giovedì 31 gennaio 2008

Occhio che non è ancora persa

Occhio che non è ancora persa, questo era il titolo di Libero, il giornale di Feltri, l'8 aprile del 2006. Come abbiamo visto poi, ci sono andati piuttosto vicini.

La stessa considerazione vale anche per le prossime elezioni, che siano ad aprile, a giugno, o nella primavera del 2009.

Di questa verità ne è sicuramente consapevole anche Berlusconi, al di là delle sparate di facciata sul distacco incolmabile. La dimostrazione è proprio nella fretta, anzi nell'ansia incontrollabile di votare subito, il prima possibile. Evidentemente vuole sfruttare le condizioni più sfavorevoli per l'avversario, sapendo che sono transitorie.

Ma quali elementi gli fanno pensare che il CS possa recuperare lo svantaggio che gli attribuiscono i sondaggi (peraltro sempre largamente imprecisi in Italia)?

Mi sono dedicato in questi giorni ad una analisi approfondita dei risultati elettorali delle ultime tornate, 2006 e 2001, ed effettivamente ci sono diversi elementi che confermano le possibilità del CS.

Risparmio per ora le tabelle e i confronti e mi limito ad alcune semplici considerazioni.

1. Alle elezioni politiche il bacino potenziale di elettori di CS e di CD, da quando esiste il sistema bipolare (1994), si equivale. Fluttuazioni anche consistenti ci sono, ma solo nelle altre elezioni e primariamente da/verso l'astensione.

2. Nel 2006 si è verificata una inversione nel voto dei giovani under 25. Nelle elezioni precedenti erano invece in maggioranza orientati a destra. L'entità dello spostamento è opinabile (vedi punto successivo), il semplice calcolo matematico da' comunque un vantaggio del CS pari all'11,4% tra gli elettori tra i 18 e i 24 anni. Una base significativa considerando che ora si aggiungono altre due classi di età.

3. Il risultato del CD al Senato nel 2006 è stato eccezionale. Nel senso preciso della parola, è stata una eccezione, dovuta a una serie di combinazioni, ad errori o ai famosi e presunti brogli.

Confrontando i dati, e considerando che in maggior parte (ovviamente) gli elettori votano lo stesso schieramento alla Camera e al Senato, l'enorme divario di voti (2,5 milioni tra 2001 e 2006, 450 mila nel 2006) dei due schieramenti tra le due camere è arduo da spiegare con qualsiasi ipotesi. Qualunque sia la spiegazione, in quanto eccezione è, per definizione, difficilmente replicabile.

In sintesi si comprende il nervosismo di Berlusconi e il nostro Uòlter non è poi così folle ad insistere sull'autonomia del PD e sulle modifiche alla legge.

Riguardo al tormentone "andiamo da soli", che tante polemiche solleva (in particolare tra quelli che hanno utilizzato ognuno dei 600 giorni del governo dell'Unione per polemizzare su tutto in nome della visibilità) è chiaro che si tratta di una strategia.

L'obiettivo è raccogliere il consenso dei (molti) che chiedono in modo pressante una semplificazione del sistema. E che considererebbero negativamente, punendola con il non voto, una semplice riproposizione dell'alleanza del 2006.
La riproposizione dell'intento ha lo scopo trasparente di spingere a un compattamento, eventualmente anche verso il PD, gli altri componenti dell'Unione.

Al momento della presentazione delle liste, naturalmente, se rimarrà in vigore il porcellum, si dovrà presentare forzatamente una coalizione (a quel punto molto diversa dalla precedente).

Altrimenti la possibilità di vittoria sarebbe pari esattamente a zero e di conseguenza anche l'interesse degli elettori sarebbe ridotto in proporzione. E le arzigogolate considerazioni sull'obiettivo di un pareggio al Senato (vedi alcune analisi recenti di Repubblica, sorprendentemente simili a quelle, ovviamente capziose, di Panorama) difficilmente troverebbero un riscontro nella realtà.

Anche le considerazioni che leggo da qualche parte ("perdere oggi per vincere domani", Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi) sono ovviamente prive di senso. Se Veltroni perdesse nettamente con un PD anche in crescita, in un'area del CS vicina al 50%, non sarebbe lui a concorrere per la vittoria 5 anni dopo.

