domenica 23 dicembre 2007

Grazie, Prodi

Si avvicina la fine dell'anno, si dovrebbero tirare le somme, molti argomenti sarebbero da approfondire, anche se spesso sono auto esplicativi (vedi le intercettazioni, alla fine ci è caduto dentro pure lui). E non parliamo della telenovela sistema elettorale. E poi, sentiamo tutti il bisogno di una pausa, credo.

Ma voglio limitarmi a un grazie alla persona che alla fine ha portato a casa il risultato più importante per la sinistra quest'anno. Voi direte: "ma la popolarità del presidente del consiglio e della coalizione è ai minimi storici, e rischia di trascinare in basso il PD", oppure "non può andare avanti così, con questa litigiosità endemica e continuamente esibita".

Sulla popolarità, a parte i miei dubbi di fondo sui sondaggi (sono attendibili più o meno come quelli pre nascita: al 50% è maschio) temo che con tutti i vincoli e i potericchi che abbiamo inventato noi italiani (il TAR, il federalismo all'italiana, i tassisti, i padroncini, l'Alitalia, la finanziaria, la fiducia e la sfiducia, i senatori con le mani libere, i 25 partiti...) e con le attese derivanti dal nostro inguaribile ottimismo da noi non sarebbero popolari come presidenti del consiglio neanche Sarkozy, o Blair, o John Fitzgerald Kennedy o Madre Teresa.

Anzi questi personaggi messi alla guida di una astronave più difficile da guidare di quella di Independence Day se ne sarebbero andati sbattendo la porta dopo due settimane.

Invece puntiamo ai due anni, e poi a tre .... Ed è proprio questa la strategia giusta, e sono convinto che sia condivisa anche dal nostro Uòlter. Governare, risolvere problemi (la finanziaria è molto superiore alle aspettative, e non è stata stravolta dal lavoro parlamentare) e logorare così una destra senza idee e senza programmi, divisa ma prigioniera dell'equivoco Berlusconi. Aiutando con il semplice fattore tempo la risoluzione di questo equivoco, e la nascita di un sistema di vera alternanza. Non tra destra e sinistra simili e intercambiabili, ma tra due schieramenti opposti, rivali e agguerriti. Come in Francia, in Gran Bretagna, in Spagna. Mai più, invece, una destra che mette a rischio il futuro dei nostri figli, che mette avanti la peggiore furbizia come sistema, che rimette in campo i fascisti.

4 commenti:

  1. dovro' leggere piu' con calma questo blog intanto se ti fa piacere potrei aggiungerti agli amici ma non so ome fare puoi farlo tu'..

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  2. Credo ci sia una funzione in splinder nel pannello di gestione. In ogni caso: Benvenuta (e Buone Feste).

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  3. Che dire, Albè? Niente di più, perchè condivido.

    Ed è incredibile, in un certo senso, che io condivida quasi tutto quello che scrivi tu, l_Antonio, Cuperlo, eccetera: come se fossimo andati nelle stesse scuole, frequentati gli stessi ambienti, letto le stesse cose.

    Un giorno bisognerà interrogarsi su questa circostanza.

    Per il frattempo: buona festa! Io torno a lavorare giovedì -e sapessi quanto mi va...:-(-

    Bacioni.

    Eli

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  4. Eli, effettivamente un motivo deve esserci per questa (bella) sintonia. Magari che siamo inseriti nella realtà e che pratichiamo un sano pragmatismo?

    Grazie delle belle parole e auguri di uno splendido 2008 anche a te.

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