alle liste elettorali, come avviene in altri paesi.

Per il riconteggio, forse non si è fatto abbastanza caso al margine di errore. In uno scrutinio manuale (come è tuttora e come sarà in futuroi) un margine di errore è inevitabile. Questo significa che anche ricontando più volte i voti (40 milioni di voti) i risultati non saranno mai i medesimi. Poichè la legge elettorale attuale prevede in pratica un unico collegio uninominale grande come tutta l'Italia (alla Camera) e il premio di maggioranza scatta senza limite di differenza (anche per un solo voto) avere un risultato certo in caso di schieramenti quasi equivalenti è assai arduo e ogni risultato è contestabile. Qual è un margine d'errore gestibile? Uno per mille? La differenza rilevata nel 2006 era ben inferiore all'uno per mille. Sarebbe necessario come minimo far scattare il premio di maggioranza (anche per le regioni) solo oltre una certa soglia.

Ancora meglio sarebbe abrogare velocemente questa legge elettorale assurda e ormai figlia di nessuna, evitare altri esperimenti (referendum attuale: sono contrario) e tornare velocemente al sistema precedente. Il tanto criticato Mattarellum, legge imperfetta sicuramente, ma altrettanto sicuramente più gestibile e in grado di dare risultati più coerenti. D'altra parte è inutile cercare un sistema elettorale perfetto, lo dimostra il fatto che non ci sono due paesi che hanno la stessa legge elettorale (pensiamo ad esempio a quelli del G7): un motivo ci sarà.

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