In sintesi, gli elettori del CS non devono sentirsi soli e abbandonati o in diminuzione, sono sempre gli stessi, basta che si ritrovino insieme il prossimo aprile, o quando sarà.

Per essere operativi e propositivi, bisogna impegnarsi.
Allego quindi il regolamento per l'avvio dei circoli PD e la lettera con l'organizzazione per Roma Centro.

venerdì 25 gennaio 2008

Capitolo 1: il governo istituzionale

Come regola mi impongo sempre di guardare avanti, come dicevano i vecchi "cosa fatta, capo ha", o per andare sul filosofico  "Se vuoi capire la vita guarda indietro, se vuoi viverla guarda avanti." (una massima di Soren Kierkegaard).
Quindi concentriamoci su cosa dovrebbe succedere ora. A cominciare dal temibile governo istituzionale.

Cominciando da un primo assioma, è assai improbabile che si faccia. Tenteranno in molti modi,  in tutti i modi, ma difficilmente si farà.

Per definizione di governo istituzionale dovrebbero appoggiarlo (appoggio esterno, astensioni o simili) i partiti maggiori dei due schieramenti. Uno di questi partiti maggiori però è Forza Italia del sempre fortunatissimo Silvio. Che non ha alcun interesse e intenzione di appoggiare un governo istituzionale:
- primo: il sistema elettorale che lui ha inventato, il porcellum, gli va benissimo; è vero che gli ha fatto perdere le elezioni del 2006 (ma il confronto non è corretto, il sistema elettorale influenza i risultati del voto) ma è il sistema che mette più in difficoltà la sinistra e che obbliga all'unità la destra sotto la sua leadership; per le elezioni ad aprile sarebbe l'ideale, con o senza il premio di maggioranza unico al Senato;
- secondo: il tempo passa per tutti, anche per lui, e non ha nessuna intenzione di perdere un anno di potere; e di consentire a suoi rivali del CD di insidiare la sua leadership;
- terzo: secondo le più elementari strategie di guerra, conviene affrontare il nemico quando è più debole e non dargli il tempo di riorganizzarsi;
- quarto: si è probabilmente già accordato in questo senso con Mastella e almeno questo patto di reciproca convenienza lo rispetterà.

Quindi dopo un po' di melina Berlusconi dirà esplicitamente no al presidente della Repubblica o utilizzerà i suoi consiglieri diplomatici e di intrighi (Letta e Ferrara) per trovare il modo di dire sì con condizioni capestro che imporranno agli altri di dire di no.

Un governo istituzionale senza FI e AN  è improponibile per semplici ragioni numeriche:
- UDC + Unione: avrebbe la maggioranza, ma Casini dovrebbe rompere con Berlusconi, tenere assieme il partito e la "cosa rossa" dovrebbe accettare un governo con l'UDC; probabilità vicino allo zero;
- Unione again (ritorno di Dini e Mastella in nome del governo istituzionale, con un altro premier e annesse ricompense): avrebbe comunque maggioranza minima al Senato e chi riuscirebbe a tenerlo insieme? Il PD comunque ha dichiarato che non lo farebbe mai e proprio la votazione al Senato con la esplicita sfiducia dei due "pugnalatori" (definizione di Rutelli) ha reso impossibile questa opzione.

Naturalmente non mancano quelli che da sempre spingono per il governo istituzionale, con il Corriere della sera di Mieli in testa (praticamente dal 2° giorno del governo Prodi ed ininterrottamente per ognuno dei successivi 200 giorni) per continuare con Montezemolo e altri cosiddetti "poteri forti". Che ora spiegheranno tutto quanto è in loro potere a favore di questa opzione. Ma dovrebbero trovare il modo per convincere quello che è tornato inopinatamente ad essere il più forte. E non si vede proprio cosa potrebbero dargli in cambio.

In sintesi, tutto fa pensare che si andrà a votare in primavera, con la legge attuale.

Solo tre osservazioni ulteriori sulla legge elettorale

1) il governo istituzionale, di unità nazionale come si diceva un tempo, dovrebbe avere una posizione unitaria almeno sulla legge elettorale (visto che si formerebbe in primo luogo per cambiare quella attuale), posizione unitaria che al momento non c'è e dubito che ci sarà mai, e che dovrebbe essere oltre a tutto individuata prima dell'accordo di governo, in pochi giorni.

