venerdì 21 dicembre 2007

Welfare ultimo atto

Questa sera si dovrebbe concludere la telenovela del protocollo welfare con la approvazione definitiva. Ho dedicato diversi post all'argomento, quindi provo a tirare le somme.

Messo a punto con le migliori intenzioni, originariamente incentrato sul famoso scalone Maroni-Tremonti, concordato faticosamente tra le parti sociali, oggetto di scontro tra correnti della sinistra sindacale e non, sottoposto a referendum con approvazione amplissima (82% su 5 milioni di votanti) ma non ancora arrivato ad una fase di quieta tranquillità, con le ultime modifiche introdotte il protocollo welfare rischia di trasformarsi in un classico boomerang, proprio nella delicata parte che riguarda il lavoro flessibile, o precariato.

Nella formulazione iniziale, quella approvata dai lavoratori, l'intervento più incisivo era infatti quello sul lavoro a tempo determinato (legge 368/2001 e successive). Per scoraggiarne l'utilizzo e spingere i datori di lavoro (privati e pubblici) verso il tempo indeterminato veniva introdotto il rinnovo informato, un passaggio obbligatorio all'ispettorato del lavoro, nel caso di un nuovo contratto, nel corso del quale il lavoratore doveva essere supportato da un sindacato a sua scelta, e il nuovo contratto era limitato ad ulteriori 36 mesi.

Ai lavoratori andava bene, ma alla sinistra radicale, in cerca di rivincita dopo la botta del referendum, no, e quindi si sono adoperati in parlamento e nel governo per "migliorare" questo aspetto. Di conseguenza:
- il successivo contratto non potrà essere superiore a 8 mesi
- salvo che nel lavoro stagionale il contratto successivo sarà al massimo uno;
- l'efficacia della norma riguarda la somma dei contratti a tempo determinato intercorsi tra il lavoratore e il datore di lavoro.

Chi ha pensato a questo miglioramento non ha tenuto conto di un piccolo particolare: nel settore privato l'assunzione non è obbligatoria. L'effetto della pensata quindi dovrebbe essere (salvo auspicabili interventi correttivi):
- tutti i nuovi contratti a tempo determinato dal 1 gennaio 2008 saranno a  8 mesi, anche se potevano essere a 36 mesi;
- questo varrà anche per chi proviene da un contratto inferiore a 36 mesi, ma ha avuto in precedenza altri contratti con lo stesso datore di lavoro che superano questa somma totale;
- i successivi contratti non potranno essere più di uno (ancora ancora se erano a 36 mesi ...)

Voi direte: "ma allora saranno costretti ad assumerli a tempo indeterminato". Sì, se sono indispensabili, ma, a parte il motto di Gianni Agnelli (in azienda molti sono utili, nessuno è indispensabile), nel 99,9% se sono indispensabili o sono ritenuti tali sono già a tempo indeterminato.

Gli altri? Quelli soltanto utili ma comunque sostituibili? Se tutto va bene avranno una collaborazione a progetto, oppure un lavoro interinale.

Ora si capisce perché la Confindustria non ha fatto una piega di fronte a questa modifica del protocollo welfare, per i datori di lavoro privati è più conveniente così.

Gli altri post sulla telenovela welfare:

proviamo a leggere il protocollo welfare (1/10/2007)
Il meccanismo del rinnovo informato (7/8/2007)
Il falso problema dello staff leasing (6/8/2007)
sindacato versus sinistra radicale sulle modifiche al protocollo (16/10/2007)
il problematico iter di conversione in legge del protocollo welfare (18/11/2007)

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