domenica 9 settembre 2007

Tolleranza infinito

Ma Rifondazione e gli altri della "cosa rossa" sono così sicuri che i loro elettori siano contrari a
maggiori controlli nelle città per lavavetri, writers e così via?

Sono partiti tutti lancia in resta contro provvedimenti (ventilati) pensando forse di essere ancora negli anni '70, il ministro dell'interno che ha deciso di fare qualcosa è "il bandito Giuliano" (Il Manifesto), il PD che sostiene questi provvedimenti è in preda a una "deriva reazionaria".


Non hanno fatto caso, evidentemente, a quello che è successo un anno fa con l' indulto, quando i loro elettori di sinistra, anche "radicale", non hanno affatto solidarizzato con ladri, spacciatori e piccola criminalità varia considerandoli "vittime della società" come negli anni '70. Al contrario, sono insorti contro il provvedimento (vedi precedente post), esagerandone anche gli effetti-

D'altra parte non è sorprendente che legge e ordine nelle città interessino più il popolo di sinistra e la gente comune che il popolo di destra e i ricchi. I secondi vivono, o vorrebbero vivere, in comprensori all'Olgiata o a Milano 5 protetti da vigilianza armata, dove writers e mendicanti non si vedono mai (i ladri d'appartamento magari invece sì). Vanno in centro una volta all'anno, e mai in metropolitana, e il degrado urbano non li tocca. Preferiscono le piazzette caratteristiche riprodotte nei centri commerciali o, obbiettivo massimo, le meraviglie del mondo artificiale di Dubai.

Invece a noi piacciono i centri storici e fa male vedere  vedere all'opera il mitico writer Kotone (e un po' che non si vede, però) impegnato nello scrivere il suo insulso nome con vernice indelebile argentata su un antico muro romano, o a "decorare" completamente le carrozze della metropolitana.

Dice RC che non si può trattare un writer come un mafioso. E' vero, infatti nel caso improbabile che prendano Kotone non lo manderanno di certo all'Asinara con il 41bis.
Passerebbe qualche ora al commissariato e prenderebbe una bella multa.

Ma sarebbe sufficiente, se avvenisse soltanto in occasione del 50% delle sue gesta. Non servono leggi speciali. Non è necessario impiegare i NOCS o l'antimafia contro writers e soci, distogliendoli dai loro compiti primari. Basta quel po' di attenzione e di organizzazione che sta impostando il ministro Amato.
Non è questione di tolleranza zero, molto più banalmente è non adagiarsi nella tolleranza infinito.

2 commenti:

  1. Sul Venerdì del 14 settembre Curzio Maltese, di ritorno da un viaggio in Norvegia, sostiene anche lui che il socialismo non si misura dal numero di lavavetri ai semafori.

    Confermo che anche in Finlandia non ho mai visto nessuno ai semafori e a mendicare, anche senza tolleranza zero.

    Interessante anche una intervista al sindaco Cosimi di Livorno (Unità di oggi) città notoriamente tra le più di sinistra d'Italia, che conferma anche lui quello che affermo sulla intolleranza verso i Rom e i comportamenti deviati, anche se di lieve entità, ampiamente presente nella sinistra tradizionale e "radicale".

    Alberto

    RispondiElimina
  2. Per confermare quanto siamo lontani da qualsiasi rischio di tolleranza zero, almeno per i writers, è in uscita un film italiano del filone Moccia dal titolo "Scrivilo sui muri".

    RispondiElimina