2) l'aggiustamento al porcellum (per giustificare anche l'affossamento del referendum) potrebbe essere il divieto di presentare più volte i capolista (non dovrebbe essere una grande rinuncia per nessuno, tanto si applicherebbe a tutti) e il premio di maggioranza unico anche al Senato.
Quest'ultimo è un tormentone di Berlusconi che, se applicato alla certezza del risultato non ha senso logico (vedi cosa sarebbe successo nelle ultime elezioni) mentre se applicato alla stabilità della maggioranza e al potere di ricatto dei "nanetti" ha senso. La coalizione o il partito vincente avrebbe infatti anche in questo caso una maggioranza ampia. Non era stato applicato perché era incostituzionale secondo Ciampi, non è chiaro come mai lo sarebbe diventato adesso, ma non vedo grandi proteste.

3) qualcuno si sarà chiesto, come me, come mai l'Udeur ami tanto questa legge elettorale, il porcellum, che ha una soglia del 2% per i partiti di coalizione, visto che il partito ha raggiunto l'1,4% su scala nazionale (vedi i risultati della Camera). Il fatto è che nel porcellum era prevista addirittura una clausola di salvaguardia per i partitini più piccoli dei più piccoli, la salvaguardia del miglior perdente (!) attraverso il sistema di ripartizione dei resti (per gli appassionati, è all'art. 7 della legge).

Nella prossima puntata proverò a ragionare sugli esiti, non si sa quanto scontati di questa competizione elettorale.

Ma naturalmente ogni commento sul tema governo istituzionale è il benvenuto.

mercoledì 23 gennaio 2008

Ma sanno contare?

Da Repubblica (23.1.2008):
"Potrebbe essere lo stesso governo Prodi, "in una settimana" a cambiare, secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, "questa legge elettorale, spostando il premio di maggioranza del Senato dalle regioni a livello nazionale"
.


Sono quasi due anni che Berlusconi e gli altri leader del CD, in particolare Fini, ripetono questo concetto, il "piccolo aggiustamento" che sistemerebbe il porcellum.
Mai nessuno che gli facesse notare che, nelle elezioni 2006, se il premio di maggioranza fosse stato calcolato in questo modo al Senato ci sarebbe una (netta) maggioranza di centro-destra e alla Camera di centro-sinistra (altrettanto netta, quella attuale).
Infatti nelle elezioni del 9 e 10 aprile, diversamente dalle precedenti elezioni dal '94 in poi, il voto dei giovani da 18 a 24 anni ha consentito al centro sinistra di avere la maggioranza, mentre con il solo voto delle classi di età dai 25 anni in poi il centro-destra aveva la maggioranza, sempre con percentuali molto inferiori all'1%. (Sempre che i voti siano stati contati correttamente).

Si continuano a confondere due aspetti: il sistema elettorale e i suoi effetti sulla composizione di partiti e alleanze, e il bicameralismo perfetto previsto dalla Costituzione (che oggi compie 60 anni, e che auspichiamo ne compia parecchi altri) per un sistema elettorale e di formazione dei governi completamente diverso, di tipo parlamentare e proporzionale.

Per i leader del CD si spiega, la coerenza non interessa né a loro nè ai loro elettori, ma i giornalisti?

Dietrologia applicata

Perché Prodi si ostina a volere una crisi parlamentare? Perché non da' le dimissioni subito, considerando che la maggioranza al Senato è venuta a mancare con il passaggio dell'Udeur dall'altra parte? Questo chiedevano tutti i fini politologi e giornalisti a Ballarò stasera.
Dando poi risposte fantasiose, ipotizzando tortuosi scenari, complicati calcoli tra sistemi elettorali e strategie di sopravvivenza (e di sconfitta certa).

Eppure la risposta è così semplice. La vita è fatta anche di piccole soddisfazioni. E una soddisfazione è anche vedere in faccia un ex ministro del tuo governo, passato dall'altra parte, in cambio di qualcosa (che non vogliamo sapere) votare contro il governo del quale faceva parte sino a una settimana prima, votare contro il suo stesso operato.

La coerenza nel nostro mondo latita, ma il suo inverso così ben esemplificato dovrebbe essere uno spettacolo interessante. Spero lo diano in diretta TV. E assiema a lui non mancheranno di darne prova gli altri senatori, "incerti", eletti con i nostri voti, che hanno però sequestrato per altri fini, senza chiederci cosa ne pensavamo. Anche loro da guardare bene in faccia, uno ad uno.

