giovedì 22 novembre 2007

Bicamerale, do you remember?

Gli eventi e gli annunci di questi giorni mi hanno fatto venire in mente la bicamerale del 1996-1997. Non sono bei ricordi. Era cominciato tutto per il meglio, con obiettivi assolutamente condivisibili. Che poi sono gli stessi di ora. L'adeguamento della Costituzione del 1946 al nuovo scenario bipolare. Il superamento del bicameralismo perfetto. La sfiducia costruttiva. La riduzione del numero dei parlamentari (questo sempre). La semplificazione e l'aumento di efficienza degli organi di controllo (TAR, Corte dei Conti, Consiglio di Stato). E infine, come sempre, la legge elettorale.

Il CD (il Polo), la Lega (allora era divisa) e Berlusconi in prima persona avevano condiviso questi obiettivi e partecipato attivamente ai lavori. Erano stati conclusi accordi e, con votazioni a volte anche a sorpresa (proprio quella sulla legge elettorale) erano state prese decisioni, praticamente su tutti i punti che erano stati messi sul tavolo.
Restava solo da tramutare questi accordi in leggi o avviarne il percorso. Quando però gli accordi sono stati portati al parlamento, Berlusconi ci ha ripensato. Ne diede l'annuncio un divertito Cossiga. Pareva impossibile disattendere in modo così plateale gli accordi appena presi, ma l'ha fatto. Senza pensarci due volte e senza che nessuno dei giornali "indipendenti" facesse una piega. E gli accordi sono restati lettera morta. Si ricorda questo esito come un insuccesso della politica, di tutti i partecipanti? Niente affatto, si ricorda come un insuccesso del CS e di D'Alema in particolare.
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Il fatto è che Berlusconi aveva raggiunto il suo scopo e la bicamerale non serviva più. E dei suoi risultati a lui importava evidentemente meno di zero. Il suo scopo era prendere tempo in un momento difficile (dopo la sconfitta del '96), ricostruire un'alleanza con la Lega (ci arriverà un paio d'anni dopo) e mettere in difficoltà l'Ulivo con una inizativa che poteva dividerlo (la famosa contrapposizione tra Prodi e D'Alema, vera o falsa che fosse).

Vi ricorda nulla questo schema? Anche ora Berlusconi è in difficoltà e deve prendere tempo. Il CD è diviso e palesemente gli altri due leader non hanno nessuna intenzione di presentarsi ancora alle elezioni con una coalizione guidata da lui.

La soluzione però è a portata di mano, e si chiama referendum elettorale. Per il leader del CD il sistema elettorale attuale (il porcellum) con premio di maggioranza va benissimo. E' quello che gli dà le maggiori probabilità di vittoria. Il sistema che uscirebbe dal referendum andrebbe ancora meglio. Non sarebbe neanche obbligato a stringere alleanze con UDC e AN. Per questo ha fondato in una Domenica pomeriggio un nuovo partito. Non è stata una improvvisazione o un colpo di testa.

Con il referendum Segni-Guzzetta il partito di maggioranza relativa vince tutto. E il nuovo Partito del Popolo delle Libertà (o come si chiama) può competere con il PD (i sondaggi attuali, se sono attendibili, lo confermano). D'altronde da anni sappiamo che almeno un italiano su tre segue Berluconi qualsiasi cosa faccia.

Se riesce ad arrivare al referendum ha già vinto, qualsiasi sia il risultato. Se non si raggiunge il quorum viene confermato il porcellum, e quindi potrà dire che la tanto vituperata riforma elettorale del 2005 è stata in realtà accettata dagli italiani. Se si raggiunge il quorum e questa riforma viene emendata avremo un porcellum col fard, un intervento cosmetico che non elimina (anzi amplifica) le distorsioni del sistema, favorisce ancor di più il centro destra e rende ancor più ardua, quasi impossibile, una vittoria del PD.

