lunedì 1 ottobre 2007

Protocollo welfare. Proviamo a leggerlo

E' decisivo per la tenuta del governo (e quindi per le speranze di rivincita di Silvio). Non va bene alla sinistra radicale. Non è più negoziabile per i padroni e i loro partiti (o correnti) di riferimento in parlamento. Vogliamo provare a leggero? E poi, quali sono le cose che non vanno secondo la sinistra radicale?

Ben conscio che un post di un blog deve essere il più breve possibile, ecco una sintesi brutale dei contenuti del protocollo e di due articolate critiche che ho trovato nei siti ufficiali di SD e PRC. Sono inseriti comunque i link e il protocollo integrale (in fondo al post).

Il protocollo welfare per punti

1) Adeguamento economico pensionati attuali
2) Accesso al pensionamento anticipato: a) ammorbidimento dello scalone b) incremento dei fondi per il prepensionamento dei lavori usuranti c) aperture finestre pensionistiche d) aggiornamento coefficienti di trasformazione
3) Misure previdenziali per i giovani: a) ricongiungimento b) riscatto anni di laurea c) innalzamento contributi per co.co.pro
4) Rafforzamento ammortizzatori sociali (Sussidio di disoccupazione, Integrazione del reddito)
5) Rafforzamento servizi per l'impiego (a supporto di chi cerca lavoro)
6) Lavoro a tempo determinato: a) introduzione di maggiori vincoli (limite a 36 mesi in autonomia)  b) intenzione dichiarata di abolire lo staff leasing a tempo determinato c) controlli maggiori su co.co.pro e consulenze mono-cliente
7) sostegno alla competitività: a) sgravi sul costo del lavoro b) Detassazione premio di risultato  c) Diminuzione contribuzione per lavoro straordinario.

Pro lavoratori e ex-lavoratori: 1) 2) 3)a)b)c) 4) 6)a)b)c)
Pro datori di lavoro: 7)a)b)c)
Neutre: 2)d) 5)

Non è immediato dare un peso ai vari punti e collegare l'accordo temporalmente ai precedenti, ma da questa analisi semplificata il protocollo welfare appare sbilanciato a favore dei lavoratori o ex-lavoratori.

Le critiche
Non è facile trovare analisi argomentate e dettagliate che non si limitino al politichese. Quelle che ho trovato sono sintetizzate (con l'accetta) e commentate nel seguito.

SD
(Paolo Leon) http://www.sinistra-democratica.it/documenti/saggi-157

Critiche:
- diminuzione contributi per lavoro straordinario: aumenta lo sfruttamento dei lavoratori
- incremento ammortizzatori sociali (sussidio di disoccupazione): è un invito a licenziare
- sistema pensionistico: non deve reggersi da solo ma attraverso il ricorso alle tasse, se necessario.

RC
(Giorgio Cremaschi) http://home.rifondazione.it/dettaglio_01.php?id=2479

Critiche:
- ammorbidimento scalone: è troppo poco
- lavori usuranti: sono troppo pochi
- incremento contributi per lavori atipici: il sistema pensionistico non deve essere caricato sul lavoro ma sulla fiscalità generale.

Ma soprattutto: "Le ragioni del no all'accordo del 23 luglio 2007 sono squisitamente sindacali" e infatti conclude: "Non nascondiamoci dietro un dito, in ogni luogo di lavoro si rimprovera al sindacato, alla Cgil in particolare, di accettare con Prodi quello che si contrastava con Berlusconi. La risposta, che conferma, è che più di così non si può fare altrimenti il governo cade. E' da un anno e mezzo che Cgil, Cisl e Uil operano con questa paura. Il risultato è che il governo Prodi è ai massimi livelli dell'impopolarità e i risultati sindacali non ci sono."

Quindi, tradotto: se cade Prodi e torna Berlusconi è pure meglio.

Osservazioni
Le critiche di Leon:
1) prende in esame e critica solo quello che ha ottenuto la controparte
2) sostiene paradossalmente che gli ammortizzatori sociali è meglio che siano bassi, così il padrone non è tentato di licenziare (Leon dovrebbe provare a spiegarlo a un disoccupato)
3) sostiene un modello di stato sociale diverso, nel quale la fiscalità generale si fa carico di tutto; non mi addentro su questo tema (nuovo modello di sviluppo) ma certo è un po' ingenuo pensare di arrivarci con una coalizione; in generale è fuori dall'orizzonte di qualsiasi paese europeo attuale; sembra quindi più che altro un argomento polemico, privo di qualsiasi risvolto pratico e propositivo
4) manca una  proposta alternativa, non è chiaro come dovrebbe essere il protocollo per andare bene a SD.

