sabato 29 settembre 2007

I tic

Nei commenti dei giornali e della televisioni si sentono spesso, più che luoghi comuni in senso stretto, dei veri e propri tic. Reazioni incontrollate e automatiche di origine incerta. Che non richiedono spiegazioni, si auto-spiegano. La finanziaria e la necessità di commentarla (possibilmente criticandola) è un tipico generatore di tic.

Un esempio di tic sono i provvedimenti a pioggia. I provvedimenti a pioggia non vanno bene perché intervengono su molte cose in modo parziale, non risolvendo i problemi. Sarebbe meglio concentrarsi su poche priorità. In questa finanziaria varata oggi la CdL, dopo aver dichiarato per qualche mese che sarebbe stata lacrime e sangue (altro tic), non potendo più sostenerlo neanche con la più noncurante faccia tosta, ha ripiegato sui provvedimenti a pioggia.

E' un pretesto propagandistico, ma da sempre commentatori economici criticano questo modo di operare. Qundi non sono soli. Ma come si riconoscono i provvedimenti a pioggia? In una realtà complessa e frammentata come quella italiana, o di qualsiasi grande paese moderno, è necessario dominare la complessità e non trascurare alcun settore e nessuna dinamica sociale e produttiva. Una priorità è sicuramente il lavoro per i giovani e la spinta allo sviluppo e alla ricerca. Ma questa doverosa attenzione per il futuro consente di trascurare il sostegno a chi è al di fuori del mondo del lavoro per età?

Alla fine i provvedimenti a pioggia (quelli giudicati inutili), rischiano di essere quelli che non ci interessano, nel senso che non toccano i nostri interessi.

L'altro punto di criticità è la tensione a risolvere il problema. Un provvedimento limitato non risolve il problema. Ci vorrebbe ben altro. Ad esempio qualche senatore della vera sinistra radicale ha subito detto che i 150 € agli "incapienti" non risolvono il problema. Così come la cosiddetta "quattordicesima" alle pensioni minime non risolveva il problema. A parte che sono a testa (quindi in una famiglia di quattro persone monoreddito diventano 600 €), è' vero, probabilmente neanche 1500 € a testa avrebbero trasformato la vita di queste persone, non mi avventuro neanche ad esaminare problemi e possibili soluzioni. Era però possibile redistribuire qui e ora una parte dell'extra gettito (recuperato dagli ottimi Visco e Romano, il direttore dell'Agenzia delle entrate) e il governo si è ricordato di loro.

Qualcun altro, più economicista, sostiene che polverizzando la somma su una vasta platea (12 milioni di persone, pare) la cifra è troppo bassa. Però prima bisognerebbe chiederlo agli interessati (non credo che non sarà apprezzata). Soluzione (a parte non fare nulla)? Come si pensa di selezionare i soggetti (escludendo giochi a premi e simili)? Si rischia anche qui che la guida per la selezione risponda ad altri interessi. Spero solo che facciano accurate verifiche per evitare che non rientrino tra i beneficiati anche gli evasori che viaggiano allegramente in Cayenne.

Ma andando anche oltre con il ragionamento: è la finanziaria la sede per risolvere i problemi? Il piano di bilancio annuale dello stato? La maggior parte dei problemi non sono come gli esercizi di matematica: si risolvono e poi si passa al successivo. Sono qualcosa con cui si convive sempre, e che bisogna mantenere sotto una certa soglia, come è il caso della criminalità, o della disoccupazione. Se anche raggiungiamo una situazione felice di azzeramento del problema, sappiamo che dobbiamo occuparcene lo stesso, per sempre, perché si può ripresentare. Una ovvietà, ma solo per confermare che in una legge di bilancio ci possono essere al massimo interventi, e se ne valuterà l'efficacia l'anno successivo.

Certo sarebbe più efficace e gestibile una "legge finanziaria" come quella utilizzata in Gran Bretagna, incentrata sul metodo della spending review e su programmi a lungo termine, che diventano però la legge di budget annuale, e non rimangono a livello di indicazioni, come il nostro DPEF. Un modello preso a rifermento anche dal recente Libro verde sulla spesa pubblica, diffuso dal MEF. Per chi voglia approfondire allego la Comprehensive Spendig Review (la sintesi) del 2004 (per il triennio 2004-2007). Esiste anche il budget 2007 ma è meno facile trovare un documento di sintesi altrettanto efficace.

I tic del nostro sistema dell'informazione sono una buona fonte di disinformazione e di distorsione dei giudizi. Mi piacciono quei rari giornalisti che non si fermano al titolo, e perdono qualche ora (o qualche minuto) a chiedersi cosa c'è sotto la superficie.

(La prossima puntata sui tic: i tagli)
 





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