domenica 2 settembre 2007

Televisione digitale terrestre

Bisognerebbe puntare con decisione alla televisione digitale terrestre (o DTT: Digital Terrestrial Television). So che molti a sinistra la associano agli interessi privati di Mediaset e alla legge Gasparri.
So che molti blogger e utilizzatori di Internet considerano la televisione generalista un sistema di informazione destinato al declino.

Ma le cose non stanno proprio così. Cominciamo dalla legge Gasparri. L'aspetto criticabile è l'innalzamento artificioso della soglia per lo stato di monopolista, con la invenzione del SIC (sistema integrato delle comunicazioni). Un artificio pro Mediaset censurato anche dalla UE.

Ma gli altri aspetti della legge sono utilizzabili, in particolare quelli che puntano allo sviluppo della DTT. Perché la DTT favorisce il pluralismo? Perché: 1) aumenta di 3-4 volte il numero di canali nazionali e 2) la tecnologia digitale consente costi più bassi, e decrescenti, per la produzione dei contenuti.

Come dovrebbe essere costituito il sistema televisivo del futuro? Tre o quattro gestori di rete che forniscono l'infrastruttura a decine di editori, o produttori di contenuti. L'equivalente delle grandi tipografie e dei giornali e periodici distribuiti tramite la rete delle edicole. E' questo il modello spinto dalla Agenzia delle comunicazioni, e che il CS farebbe bene a sostenere con decisione.

Mediaset ottiene vantaggi dalla DTT? No, in prospettiva, il principale vantaggio è stato nel breve periodo: il salvataggio di Rete 4. Altro vantaggio è stata la possibilità di rientrare nella pay-per-view, ma è una opportunità sfruttata sinora in modo molto ridotto, in particolare nel cinema Mediaset Premium procede col freno a mano tirato. Il motivo è il timore di diminuire gli ascolti della TV generalista in chiaro, la macchina per fare soldi (grazie al sistema perfetto pubblicità-Auditel) dell'azienda dei Berlusconi.

La migrazione dall'analogico al digitale non comporta alcun vantaggio in prospettiva per Mediaset, perché la soluzione attuale di duopolio e di mancanza di concorrenti, e di numero di ore passate davanti al video TV dagli italiani, è la migliore possibile per l'azienda. Mediaset ha scritto e imposto a legge Gasparri solo perchè: 1) doveva salvare Rete 4 dalla sentenza della Corte Costituzionele 2) la DTT era una iniziativa europea con termine 2012 e conveniva saltarci sopra piuttosto che contrastarla 3) con l'occasione poteva anche rallentare la crescita costante dell'unico concorrente privato (Sky - Murdoch).

Perchè Internet non ucciderà mai la TV generalista? Internet è interattiva, vasta, flessibile e sempre nuova. La televisione generalista è passiva e sempre uguale, ma proprio per questo consente una fruizione pigra. Una funzione di relax e di scarico delle tensioni, ricercata non soltanto dai vecchietti ma da molti, l'audience sarà erosa in percentuale, ma rimarrà importante. La platea broadcast (da 1 a molti, antenna trasmittente invece che connessioni 1 a 1 rimarrà di diversi ordini di grandezza superiore a quella Internet. 5.000 accessi al giorno sono numeri di tutto rispetto in Internet, 50.000 sono numeri importanti raggiunti da pochissimi siti, 500.000, concentrati in un'ora, sono numeri da programma flop in TV.

Il CS e il PD non devono quindi trascurare la TV nella aspettativa che il consenso e la informazione corretta si costruiscono su Internet. Come Mediaset è saltata sopra alla DTT trasformando un possibile rischio in un vantaggio, così il CS dovrebbe saltare sopra la legge Gasparri e portarla alle estreme conseguenze, facendo saltare il duopolio (molto pericoloso soprattutto in caso di governo delle destre) e facendo anche scoppiare, superandolo, il paradosso RAI.

Per approfondimenti: http://www.musicaememoria.com/dtt_televisione_digitale_terrestre.htm

Nessun commento:

Posta un commento