Cosa avrà ottenuto in cambio non lo sappiamo ufficialmente (anche se gli amici ben informati, che sanno sempre tutto, non hanno mancato di aggiornarmi). Per quanto mi riguarda però sono certo di una cosa: qualunque cosa sia, non la otterrà. E anche il furbissimo Mastella si aggiungerà alla sempre più lunga lista di quelli che hanno ricevuto un bidone da Berlusconi.

Ancora "grazie, Prodi", comunque vada, e chi vuole può anche mandare un messaggio in tal senso al governo.

E guardatevi anche questa: strategia di contrasto all'evasione 2007-2008.

venerdì 11 gennaio 2008

Veltroni versus Ratzinger

Vi immaginate Papa Ratzinger che riceve il sindaco di New York o di Parigi e lo redarguisce sullo stato di intollerabile degrado delle periferie della sua città? Che pure esiste, perlomeno allo stesso livello di Roma, se non superiore. Peraltro io vivo a Roma, giro da tutte le parti e non mi risulta nessuno stato di specifica criticità. L'unico degrado peculiare  che noto e subisco è quello delle strade, soprattutto se lastricate a sampietrini. Ma non credo che Ratzinger circoli in scooter in incognito per Roma e quindi difficilmente si riferiva a questo tipo di degrado.

Era invece chiaramente un messaggio e un altolà al nostro Uòlter in quanto capo del PD, riferito alle sue aperture e disponibilità rispetto alle istanze dell'ala cattolica del PD, mitica Binetti inclusa. Un messaggio chiaro che si può sintetizzare in "non mi fido di voi". Indipendentemente dalle scontate e successive precisazioni.

Quindi un modo per riaffermare che l'area politica di riferimento della chiesa cattolica in Italia rimane la destra, Forza Italia inclusa, con un rapporto diretto e stretto con l'UDC e uno altrettanto stretto con Forza Italia e la sua ala teo-con. Dalla quale ormai il Papa e Ruini si fanno dettare la linea, a meno che le mosse non siano concordate. Mi riferisco ovviamente alla proposta di Ferrara sulla moratoria degli aborti, che sfrutta l'eco della moratoria sulla pena di morte.

Una riflessione quindi s'impone. Io non mi scandalizzo quando si parla di revisione della 194, ogni legge è migliorabile, e concordo quindi con Veltroni su questo. Ma noto che il dialogo è difficile ,se non impossibile, quando qualcuno mette sul tavolo i principi inderogabili. Ricavandoli dalla Sacre Scritture come fanno i teo-dem del PD.  Ogni tentativo di accordo o di costruzione di una posizione del PD su un argomento etico rischia di bloccarsi di fronte al principio inderogabile sollevato.

Che poi tanto inderogabili non sono. Considerare quello che è scritto nei Vangeli e nell'Antico Testamento come una serie di regole e di principi inderogabili è proprio un approccio pre-conciliare. Comprensibile in Ratzinger che sta portando avanti consapevolmente il definitivo smantellamento di tutti i risultati del Concilo Vaticano II di Papa Giovanni. Ma più difficile da gestire in un partito unitario come il PD, dove evidentemente la coesistenza tra laici e cattolici può avvenire solo se gli uni e gli altri hanno un atteggiamento aperto all'ascolto delle esigenze e delle diverse sensibilità degli interlocutori. In area cattolica, un atteggiamento conciliare, appunto.

Principi inderogabili derivanti dalla parola di Cristo? Mi permetto di osservare che, intanto, i Vangeli ufficiali sono quattro, e non coincidenti, e che il Dio della Bibbia degli ebrei, l'Antico Testamento, il Dio di Mosè, è notoriamente  ben diverso dal Dio del Nuovo Testamento. E nei 2000 anni di storia della Chiesa le interpretazioni autentiche si sono succedute incessantemente.
Senza contare che, basandosi sulle stesse scritture e sulle stesse parole, altre confessioni hanno fatto da secoli scelte etiche e pratiche completamente diverse, per il celibato dei preti, per il divorzio, per la contraccezione, e anche per il modo stesso di presentare la parola del Signore ai fedeli.

