mercoledì 1 agosto 2007

La vera sinistra radicale

Il termine "sinistra radicale" è ormai entrato nel gergo politico per indicare i 4 (quattro) partiti dell'ala sinistra dell'Unione. qualcuno li ha anche chiamati (scherzosamente, si presume) la "banda dei quattro" in analogia ai quattro personaggi che hanno gestito la rivoluzione culturale in Cina nella fase calante di Mao. Non hanno fatto una bella fine e non hanno lasciato bei ricordi. Mussi ha detto che eventualmente lui vorrebbe il ruolo della moglie di Mao, Chang Ching, se lo dice lui ...

Ma questa sinistra radicale, inclusi RC e PdCI è una sinistra sbiadita e succube della destra e del padronato, anzi indistinguibile da essa, per la vera sinistra radicale, quella miriade di movimenti e gruppi, i più noti e visibili sono i COBAS, che si pongono comunque al di fuori e contro il governo, definito senza appello "governo della borghesia" e che sono la spina nel fianco e la probabile motivazione della radicalizzazione dei sopra citati partiti.

Per motivi ignoti mi arriva da un paio di mesi una newsletter "passaparola" (sono sicuro di non essermi iscritto, chissà chi gli avrà dato il mio indirizzo e-mail privato) dove, ad esempio, si può avere una idea di quanti siano questi movimenti:

A SPOLETO, SINO A DOMENICA 29 LUGLIO, NEI GIARDINI DI VIA MATTEOTTI, QUARTA FESTA DEI COMUNISTI.
Da sedici anni, nel cuore dell'Umbria, si svolge la Festa dei Comunisti.

Quest'anno, alla luce della situazione che tutti stiamo vivendo, la Festa dei Comunisti supera l'ambito regionale e si caratterizza come un appuntamento per tutti i compagni e le compagne, con la collaborazione di tutte le strutture che hanno dato vita al Coordinamento per l'Unità dei Comunisti.
Il Coordinamento per l’Unità dei Comunisti nasce nella primavera del 2007 dalla confluenza fra i compagni espulsi dal McPCL (determinata dal rifiuto della maggioranza a lavorare nella fase costituente di tale Movimento) ed altre realtà di classe, alcune delle quali uscite dal Partito della Rifondazione Comunista (come i compagni di Unità Comunista di Napoli) altre che nel PRC non sono mai state (come l'Assemblea Nazionale Anticapitalista) ed altre composte sia da compagni usciti dal PRC che da altri, come il Comitato Comunista Antonio Gramsci.

A queste situazioni sono subito andate ad aggiungersi altri compagni usciti dal McPCL e le associazioni Casa Rossa dell'Umbria e Pianeta Futuro di Pisa, dando vita ad un processo di aggregazione dei comunisti che, ferma restando la condivisione di alcune coordinate politiche generali (Opposizione ai Governi della borghesia; Finalizzazione delle attività politiche alla  costruzione di una società comunista; Collegamento tra programma minimo e programma strategico; Dimensione sovranazionale della lotta politica) si basa: Sul bilancio delle esperienze socialiste del secolo breve, anche in relazione alla loro riproducibilità nelle attuali condizioni; Sulla analisi dei rapporti di produzione oggi vigenti e sulle caratteristiche della formazione economico sociale attuale; Sulla ricerca di strumenti organizzativi caratterizzati: sia dalla capacità di operare efficacemente nelle attuali condizioni politiche che di fornire maggiori garanzie rispetto alle sostituzioni dei fini che hanno connotato e tuttora connotano molte esperienze organizzative dei comunisti ...  (da Passaprola del 27 luglio 2007)

Chi ha vissuto anche di sfuggita gli anni '70 o addirittura il '68 non potrà non provare sentimenti di sorpresa nel vedere sostanzialmente intatti, a quasi 40 anni di distanza, la frammentazione infinita, il periodare ampio e gli obbiettivi "tutto o niente" di quegli anni, non proprio felici, negli esiti, per la sinistra nel suo complesso.

