sabato 27 ottobre 2007

Il porcellum colpirà ancora?

Un breve riepilogo sulle possibili elezioni politiche nel 2008 e sulle varie combinazioni e coalizioni possibili. Un tentativo di risposta alla domanda "Ma perchè sarebbe così certa la sconfitta del CS?".
Per tentare una previsione bisogna fissare alcune tra le molte variabili in gioco, proviamo con due:
la legge elettorale: sarà quella del 2005 (Legge 270/2005 o "porcellum"), se si votasse a primavera 2008 non ci sarebbe tempo per fare il referendum e accordi tra CS e CD sono impossibili
le percentuali CS e CD: la distribuzione sarà ancora quella del 2006 (e del 2001, e del 1996), quindi 50 a 50; questa pare una premessa un po' forte ma se guardiamo le ultime tre elezioni politiche è andata proprio così
Ovviamente diamo anche per scontato che non cambi la Costituzione e rimanga il bicameralismo perfetto.

Alla Camera il "porcellum" prevede:
- sbarramento del 4% per le liste singole
- sbarramento del 2% per le liste inserite in una coalizione (con recupero del miglior perdente)
- sbarramento del 10% per una coalizione

La coalizione che raggiunge la maggioranza relativa ha un premio di maggioranza congegnato appunto per avere la maggioranza dell'assemblea. Per la precisione vengono assegnati d'ufficio 340 seggi, pari al 54% dell'assemblea.

E se si presentano 9 coalizioni e la prima ha, poniamo, il 12% e le altre 8 l'11% o meno, prende 340 deputati?

Ebbene sì, non è previsto un quorum per il premio di maggioranza ma solo lo sbarramento del 10% per la coalizione (e poi la chiamano legge proporzionale ...), la coalizione con più voti prende tutto il piatto.

Ma cosa caratterizza una coalizione? La presenza di più liste e la indicazione di un capo del governo.

I partiti quindi coalizzandosi possono presentare più liste e più nomi. Un sistema alternativo per coalizzarsi e aggirare gli sbarramenti è presentarsi come partito omnibus. Un partito fittizio con una sola lista composta da candidati dei 2 (o più) partiti, alternati dal primo all'ultimo posto. In questo modo lo sbarramento diventa il 4% o il 2% (se in una coalizione). Con queste percentuali il numero di seggi è comunque basso e la fusione delle liste non fa perdere nulla. Possono rimanere tranquillamente due segretari e il giorno dell'insediamento delle camere i due partiti scendono dall'omnibus e riprendono le loro strade separate. Era il caso ad esempio del partito rosso-verde nel 2006.
Per inciso funziona anche con la coalizione. Se un partito abbandona la coalizione vincente dopo che i seggi sono stati attribuiti, non deve "restituire" quelli in più che ha ricevuto grazie al premio di maggioranza.

(per dettagli sulla legge vedi qui)

Il porcellum quindi prende il peggio del maggioritario, la non proporzione (anche macroscopica) tra numero di voti e numero di seggi (il voto dei cittadini ha così valore diverso) e il peggio del proporzionale, la non identificazione ta candidato e collegio e la possibilità di una framentazione quasi infinita (se facciamo i conti bene nel porcellum possono entrare fino a 50 partiti: 5x10).

Al Senato il sistema è ancora più arzigogolato e prevede un premio di maggioranza, sempre alla coalizione di maggioranza relativa, con sbarramento però raddoppiato (20% coalizione e 8% partiro) perché l'accesso ai seggi e il premio è su base regionale. Una vera lotteria che, assieme al bicameralismo perfetto, consente di raggiungere con buona probabilità un altro risultato negativo titpico dei sistemi proporzionali: la ingovernabilità.

In sintesi di sistemi elettorali nel mondo ce ne sono decine ma il dubbio su quale sia il peggiore non c'è: è il porcellum.

manifesto-dc-1948L'unica variabile che rimane è quindi la composizione di coalizioni e partiti singoli. Coalizioni che presumibilmente dovrebbero essere influenzate dalla legge elettorale, ovvero congegnate per sfruttare i vantaggi e schivare gli svantaggi.
Quelle accreditate come più probabili sono:

(1) CdL - Ulivo - "cosa rossa"
(2) CdL - "grande centro" - Ulivo - "cosa rossa"
(3) CdL - "grande centro" - Unione
(4) Ulivo/UDC - "cosa rossa" - CdL(-UDC)
(5) CdL - Unione

Dove Ulivo indica la coalizione attorno al PD, quindi socialisti, repubblicani europei, altri si vedrà.
Oltre alle coalizioni è possibile che concorrano partiti singoli (eventualmente partiti omnibus), che possono influenzare il risultato (togliendo voti all'una o all'altra coalizione) ma che comunque non potranno vincere.

