domenica 21 ottobre 2007

Cabaret politico

Che bisogno c'è di guardare in televisione o a teatro Crozza o Albanese o Paolo Rossi o Luttazzi? Quando basta leggere articoli e dichiarazioni di giornali per passare qualche momento di buonumore con la auto-satira politica?

Cominciamo da Michela Vittoria Brambilla, ormai per gli amici MVB, che dichiara a proposito della manifestazione del 20 ottobre: "Qualche migliaio di pensionati a cui il sindacato ha pagato una gita a Roma".

Non condividevo gli obbiettivi della manifestazioni (incoerenti) ma tutto si poteva dire della folla di ieri tranne che fossero pensionati in gita, essendo moltissimi i giovani e molto convinti i partecipanti. I sindacati poi non c'entravano niente, perché la manifestazione, come noto, era contro di loro!

Insomma una tipica frase da bar, che anche al Caffè dello Sport di Pizzopapero di Sotto sarebbe stata rintuzzata dallo stesso barista.

Straordinario poi l'utilizzo della parola pensionati in senso vagamente dispregiativo, da parte di una leader di uno schieramento politico che proprio dai pensionati riceve una parte cospicua dei suoi voti (vedi il risultato del Senato rispetto a quello della Camera nel 2006). Qui però MVB è coperta: i pensionati del CD, così come gli operai del CD insultati da Berlusconi a pochi giorni dalle elezioni, evidentemente non si sentono tali.

Potremmo pensare che Michela Brambilla sia una dimostrazione vivente che ad un aspetto sicuramente gradevole non necessariamente corrispondono contenuti all'altezza. Ma osservandola bene ci accorgiamo che c'è un metodo nella riproposizione acritica dei più abusati luoghi comuni (giuro che l'ho sentita anche dire, a proposito dell'evasione fiscale dei lavoratori autonomi, che "anche i lavoratori dipendenti evadono le tasse con il doppio lavoro"). Li esprime consapevolmente, e facendo credere che ci crede, perché punta a un  "pubblico" ben preciso, segue quindi lo schema del suo capo. E anche la ripetizione acritica delle stesse frasi e battute del capo, che sembrano diverse solo perché espresse da lei e con diverso cipiglio, rappresenta un altro punto applicato del metodo.

Altro momento interessante ce lo ha regalato Willer Bordon, che ha dichiarato di aver iniziato la sua corsa per diventare sindaco di Roma. Ma le elezioni non ci saranno nel 2011? gli ha detto un giornalista. Sì, ma in America iniziano la corsa per candidarsi a presidente almeno 3 anni prima, ha risposto lui.
Un americano a Roma.
Messo alle strette ha poi confessato che si sta muovendo per tempo perché "nessuno ci crede" che  si arriverà a quella data. Si è quindi aggiunto a quella ampia truppa di destra che sta facendo polemiche sul "doppio incarico" di Veltroni e chiede le sue dimissioni da sindaco.

Ma, prima di passare a questo punto, la domanda che si pone il lettore è: ma chi dovrebbe votare Bordon e perchè? Non è giovane, non è donna, non è romano, non è conosciuto a Roma, le sue probabilità ad un primo esame mi sembrano molto vicine a quelle che avrei io.
L'unica notorietà potrebbe venirgli dal motivo per cui lo intervistano di frequente in questi giorni: è uno dei candidati a far cadere Prodi in Senato. Non si sa è vero e non si capisce dalle sue smentite. Credo però che questa azione gli alienerebbe le simpatie dell'elettorato di CS.

E veniamo al doppio incarico di sindaco e segretario per il nostro Uòlter. Sembra una cosa inconcepibile, mai vista, intollerabile e insostenibile. In realtà nel CD sono affamati di rivincite e sognano un candidato di CS debole e la possibilità di riprendere Roma.
Ripetono questi argomenti e nessuno che gli ricordi che proprio il CD non può parlare, con un presidente del consiglio che per quasi un anno ha mantenuto il doppio incarico di ministro degli esteri. Quello sì incompatibile, ma gli stessi che ora argomentano su Veltroni allora si affannavano a sostenere che le due cose potevano essere gestite assieme.
Qualche altro esempio? Craxi segretario del PSI e presidente del consiglio per tre lunghi anni. De Mita idem. Fini segretario di partito e Ministro degli esteri. Gli attuali segretari di partito che sono anche ministri (Mastella, Pecoraro Scanio, Mussi, Di Pietro). Fare il sindaco è più impegnativo che fare il ministro degli esteri?

Non c'è dubbio che a Uòlter si presenta un periodo di lavoro straordinario e impegnativo, ma su piani diversi e con impegni istituzionali da un lato e politici dall'altro, gestibili.

Nessun commento:

Posta un commento