giovedì 13 settembre 2007

Il libro verde sulla spesa pubblica

Ignoro il perchè del colore verde attribuito a questo studio, ma la lettura è molto interessante. Si trovano molte informazioni non sempre disponibili in questa forma sintetica, molto utili per discutere con cognizione di causa su molti fenomeni molto dibattuti nel nostro ambito del nascente PD.

Per esempio il numero di dipendenti della PP.AA. suddiviso per ministeri (vedi post sulla bufala delle auto blu). Oppure il numero di dipendenti a tempo determinato e il loro andamento negli anni. Oppure ancora i dati confrontati per regione sui risultati della spesa pubblica e sulla distribuzione dei dipendenti della P.A.
Interessanti anche i confronti con la realtà europea, nelle classifiche sulla efficacia della spesa si vede l'Italia al penultimo posto. Al primo, in modo del tutto coerente con il post di qualche giorno fa di Corrado, proprio la verde Finlandia.

In generale il documento ruota intorno alla introduzione di metodologie di spending review anche nel nostro paese, sulla scorta di quanto stanno facendo altri paesi europei ed in modo più convinto e completo, soprattutto il Regno Unito. Si tratta di passare ad un sistema di controlo di budget impostato su piani pluriennali e sul controllo periodico e continuo della efficacia della spesa, orientato a fornire "di più con meno", più servizi con meno spese, come scrivevo nel mio commento al post sulle tasse nel blog di Corrado

Si capisce anche che il compito è di una difficoltà improba, per la stratificazione di leggi e poteri, che rappresentano altrettantio interessi consolidati.

Il sistema e il piano di budget attuale è ampiamente riportato nel sito del Ministero del tesoro inglese. Leggendo l'introduzione del piano (che è triennale, periodo ben più coerente delle nostre leggi finanziarie annuali) si può anche verificare che Tony Blair non è stato poi quel reazionario camuffato e continuatore della Thatcher che viene superficialmente rappresentato. Leggete soltanto quanti obbiettivi nella istruzione, o nella casa, o per lo sviluppo del trasporto pubblico. Piacerebbero forse anche ai critici del nostro accordo sul welfare.

Ecco infine il libro verde. Buona lettura.

Libro verde della spesa pubblica


3 commenti:

  1. Permettimi di dubitare, da pubblico funzionario, dell'efficacia di tutti questi escamotage presi a prestito dalle esperienze estere. Nel pubblico impiego italiano non serve a nulla introdurre nuovi criteri e nuove metodologie se gli alti dirigenti preposti allo loro applicazione concreta restano gli stessi. La verità è che in Italia si è decentrato tutto quello che non si doveva decentrare e non si è decentrato quello che andava davvero decentrato. Vengo e mi spiego: nel mio ufficio, il dirigente non è autorizzato neppure a spendere un euro per una penna, perchè tutto deve essere preventivamente autorizzato da ben due organismi superiori. Cosa ci sarebbe di male ad assegnare un budget anche alle realta periferiche, con obbligo di rendicontazione, almeno per le piccole riparazioni e le spese correnti? Non lo si fa perchè, come dici tu, vi sono a monte interessi consolidati. Per quanto concerne la vexata quaestio del personale delle pp.aa., ti rimando al mio post (se ti va di leggerlo) Statali, che passione! Ti potranno sembrare soluzioni passatiste quelle da me proposte, ma, credimi, non lo sono affatto: sono soluzioni ormai indifferibili.

    Saluti, Francesco

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  2. Ti riporto il nome del blog qualora non ti comparisse nell'apposito riquadro del commento precedente:

    http://ilrompiscatole.ilcannocchiale.it

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  3. Non sono riuscito a trovare il tuo articolo sul blog, ma sono convinto che, venendo da una esperienza diretta e dall'interno, si tratta sicuramente di idee e soluzioni più che valide.

    Soluzioni sicuramente orientate ad una maggiore efficienza, cioè a dare più servizi con meno spesa pubblica.

    Che è precisamente il principio della spending review. Certo calare il principio della verifica continua dei risultati nella macchina della pubblica amministrazione è una faccenda ben più complessa. Il libro verde sotto questo punto di vista contiene diversi spunti, ma mostra anche la estrema complessità dell'operazione, soprattutto in un quadro politico a scarsa capacità decisionale.

    Alberto

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