Per ognuna delle tre combinazioni vediamo le previsioni e i "però".

(1) La vittoria della CdL sarebbe effettivamente scontata, l'Ulivo partirebbe da -10 circa. Però: proprio perché il risultato sarebbe scontato, perché i partiti della cosiddetta sinistra radicale o "cosa rossa" dovrebbero fare questo regalo gratis alla destra? O perché dovrebbe farlo l'Ulivo rifiutando di coalizzarsi con loro? Nel CS alcuni (i "coraggiosi") sostengono da tempo che le coalizioni con la sinistra radicali fanno scappare voti al centro, sono più i voti che si perdono che quelli che si aggiungono. Suona ragionevole, ma non ha mai avuto una conferma nei fatti, sia nelle elezioni locali sia in quelle nazionali (politiche 2001) il voto di centro è rimasto ancorato a destra e quello della sinistra radicale è rimasto nella sinistra radicale, pur se erano voti destinati a contare poco o nulla o addirittura a far vincere la destra. Tranne poche oscillazioni. Da aggiungere anche che: 1) se il governo cadrà (speriamo di no) sarà per transfughi senatori al centro, non per una divisione a sinistra, quindi perchè crearla noi? 2) la coallizione sinistra radicale avrebbe difficoltà a raggiungere la soglia del 10% (e probabilmente anche ad indicare un leader), dovrebbe ricorrere al sistema del partito omnibus, con le intuibili difficoltà organizzative e di equilibri interni.

(2) Questo è lo scenario che vede Casini in movimento, tentare di sganciarsi da Berlusconi e costruire un partito di centro che possa fungere da ago della bilancia (e poi in prospettiva crescere e ricreare la DC). Guardando alla sola Camera l'operazione non avrebbe senso logico: una delle due coalizioni maggiori avrebbe comunque la maggioranza relativa, che si trasforma in maggioranza assoluta con il premio di maggioranza, e quindi l'ago della bilancia è eliminato all'origine. Rimane però la variabile Senato. Se il risultato fosse antitetico nei due rami del parlamento, l'ago della bilancia tornerebbe in auge e l'operazione grande centro potrebbe trovare una giustificazione logica.
Nella ipotesi (2) la CdL rimarrebbe comunque favorita (l'UDC + eventualmente UDEUR non valgono elettoralmente la sinistra radicale) e quindi il rischio dell'operazione massimo (l'UDC ci perderebbe solo) e la probabilità minore.

(3) In questa ipotesi invece l'eventuale distacco potrebbe mettere in crisi la vittora del CdL, che anzi sarebbe sfavorita. E' quella che preferiamo. Però dubitiamo che Casini ci farà questo regalo nella sola speranza che vince l'Unione alla Camera e la CdL al Senato (o viceversa) e tutti e due devono fare a gara per mettersi d'accordo con lui. Se gli andasse male resterebbe fuori dalla maggioranza e con meno seggi (a parte la difficoltà di convincere tutto il partito).

(4) Questa è la "minoranza di nuovo conio" cara ai "coraggiosi". Come ho detto prima l'UDC non vale elettoralmente la sinistra radicale e quindi la coalizione partirebbe già da -5 almeno. Poi ci sarebbe una possibile frana dal PD verso la snistra radicale. Probabilità molto bassa sia di composizione di questa coalizione sia di vittoria.

(5) Le trappole del sistema elettorale alla fine potrebbero imporre una replica dello schema del 2006. Le due coalizioni omnibus garantirebbero a tutti i partiti partecipanti il massimo risultato elettorale possibile. Una variabile potrebbe essere però rappresentata da partiti divenuti incompatibili e che potrebbero decidere di correre da soli (Udeur? Idv? Radicali?). Per ognuno di essi si porrebbe però il problema dello sbarramento al 4%, è questo il motivo per cui nel 2006 l'Unione si è allargata così tanto. Anche le pseudo coalizioni (partito omnibus) sarebbero ardue con movimenti politici così diversi.

Lo so, sono tutte considerazioni che sembrano piuttosto ciniche, ma preferisco avere chiaro tutto il quadro, anche per scaramanzia, e magari queste considerazioni e analisi possono interessare anche a qualcun altro.
Riguardo all'attendibilità delle previsioni invece non c'è problema, in quelle elettorali in Italia non ci prende mai nessuno, neanche gli esperti, non sarò io a fare eccezione.

(Il disegno in alto è di Walter Molino)

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