Rimarrebbe soltanto da far cadere il governo Prodi entro l'anno (2008) ma, dopo la conclusione infelice dei tentativi di accordo e il referendum (qualsiasi sia il risultato) non dovrebbe essere impresa difficile (e poi c'è sempre il protocollo welfare,se tutto il resto non dovesse funzionare).

In sintesi, la lista di quelli che hanno ricevuto un bidone da Berlusconi è lunga.  I bidonati sono personaggi anche di prima grandezza. Da Scalfari e Leonardo Mondadori (ai tempi di Rete 4), a Giovanni Agnelli, alla Confindustria di D'Amato, della bicamerale ho già detto, poi c'è il vertice RCS e il tentativo di controllo del Corriere, e si può continuare. Il problema è che sopravvalutano sé stessi e sottovalutano lui. Tra i bidonati alcuni (ad esempio Scalfari) non se lo sono dimenticato mai più, altri appaiono più immemori e/o incauti. Altri ancora, come Montezemolo, sono sempre stati alla larga e mantengono una grande cautela.

Lo stesso vale per il nostro Uòlter. Restiamo con le dita incrociate e speriamo vivamente che non adotti anche lui il metodo Charlie Brown versus Lucy.

(Disegno di C.M.Schulz, copyright implicito)

8 commenti:

  1. è anche il mio timore. Forse bisognerebbe votare No se malauguratamente si va al referendum...

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  2. Bella "sveglia"!

    C'è solo da confidare che la lezione sia servita. Io credo che Veltroni non cadrà nell'errore di sottovalutare il Berlusca e non gli darà la possibilità di essere considerato il referente privilegiato del centrodestra. Staremo a vedere.

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  3. Post altamente condivisibile.

    Molto appropriata la definizione di porcellum col fard. Possibile, però, che anche persone intelligenti e disinteressate non se ne rendano conto?

    L'unica valutazione che non condivido è sul possibile parallelo tra questa vicenda e la bicamerale, per una doppia ragione:

    1)allora la mossa di Berlusconi, in un Parlamento che funzionava secondo riti e valori da prima repubblica, era "inconcepibile". Eppure la fece. Oggi credo che siamo più vaccinati;

    2)allora Fini e AN facevano squadra con Berlusconi, e la lite era con la lega. Oggi la situazione è diversa e se il dibattito accelera non è escluso che si possa arrivare ad un accordo senza Berlusconi. E'improbabile, certo, ma non impossibile.

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  4. ho sentito dire che molti sognano ancora come un incubo l'esame di maturita' ... io invece mi sogno ancora la bicamerale.

    cc

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  5. Analisi condivisibile sul presente e sul passato. Aggiungerei una riflessione: Berlusconi punta sempre a indebolire il pezzo più forte dello schieramento di csx (successe con D'Alema, potrebbe succedere con Veltroni). L'unica differenza è che nel 97 venne aiutato da una parte del centrosinistra a far fuori D'Alema (sono rimasti in 3 in tutta Italia a credere che D'Alema fece fuori Prodi, il fattaccio avvenne prima e a tutto danno di D'Alema che fu colpito nel momento di "massima"solitudine nel proprio campo). Speriamo che non si ripeta oggi e che Veltroni non rifaccia l'errore dell'uomo solo al comando. Speriamo ma non mi pare che ci siamo.

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  6. Mah... con la crisi occupazionale che c'è oggi vogliamo produrre altri DISOCCUPATI??? piuttosto riduciamogli drasticamente gli stipendi.. che so' da circa 25/30mila euro a 8/10mila. Vivrebbero comunque bene, vero operaio di fabbrica? ed avremmo ridotto di due terzi i costi senza mandare a casa alcuno!

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  7. Ci vorrebbe una bella RIVOLUZIONE FRANCESE senza ghigliottina. Mah chi può farcela?

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  8. Leopardi aveva doti di preveggenza soprannaturale. Ricordate: Finita è la tempesta, odo augelli far festa e la gallina è tornata sulla via ripetendo il suo verso....? E, putroppo l'opulenza di pochi la fà da padrone e la farà da padrone ancora per molto tempo.

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