venerdì 3 agosto 2007

Micro-etica

Sul Venerdì di Repubblica della scorsa settimana, in uno dei suoi sempre appuntiti interventi, Curzio Maltese ha introdotto il concetto innovativo di micro-etica, da applicare a noi italiani.
La micro-etica è interessata solo alla micro-criminalità, quella che ci può toccare in modo indiretto, mentre l'etica guarda alla moralità pubblica e all'interesse generale, Di quest'ultima sono carenti gli italiani, e per questo accettano (e votano) tranquillamente pluri inquisiti e pluri condannati. Poi magari organizzano entusiasti un "vaffanculo day", tanto liberatorio.

E' un classico dei moralisti italiani prendersela con tutti gli altri italiani, Mi pare che fosse Leo Longanesi a dire che l'Italia è un paese meraviglioso, l'unico problema è che è piena di italiani.
Ma è la solita generalizzazione, che si usa per restare sul generico e non prendere di petto frontalmente gli interlocutori. In realtà lui (e i suoi lettori) pensano agli altri italiani, a quell'altra metà che vota tranquillamente per un pluri inquisito (e pluri condonato) e per i "suoi cari", come li definisce Travaglio.

In un articolo non si può dire, in un dibattito televisivo neanche, neanche i leader del CS possono dirlo, sarebbe indice di scarso fair-play, salterebbero tutti su a dire che non bisogna offendere l'elettorato, che l'elettore in democrazia è sovrano, e così via (Corriere della sera e Panebianco in testa, come sempre). Berlusconi invece si è fatto minori problemi, quando ha definito "coglioni" in toto gli elettori di sinistra.
Eppure il cemento che tiene insieme una buona parte degli elettori di CS è proprio l'etica, non tanto rivolta verso le trasgressioni del capo (vedi il post La berlusconite) quanto proprio sul mancato rispetto di ogni regola, dalla tutela della cosa pubblica al codice della strada, dell'"altra metà del cielo" del nostro stimolante (non ci si addormenta mai sugli allori) e bellissimo paese.

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