martedì 23 ottobre 2007

Cabaret politico n.2

Non ricordo più il motivo, ma da tempo ho un abbonamento omaggio di Panorama. Devo dire che mi piacerebbe che ci fosse una rivista così, ma di sinistra. Una lettura che non ti fa venire alcun dubbio, che ti conforta totalmente nelle tue scelte, dove è improbabile se non impossibile trovare non dico la minima critica, ma anche solo una posizione dialettica riguardo alle scelte della propria parte politica, per non parlare di quelle del capo (e del padrone, in questo caso). E questo indipendentemente dai successi e dagli insuccessi (che sono sempre colpa degli altri). Autocritica è una parola del tutto sconosciuta nella redazione politica di Panorama, al massimo, si trova qualche critica agli alleati momentaneamente non ben allineati.

Tutta la rivista è strutturata per fornire efficaci argomenti, e facilmente spendibili, ai militanti di CD nelle chiacchiere da bar. Per esempio, si parla di lavori usuranti? Ecco (numero scorso): la truffa dei falsi pensionati dell'amianto. Si parla di corruzione? Ecco (numero attuale, 25/10): rivelazioni su presunti pasticci immobiliari del buon Di Pietro.

Però, per bilanciare una sezione politica monocolore, è prevista una rubrica apposita, chiamata L'ospite, affidata a notisti della parte avversa. Vi aspettereste che portino una voce fuori dal coro, qualche dubbio sulle scelte, non dico del capo, ma di qualche leader di centro-destra? Neanche per sogno, si tratta di uno spazio messo a disposizione per criticare da sinistra la sinistra.

Spazio assegnato questa settimana a Piero Sansonetti, che lo dedica ad una pacata analisi del fenomeno Veltroni. Dopo aver detto che il PD nasce solo per rimettere in pista la borghesia torinese e montezemolina (devo essermi distratto, il 14 ottobre) passa a tratteggiare la carriera politica e il profilo personale del nostro Uòlter:

"... Credo che Veltroni assomigli molto più ad Amintore Fanfani che non ad Enrico Berlinguer. Veltroni è un leader che considera la politica come il controllo del consenso per la conquista e la difesa del potere. ... ha sempre considerato gli ideali come strumenti di battaglia, come mezzi duttili e mutevoli, da usare con parsimonia e senza mai farsene condizionare.. Veltroni ritiene che la politica sia la capacità di appiattire il conflitto, metterlo in silenzio, ridurre il dissenso, creare ordine e gerarchia tra i vari interessi collettivi e individuali, in modo che ciascun interesse dipenda da un interesse superiore, e tutto costituisca una piramide, al vertice della quale c'è il potere, cioè la politica, cioè il bene, cioè lui. ...
Del vecchio PCI credo che Veltroni non abbia ereditato né i valori ... né una certa idea di battaglia politica né la continua e sofisticata ricerca culturale. Ha ereditato un metodo politico (formidabile, ma un po' odioso) che allora andava sotto il nome di stalinismo. ...
Walter, scusate il paradosso, è il fondatore dello stalinismo democratico".

E aveva premesso che per Veltroni nutre un "dissennato affetto". E se lo detestava cosa diceva, che faceva colazione con i cuccioli di panda fritti?

blues-brothers-perplQuindi la "sofisticata ricerca culturale" di Sansonetti alla fine tira fuori un argomento proprio nuovo: lo stalinismo. Magari poteva far caso che quando Veltroni iniziava a fare politica lo stalinismo del PCI (quel po' che c'è stato) era finito e svanito da una quindicina d'anni. Magari poteva avere un minimo di considerazione per qualche milione di votanti alle primarie la cui intelligenza con questo articolo (e con il libro che ha scritto su Veltroni "Walter Ego", distribuito con Liberazione) offendeva con noncuranza. O magari poteva anche considerare che qualcuno si potrebbe chiedere come si fa a governare assieme odiandosi così.

Ma non sono queste le prime cose che ho pensato leggendo questa serie di affermazioni gratuite che fanno quasi sorridere chi conosce appena un poco Walter Veltroni. Ma invece ho provato un senso di premonitiva tristezza. Per lui.

La mattina infatti avevo visto dei manifesti in giro per Roma, che mi hanno fatto venire in mente un altro ex-direttore dell'Unità:

"Azione Sociale. Sabato 27 ottobre, Roma, dalle ore 10,00, presso il Grand Hotel Parco dei Principi, convegno organizzato da Alessandra Mussolini dal titolo "DESTRA ITALIANA: CULTURA, SOCIETA', POLITICA. Interverranno: Pino Rauti (segretario MIS), Fabio Torriero (giornalista), Gennaro Malgieri (membro CdA RAI), Luciano Lucarini (editore), Claudio Tedeschi (editore), Aldo Di Lello (giornalista), Renzo Foa (vice direttore della Fondazione Liberal), Marcello Dell'Utri (fondatore dei Circoli del Buon Governo), Renato Farina (giornalista), Lillio Sforza Ruspoli."

Veltroni  come Rocky

Sullo stesso numero e un po' su tutti i giornali di destra era presente anche un altro interessante spunto: la gran voglia di votare a primavera che avrebbe Walter. L'argomento (della destra) è che è meglio perdere subito, così la colpa non sarebbe sua!  Non avrebbe avuto il tempo di organizzare il partito. C'è scritto proprio così (ma ho visto molte altre dichiarazioni di personaggi del CD): "... tornare al voto subito dopo la Finanziaria, giusto il tempo di approvare una nuova legge elettorale (facilissimo ...ndr ) buttando all'aria l'alleanza con la sinistra radicale. Veltroni perderebbe, ma poi avrebbe tutto il tempo di costruire il PD secondo i suoi piani ..."
Va bè scambiare i propri sogni per realtà ma questi qua (il giornalista si chiama Carlo Puca) esagerano proprio.


Come se Rocky Balboa brigasse e facesse di tutto per anticipare l'incontro contro il russo, quando ancora non riesce ad arrivare neanche a un terzo della famosa scalinata ... perde, così si toglie il pensiero, ... non credo che il film avrebbe avuto molto successo e soprattutto che il buon Rocky-Sylvester avrebbe avuto una seconda possibilità.

1 commento:

  1. come puoi vedere qui, la teoria del Veltroni che vuole le elezioni subito si va diffondendo a macchia d'olio. E' una vera operazione per diffondere il panico o almeno lo sconforto nelle nostre fila...

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