Le critiche di Cremaschi:
Cremaschi rappresenta quella parte della sinistra radicale a sinistra della sinistra radicale che ritiene che la sinistra radicale non debba stare al governo. Lo dice anche in modo molto esplicito. Non si capisce perché RC, che invece ha deciso di stare al governo, ospiti la sua come opinione più in evidenza sul pacchetto welfare.
Nel merito sostiene in pratica che con una dura e lunga battaglia si potrebbe ottenere di più, ma il suo unico interesse sembra essere il pensionamento anticipato. Ovviamente condivide un modello statale totalmente assistenziale.

RC
(dipartimento lavoro, M. Zipponi) http://home.rifondazione.it/indicearea.php?a=2

Un altro commento negativo si trova nell'area del dipartimento lavoro di RC. Dopo aver riportato una tabella molto chiara dove si vede che l'effetto migliorativo sulla riforma Maroni (lo scalone) c'è, eccome, si enuncia soltanto uno slogan: "Per il PRC l’intesa sullo scalone è negativa, così come respingiamo il tetto di 5.000 uscite per i lavori usuranti, a turni e a vincolo. Le risorse per migliorarla ci sono. In Parlamento e nel Paese continueremo la nostra battaglia. Per il PRC è decisivo il giudizio dei lavoratori sull'accordo.". L'altro punto è sul lavoro flessibile: " ... vengono confermati i rapporti di lavoro più precari e ridotti i costi per il lavoro straordinario. La legge 30 viene confermata nella sua struttura contraddicendo palesemente il programma dell’Unione".

Le proposte alternative sembrano quindi: a) orientate a finanziare maggiormente (con la fiscalità generale) i pensionamenti anticipati e la estensione dei lavori usurant,  b) ad abolire i contratti co.co.pro. (quindi anche la legge Treu).

Osservazioni
Abolire i contratti co.co.pro. sarebbe anche una buona cosa, ma senza analizzare come rimane uno slogan. Per dirne solo una: si tornerebbe in un amen alla situazione pre-legge Treu, quando gli attuali co.co.pro. erano semplicemente pseudo-consulenti, ancora meno garantiti. Sulle compatibilità economiche sorvolo perché se ne è parlato abbondantemente.

In generale queste posizioni sembrano prescindere dalla essenza stessa della concertazione (do ut des) e dalla valutazione (gramsciana) dei reali rapporti di forza. E anche dalla strategia (confuciana) del gradualismo.

In sintesi, il miglior commento lo prendo da Staino di oggi:
"Da questo governo esigo di più"
"Allora fallo vivere"


5 commenti:

  1. Io l'ho detto più sinteticamente, ma il tuo post mi pare eloquente dei danni potenzialmente producibili da chi sta a sinistra della sinistra che più a sinistra non si può (nemmeno con il candeggio).

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  2. Bellissimo post, Alberto, lo linko per farlo leggere a più persone.


    Eli

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  3. Avevo letto anch'io il protocollo e pure le critiche della FIOM (ma non gli articoli che citi). E anch'io ero rimasto assai stupito di tutta questa contrarietà. Nel sito della FIOM ci sono arramipicate sugli specchi incredibili.



    Mi rattrista Leon, che è persona di grande valore, perché invecchiando sta diventando capzioso. Il solo argomento di qualche spessore, comunque, è suo ed è quello relativo alla contribuzione sugli straordinari, effettivamente criticabile. Ma l'attacco alla flexsecurity è quasi ridicolo.


    Se mi fanno l'assemblea in azienda (e pare di no!) userò il tuo post come schema descrittivo:-)

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  4. La diminuzione dei contributi sullo straordinario è sicuramente a vantaggio dei datori di lavoro privati. E' appunto uno degli elementi dello scambio.

    Che la possibilità di incrementare le ore di straordinario sia però sgradita ai lavoratori, per mia esperienza, non lo credo.

    Di solito lo straordinario è ricercato attivamente e diffusamente, per ovvi motivi economici.

    Alberto

    P.S. Grazie a Eli per l'apprezzamento.

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  5. Ottima analisi. Concordo con Eli, andrebbe affisso nelle bacheche sindacali, io lo farò sicuramente.

    Ciao, V.

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