Riguardo alla sinistra radicale e al sindacato il giudizio è piuttosto netto, e ricorda molto da vicino i giudizi dei "gruppettari" sul PCI (i suoi militanti non venivano chiamati comunisti, ma più riduttivamente "piciisti"). Solo che per una nemesi storica nel ruolo del PCI moderato e compromissorio (storico) degli anni '70 ora ci sono gli "antagonisti" di RC.

(Sulla riforma della riforma delle pensioni)

BOCCIARE QUESTO ACCORDO NON E’ SOLO IL PASSAGGIO FONDAMENTALE PER RIAPRIRE L'INIZIATIVA IN DIFESA DELLE PENSIONI PUBBLICHE SULLA BASE DI UNA VERA PIATTAFORMA SINDACALE, MA E’ ANCHE UN PASSAGGIO NECESSARIO PER SFIDUCIARE UNA BUROCRAZIA SINDACALE CHE SI E’ DIMOSTRATA ASSOLUTAMENTE INCAPACE DI INDIPENDENZA DAL QUADRO POLITICO, E CHE HA VOLUTO FIN DALL'INIZIO QUESTO ACCORDO, SENZA AVERNE MAI AVUTO ALCUN MANDATO DA PARTE DEI LAVORATORI, E SENZA CHE NE ESISTESSERO LE RAGIONI.

(Altro commento sempre sulla riforma delle pensioni)

INIZIA LA BATTAGLIA PER IL DIRITTO DEI LAVORATORI AD UN VERO REFERENDUM SULL'ACCORDO, MA SI RILANCIA SU BASI ANCORA PIÙ COGENTI ED URGENTI LA BATTAGLIA PER CAMBIARE QUESTI SINDACATI. (da Passaprola del 27 luglio 2007)


E infine un altro classico, il rimpianto per il governo che fu (quello attuale è sempre "il peggior governo dal dopoguerra ad oggi"):

IL GOVERNO, DANDO UN  CEFFONE A MIGLIAIA DI ANZIANI, PORTATORI DI HANDICAP, MALATI TERMINALI  ED UNA SBERLA AL TAVOLO NAZIONALE DI CONCERTAZIONE SULLE POLITICHE  ABITATIVE E A 4 MINISTRI CHE PENSAVANO DI LAVORARE AD UN PIANO CASA, HA SANCITO PER GLI SFRATTATI, NON IL  PASSAGGIO DA CASA A CASA MA QUELLO DA CASA A STRADA.

(Si riferisce al fatto che nel DPEF, documento notoriamente generico che spesso ha pochi punti di contatto con la legge finanziaria, non sono esplicitamente inclusi interventi a favore degli sfrattati)AUGURI, PRESIDENTE PRODI; NE HA BISOGNO DAVVERO, SE STA RIUSCENDO, ADDIRITTURA NELLE TESTE DI TANTI PRECARI DELLA CASA, A FAR PASSARE BERLUSCONI COME UNO STATISTA EQUO E GIUSTO.  (da Passaparola del 20 luglio 2007)

Non si capisce cosa avrebbe fatto Berlusconi per gli sfrattati nei 5 anni del suo governo (penso qualche rinvio, non è difficile), ma questo è il leit-motiv.

Essendo un liceale degli anni '70 dovrei provare un po' di nostalgia, ma sinceramente non ci riesco.

Aggiornamento 10 agosto

Nel successivo numero di passaparola è contenuta una anche più esplicita critica al governo Prodi, un governo di destra come tanti altri. Il tuffo in quel tipo di cultura degli anni '70 è totale. Da notare la fiducia immutata nella capacità minacciosa del "complesso militare-industriale italiano" del quale pensavamo si fossero perse le tracce da tempo. Si conferma l'utilizzo di simboli del tutto slegati da effetti pratici (fondi pensione alternativi al TFR, staff leasing - vedi altri post). Interessante la presenza di Cremaschi tra i firmatari.

