sabato 29 dicembre 2007

Come fermare il governo istituzionale

Non abbiamo fatto in tempo a rallegrarci perché l’anno è andato, e meglio del previsto (vedi post precedente) ed ecco che arriva Dini.

Qualche tempo fa avevo cercato di svelare il mistero Dini. Benevolmente escludevo mire personali e vedevo nel suo movimentismo una posizione di referente per gli ambienti confindustriali. Invece pare proprio che sia stato troppo ottimista, la molla potrebbe essere l'ambizione personale.

L'obiettivo però non sarebbe quello di diventare presidente del consiglio. Pare effettivamente un po' troppo far mancare i voti a un governo per rendere indispensabile un governo istituzionale e poi presentarsi come uomo sopra le parti per dirigere lo stesso governo.

Secondo il piano segreto l'uomo sopra le parti sarebbe Marini, che dovrebbe quindi lasciare la presidenza del Senato. E Dini prenderebbe il suo posto assumendo la seconda carica dello Stato. Un buon punto di partenza per diventare poi in seguito presidente della Repubblica. Effettivamente, alla fine del mandato di Napolitano, Dini avrebbe solo 82 anni. Tanto i numeri in Senato li avrebbe, tutto il CD più i suoi senatori (votati da noi).

Il piano segreto prevede che a prendersi la colpa di far cadere il governo Prodi sia la sinistra radicale. Dini e/o Bordon (non si capisce ancora) proporranno un programma - ultimatum contenente punti irricevibili (in pensione a 82 anni? flat tax? esami di ammissione all'asilo?) e loro faranno la parte dei cattivi.

triciclo-2Quindi l'attenta regia di Natale (una notizia cattiva per il governo per scacciare quella buona) avrebbe un regista, sempre lui (Silvio, intendo). Diciamo che, puntando a un nuovo ribaltone, si è affidato ad un esperto in ribaltoni, appunto il buon Dini (dimentico delle badilate di mota ricevute a suo tempo dal Giornale e da Guzzanti).

Non mi dilungo sul fatto che il piano segreto è noto a tutti, che Marini non è disponibile, che il sistema escogitato sembra troppo puerile anche per un bimbo di terza elementare. Continuo a pensare che i giornalisti (e i loro suggeritori) siano partiti di fantasia.

Voglio invece occuparmi del minaccioso fantasma del governo istituzionale. Minaccioso soprattutto per il centro-sinistra e in massimo grado per il PD. Nel governo istituzionale sarebbero infatti assieme ministri del PD, di Forza Italia e di AN. Un connubio incomprensibile e indigeribile con chi persegue obiettivi opposti con metodi inaccettabili (la confessata e conclamata compravendita di senatori, per restare solo all'ultima).

Un connubio dagli effetti devastanti sull'elettorato. Anche se il PD rimanesse unito (ne dubito) l'esodo degli elettori verso altri partiti e verso il non voto (soprattutto) sarebbe talmente massiccio da rendere impossibile una vittoria del CS nelle inevitabili successive elezioni anticipate. Neanche se il candidato premier fosse Sandro Bondi avremmo una possibilità.

Eppure un sistema per fermare sul nascere l’ipotesi governo istituzionale e il piano di Dini, vero o presunto che sia, esiste. Sarebbe sufficiente far firmare a tutti i deputati del PD (che sono 186) un documento di due righe, con qualcosa del tipo “mi impegno a non votare mai e per nessun motivo un governo nel quale siano presenti esponenti indicati da partiti che fanno parte della coalizione avversa, per coerenza con il mandato ricevuto dai miei elettori."

Come si vede dal file excel che allego, nel quale sono riportati i seggi alla Camera (dal sito della Camera), l’eventuale governo istituzionale non avrebbe la maggioranza. Al CD mancano 35+1 deputati, anche nella ipotesi che l’Udeur si associ (ne dubito) e che lo facciano anche i 6 deputati non iscritti a nessun partito (ma uno è un fuoriuscito da RC) rimarrebbero sempre 16 deputati (14 Udeur + 6 = 20) da trovare. Improbabile che provengano dalla sinistra radicale, o dal gruppo Di Pietro, o dai Radicali. I partiti delle minoranze linguistiche si assocerebbero solo se non fossero indispensabili, per ovvi motivi. Qualcuno del PD potrebbe passare dall’altra parte, ma 16 (che comunque darebbero una maggioranza di un voto su 630 …) sono parecchi.

Quindi ecco perché Prodi parla, con il suo invidiabile ottimismo, di una maggioranza impossibile alla Camera.

Ma sarebbe meglio far firmare questo impegno, proprio per stroncare da subito ogni manovra e per verificare la tenuta e la coerenza, sulla linea di Veltroni, di tutto il PD.


3 commenti:

  1. Il Dini-Sauro, ultima frontiera dell'estremismo gerontocratico centrista


    staff freesud


    www.riberaonline.blogspot.com

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  2. Bhe, Dini ha pubblicato il suo programma ultimatum. Niente di assurdo, per la verità, solo ovvietà o cose irrealizzabili, vagamente dipietriste/grilline o in stile "volonterosi". Con solo un punto davvero irricevibile, quello che chiede di ridurre la pressione fiscale "senza aumentare la progressività" .


    Quindi, se tutto 'sto casino si basa su queste cose, ha davvero ragione Prodi, e Dini è il solito bluff.


    Meglio così, e buon anno!

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  3. Acuta analisi, more solito.

    Approfitto per dire: BUON ANNO!

    A presto.

    Eli

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