mercoledì 17 ottobre 2007

Psicodramma welfare

Oggi scrivo due post, ma non potevo non commentare le primarie.  Con questo sistema dei blog mi pare che si legga solo l'ultimo post. Devo però anche commentare lo psicodramma in corso sul protocollo welfare, visto che già avevo trattato la sua genesi, discusso  staff leasing36 mesi, e analizzato i contenuti del protocollo.
Adesso siamo in pieno teatro di Eduardo, commedia degli equivoci, finti tonti, o veri tonti secondo alcuni.

Mi chiedo sempre se qualcuno si legge i documenti oltre a me, e come mai nelle critiche non si cita mai cosa non va bene. Esempio massimo la intervista dell'ineffabile Angeletti su Repubblica di Domenica. Era tutto incavolato sul cambiamento del protocollo, ma non tirava fuori un dato di fatto, un esempio di modifica.

Per vedere cosa è cambiato utilizzo una sintesi del Sole 24 Ore del 13 ottobre (Pogliatti):
"Limite di una sola deroga per i contratti a termine, con la stipula presso la Direzione provinciale del lavoro e l'assistenza dell'organizzazione sindacale «comparativamente più rappresentativa». Insieme alla cancellazione del tetto di 5mila unità per l'uscita anticipata dei lavoratori che svolgono attività usuranti."

Leggiamo e ragioniamo:
Tetto di 5 mila pensionati all'anno per i lavori usuranti: e se, in base ai parametri fissati (e studiati per restare nel tetto) si scopre che sono 5 mila e 50? Cosa diciamo agli ultimi 50? Esiste ancora una costituzione e quindi questa indicazione di massima, per fissare un volume, deve essere sostituita da un meccanismo che consenta una selezione non basata sulla casualità. Questo l'ha segnalato anche Prodi nella lettera di Repubblica di ieri, e non ho letto sinora nessuna obiezione sul merito. Rimane il tetto sulle risorse utilizzabili e quindi questa modifica sostanzialmente non cambia nulla.

Contratti a tempo determinato. Massimo di un rinnovo dopo il primo contratto di 36 mesi. Ovviamente potrebbe essere al massimo di altri 36 mesi (anche se Treu parlava, chissà perché, di una sorta proroga di altri 3 mesi al massimo, invece sarebbe un rinnovo, e come dice la parola stessa, si riparte da capo con le stesse regole). E per quanto vorremmo andare avanti? Fino alla pensione di 3 anni in 3 anni (con interruzioni tecniche di 20 giorni)? Questo consente la attuale legge 368 del 2001. Se andava bene così era inutile fare tutta la trattativa sul cosiddetto precariato.
Altra obiezione di Angeletti: possono servire più contratti per gli "stagionali". A parte che gli stagionali potrebbero anche essere assunti come interinali, forse non ha notato che le stagioni si susseguono una volta all'anno e durano tre mesi. Quindi tra una stagione e l'altra passano 9 mesi o giù di lì. Non è che dopo 9 mesi una persona rientra nella stessa azienda e recupera l'anzianità, a tutti gli effetti sono due contratti separati. Commovente comunque questa preoccupazione del sindacalista per i problemi dei padroni. Anche qui nessuna proposta alternativa (massimo due rinnovi? infiniti?).

Contratti a tempo determinato. Assistenza sindacale rappresentativa. Vorrei vedere che non fosse specificato. Un  padrone creativo potrebbe creare un sindacato aziendale e, ricattando i lavoratori da rinnovare, mandarli assieme a costoro all'ufficio provinciale del lavoro per chiedere il permesso per il nuovo contratto.

Quindi questi ultimi due punti sono a favore dei lavoratori. Erano già impliciti nel protocollo (specie il secondo) e anche Confindustria difficilmente poteva sostenere un'altra interpretazione (d'altra parte hanno altri 10 sistemi a disposizione per assumere a tempo). Ma cos'è che non va bene per dei sindacalisti?
Va bene che (ho una buona memoria) Angeletti aveva sottoscritto il patto per l'Italia con Maroni e Berlusconi che aveva dato il via alla legge Biagi (la CGIL no) , ma una presa di posizione così esplicita a favore della controparte è insolita.

Ho continuato quindi a cercare in tonanti interviste ("ci vogliono fregare!" Bonanni della Cisl sul Corriere del 14) sempre senza trovare argomenti. Tranne uno, molto, molto laterale: pare che abbiano aumentato i contributi per i lavoratori dipendenti. Era una cosa prevista dal protocollo (adeguamento coefficienti) ma evidentemente non si erano capiti. Pensavano che avrebbero potuto diminure (in un sistema pensionistico sotto stress...), e sono rimasti sorpresi del contrario.
A parte la facile ironia a cui ho ceduto, ho la netta impressione di una arrampicata sugli specchi. Anche l'altro argomento collegato che ho trovato (non viene dato seguito all'impegno di dare ai giovani una pensione pari almeno al 60% della retribuzione) si smonta subito da solo: ma veramente pensano che si realizzi una cosa del genere in una sola finanziaria?

Mi pare invece che siano alla ricerca di simboli da agitare contro il governo. Perché, dopo il successo del referendum sul welfare, è un mistero, a meno di addentrarsi nei territori a me estranei della dietrologia.

Se qualcuno mi illumina gli (o le) sarò grato.

2 commenti:

  1. Alla fine l'accordo si è trovato oggi, ed è stato addirittura necessario convocare un CdM straordinario. Leggendo le anticipazioni dei giornali (il testo sul sito del governo ancora non c'è) si fa fatica a rilevare le differenze con la descrizione sintetica del testo precedente che avevo fatto io.

    L'unica aggiunta pare essere l'apertura di finestre pensionistiche e un impegno a mantenere le pensioni dei giovani almeno al 60% della retribuzioni.

    Le finestre di solito sono gestite con circolari dopo una delega, e comunque riguardano qualche decina di migliaia di persone che hanno già 40 anni di contributi, e quindi comunque stavano andando in pensione con qualsiasi legge. Con tutto il rispetto per loro, non giustificano certo il can-can di quesi giorni o scioperi generali. Oltre a tutto, di questa presunta mancanza non aveva parlato nessun leader sindacale.

    La pensione per i giovani al 60% è una cosa sacrosanta, ma si potrà verificare se alle promesse seguiranno i fatti solo tra 20 o 30 anni ...

    Infine hanno esplicitato l'esclusione dal divieto dei reiterati rinnovi per i lavori stagionali in senso stretto già normati dalla legge sul lavoro a tempo determinato. Riguarda anche questo caso non molti lavoratori, ed è in pratica solo una precisazione, che poteva essere oggetto di un emendamento alle camere.

    Rimane quindi misteriosa, almeno per me, l'isteria che ha circondato la conversione in legge del protocollo welfare.

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  2. Non è misteriosa, è solo un classico della politica italiana: non parlare del contenuto delle cose, ma solo del loro "significato politico". Così, migliorare il protocollo a favore dei lavoratori non si poteva perché era già stato fatto un referendum e si faceva uno "sgarbo" ai sindacati e una gentilezza a rifondazione. E d'altra parte Confindustria ha subito approfittato del casino.


    Comunque, alla fine è andata bene, e PRC e PDCI sono rimasti col cerino in mano di una manifestazione pressoché inutile...

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