PER UNA MOBILITAZIONE SOCIALE CONTRO L'ACCORDO SUL WELFARE.
L'accordo sulle pensioni raggiunto da Governo e sindacati , come previsto, conferma la natura politica del governo Prodi: un Governo legato al grande capitale, sordo alle ragioni dei lavoratori e in sostanziale continuità con il liberismo e pronto a rispondere ai poteri forti finanziari europei e alle loro politiche antisociali. L'accordo, infatti, si rivela come un accordo bidone che peggiora la stessa Legge Maroni, innalza l'età pensionistica, riduce le aspettative future con i coefficienti ogni tre anni, mette i lavoratori gli uni contro gli altri, ribadisce la logica finanziaria che aveva affermato già con l'operazione scippo sul Tfr (per ora fallita). E' un accordo da respingere in modo netto e senza mediazioni. A peggiorare le cose c'è poi l'accordo sul mercato del lavoro che conferma l'impianto della legge 30 che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto essere superata e che viene invece rafforzata. Si conferma lo staff leasing (caporalato), e si aumenta sia il lavoro straordinario che l'incentivo alla contrattazione aziendale con ulteriori regali alle imprese. Un disastro sociale che si aggiunge alle gravissime scelte politiche di destrutturazione del pubblico impiego, di mantenimento e incentivazione della precarietà del lavoro e dei salari, di subalternità dei diritti sociali in generale alle priorità del capitale finanziario.Ribadendo la necessità dell'abrogazione legge 30 e del Pacchetto Treu segnaliamo che i movimenti sociali e contro la precarietà e lo stesso sindacalismo anticoncertativo devono metterci una marcia in più nell'avanzare obiettivi che rompano il sistema della precarietà e introducono fattori di certezza sul piano del reddito e del lavoro stabile per i precari.
Le linee guida del Dpef e lo spirito della prossima Legge Finanziaria continuano a rendere risibili provvedimenti sostanziali e urgenti sui diritti sociali, in primo luogo quello alla casa e i diritti per i
migranti. Sulla questione delle abitazioni, nel nostro paese continuano a farla da padroni la rendita fondiaria e la speculazione immobiliari alle quali vengono consegnate le priorità di sviluppo delle principali aree metropolitane, la decisionalità sull'uso delle aree pubbliche (vedi le caserme) e sulle aree industriali dismesse. Le spese sociali per l'edilizia popolare e per sottrarre gli affitti ai prezzi proibitivi del mercato restano infime e continua a essere vigente la liberalizzazione degli affitti che ha contribuito al boom della
speculazione sulle case. La spesa sociale continua ad essere subordinata a voleri e orientamenti strategici di poteri forti e militarismo.
Cresce la quota destinata alle spese militari e alla crescita del complesso militare-industriale italiano, crescono i finanziamenti per le missioni militari all'estero che hanno reintrodotto in questo capitolo anche il ritorno dei Carabinieri italiani in Iraq oltre al mantenimento delle missioni in corso in  Afghanistan, Libano, Balcani.Come reti sociali, sindacati anticoncertativi, associazioni della sinistra anticapitalista, singoli militanti abbiamo contribuito finora a praticare con le lotte e mobilitazioni una reale alternativa sociale ai dogmi del liberismo e della guerra. Vogliamo continuare a praticare il terreno del conflitto
anche contro le politiche antisociali del governo Prodi a partire dalle questioni indicate in questo appello.
Invitiamo tutti a un appuntamento per il 12 settembre per discutere collettivamente delle modalità di questa mobilitazione che metta in campo sulle questioni sociali la stessa forza e la stessa indipendenza messa in campo contro la guerra.
Action!, Confederazione Cobas, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica,
Giorgio Cremaschi (Rete28 Aprile), Luigia Pasi (Sdl), Emidia Papi
(Cub), Vincenzo Siniscalchi (Sdl).  

1 commento:

  1. Divertente la disanima analitica del volantino.


    Giustificatissime alcune conclusioni.

    Anch'io ho sempre un senso di dubio quando sento giornalisti o politici utilizzare l'espressione "sinistra radicale".


    E anch'io preferirei si riuscisse a rinnovare il linguaggio dei movimenti..

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