mercoledì 10 ottobre 2007

Brogli

Rizzo del PdCI va sostenendo, in pratica, che i brogli sono connaturati alla sinistra. Almeno, questo è quello che avranno capito, temo, gli spettatori dei TG.
Non c'è dubbio che avranno pensato che Berlusconi aveva ragione sui brogli, che denuncia a intervalli regolari (senza mai portare prove) dal 1996 in poi.

Ma, a proposito, che fine hanno fatto i presunti brogli elettorali del 2006? Il recupero di Berlusconi era reale o aiutato? I 24000 voti c'erano davvero o sono stati un blitz delle tre di notte? E le famose schede bianche, quante erano?
Dopo un annetto di controlli almeno una delle ipotesi si può escludere, quella del "broglio centralizzato", lanciata dalla rivista Diario e dal suo direttore Deaglio con DVD e grande clamore.
In sintesi, si pensava che,al momento di sommare i voti provenienti dalle sezioni elettorali, fossero state introdotte delle modifiche a livello centrale (Viminale o prefetture) travasando una parte delle schede bianche in voti a Forza Italia.
Questa ipotesi faceva tornare i risultati con le previsioni e le serie storiche statistiche, ma non era supportata da prove. In ogni caso, la verifica era molto semplice: poichè in Italia le schede cartacee rimangono, bastava contarle di nuovo, se fosse stata fatta questa operazione su larga scala le nuove somme non sarebbero tornate.
La verifica è stata fatta e completata al Senato, è stato verificato un campione molto alto di schede bianche (il 25% circa per ogni regione) da parte dei componenti della giunta per le elezioni, appartenenti a tutti i partiti.
I risultati si possono leggere sul sito del Senato (verbale del 18 settembre) e confermano che non ci sono
state modifiche a senso unico, solo errori episodici e casualmente distribuiti.
La  tesi del broglio centralizzato risulta quindi non confermata e cade come spiegazione delle stranezze statistiche e operative del voto del 9 e 10 aprile 2006.

Rimane la ipotesi del broglio capillare, ventilata da Crespi (il sondaggista) e fatta filtrare a un paio di mesi dalle elezioni nel libro anonimo "Il broglio".
Il broglio capillare, cioè all'origine, nelle sezioni elettorali, può essere realizzato modificando le schede oppure con il sistema dei "mucchietti".
Nel primo caso (schede bianche trasformati in voti validi, voti validi trasformati in schede nulle) la verifica a posteriori mediante nuovo scrutinio e conteggio è inutile, le schede modificate sono indistinguibili dalle altre. L'unico modo per provare questo tipo di brogli è la confessione dei partecipanti o testimonianze dirette.
Il sistema dei "mucchietti" può essere invece individuato con la verifica a posteriori.
Nel caso delle verifiche fatte dalla giunta per le elezioni del senato il campione utilizzato è stato però troppo ridotto (15 sezioni per regione, a volte anche meno) per poter escludere statisticamente questo tipo di alterazione del voto.
Rimane però altamente improbabile che sia stata tentata una operazione su vasta scala (le sezioni elettorali sono oltre 60 mila) senza che ne sia rimasta traccia e, soprattutto, che nessuno dei partecipanti ne abbia parlato, magari in forma anonima.
Pare proprio che i risultati largamente inattesi del 9 e 10 aprile abbiano motivazioni politiche e sociologiche.

Per una analisi molto più approfondita sui brogli e sui risultati del 2006:
http://www.musicaememoria.com/i_presunti_brogli_elettorali_del_9_10_aprile_2006.htm

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