sabato 28 luglio 2007

Sinistra radicale

Dopo qualche giorno i quattro partiti della oramai ufficialmente battezzata "Sinistra radicale" si sono di nuovo compattati, avendo trovato un nuovo terreno unitario di polemica con il governo: la modifica della legge Biagi e gli interventi sul precariato. E' necessario quindi aggiornare il post  Pensioni e governi  pubblicato il 24 luglio.

Per qualche giorno ho letto soltanto dicharazioni del tipo "non va" oppure che sollevavano un problema di metodo ("non è possibile che un terzo della coalizione non conti quando bisogna definire obiettivi strategici" - Ferrero).

Finalmente oggi in una intervista all'Unità Cesare Salvi ha indicato alcuni punti secondo lui (e secondo la sinistra radicale) non ricevibili:
a) il mancato divieto di reiterazione dei contratti a tempo determinato; b) la reiterazione dopo 36 mesi all'ispettorato del lavoro "secondo lei cosa sceglie un giovane tra la prospettiva di perdere un contratto, anche se a tempo determinato , e andarsene a casa, e la possibilità di andare a mettere un timbro?" (e qui mi dispiace dirlo, ma Salvi, che pure è stato ministro del lavoro, sembra non capire che la formalizzazione del nuovo contratto all'ispettorato del lavoro e con la presenza del sindacato, non è certo un problema del lavoratore, ma casomai del datore di lavoro ... ) e c) la mancata abolizione del lavoro interinale e dello staff leasing (che non viene usato praticamente da nessuno).

Il tema del lavoro flessibile meriterebbe un libro, quindi non mi addentro ad approfondire i vari temi sollevati. Noto soltanto che la regolamentazione per legge di dinamiche economiche per loro natura "liquide" è operazione difficile e spesso destinata al fallimento.

Mi soffermo invece su un punto di totale coerenza con Diliberto sulle pensioni. A proposito del ministro Damiano infatti Cesare Salvi dice: "Ha diviso il sindacato e isolato la CGIL. Non soltanto non c'è niente di inemendabile ma se non lo si fa si finisce male. Sulle pensioni siamo stati responsabili. Lì c'era un problema di soldi. Qui no". Dove "qui no" spero che si riferisca al problema di soldi e non al fatto di essere responsabili.In ogni caso è il solito buon vecchio ricatto che accompagna il governo dell'Unione dalla nascita. O fate come dico io o faccio cadere il governo. Ma, in questo caso, perchè?, se cade il governo evidentemente la legge rimane quella attuale. Saranno contenti di questo i precari?

La antica strategia del tutto o niente è quindi tornata tra noi.  Una strategia perdente come poche, nel 99% dei casi si ottiene niente.

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