Leggendo queste parole potremmo trovare sicuramente molti, moltissimi, punti di contatto tra laici e cattolici del PD, senza fermarsi alle sole questioni etiche (sulla ipersensibilità alle quali servirebbe un altro post).
Lasciando alla attuale gerarchia cattolica la decisione di puntare per ragioni tattiche a movimenti che raccolgono elettori chiaramente scritianizzati (al di là del rispetto formale, per l'occhio degli altri, di 2 o 3 eventi nella vita). Guidati da capi, come l'astuto Berlusconi, che si guardano bene dal seguire e sostenere con aperto zelo le ansie proibizioniste della chiesa (sul divorzio soprattutto sarebbe in netta difficoltà) ben sapendo che non sono per niente condivise.

In sintesi il PD dovrebbe riaffermare, secondo me, il valore dell'autonomia. Autonomia, nel rispetto di altre visioni morali d etiche, ma in primo luogo della propria (vasta) area di riferimento, che non può che essere laica e conciliare.

(La foto del prete in bicicletta è tratta da sanpaolo.org, la foto dei cardinali che precedono la sedia papale è stata fatta da me - col telefonino  e di sera - al passaggio del papa a Via Merulana per il Corpus domini l'altr'anno)

lunedì 7 gennaio 2008

E' ricominciato ER!

Il 2008 sta partendo un po' col freno a mano tirato. Sarà l'immondizia di Napoli (l’altra sera ho visto il Tg della BBC che ne parlava a lungo e con grande evidenza e il conduttore concludeva con tipico stile british e un lievissimo accenno di schifo "not so nice news today from Italy", penso che il CS deve fare qualcosa, e presto). Saranno le nuove mosse per rendere il cubo di Rubik elettorale definitivamente irrisolvibile (Franceschini e D'Alema).

Ma una buona notizia finalmente c'è: e' ricominciato ER!
La 13a stagione della migliore fiction televisiva di tutti i tempi, trasmessa in USA l'anno scorso, è finalmente nel palinsesto di RAI 2, il venerdì sera. Io vedo molto poco la televisione (chi mi conosce sa che non lo dico per snobismo) perché mi annoia quasi tutto, ma ER è un’altra categoria. Ho scoperto che ricominciava (con ritardo) per puro caso.

Da tempo immemorabile, dagli inizi con Clooney nella parte del pediatra della Emergency Room, il telefilm viene trasmesso, infatti, da RAI 2 con un atteggiamento strano, sembra che lo sopporti, come una specie di tassa ineluttabile. Ad esempio evita qualsiasi annuncio e qualsiasi promozione. Mentre per i mediocri serial Lost e Desperate Housewife e per l'appena discreto Ghost Whisperer fa una promozione continua, praticamente ad ogni interruzione pubblicitaria, la ripartenza di ER avviene sempre a sorpresa.

A sorpresa finiscono anche le varie stagioni, senza preannuncio alcuno. E' vero che gli sceneggiatori americani congegnano da anni una fine brusca, drammatica e sospesa di ogni stagione, per aumentare l'attesa nella prossima. Che peraltro da 3 o 4 anni dovrebbe essere l'ultima.
Ma almeno un annuncio del tipo "questa è l'ultima puntata", "riprendiamo l'anno prossimo nel mese" potrebbero farlo, soprattutto in Italia, dove le varie serie seguono a 6mesi o 1 anno (come ora) di distanza.

Questa volta la interruzione era stata particolarmente drammatica, Abby era a terra senza sensi, in stato  avanzato di gravidanza e a rischio di perdere il bambino, Luka era bloccato in una stanza vicina, poteva vedere la sua donna ma non poteva fare nulla perchè paralizzato da un intervento di urgenza. Che Sam gli aveva fatto per salvargli la vita, nelle concitate fasi di un drammatico rapimento che aveva visto coinvolto il suo ex marito. Intorno il pronto soccorso era nel caos a seguito della sparatoria innescata dal rapimento, e il receptionist Jerry, amico di tutti, era stato colpito al petto.
E nessuno, meno che mai la responsabile , la Weaver (Kerry, ma per tutti "la zoppetta", ormai guarita ed ex) si accorgeva dei due medici a terra e bloccati.

Aspettare un anno per sapere se si erano salvati era troppo per me, quindi ho scaricato la 1a puntata della nuova stagione da uno dei siti Internet americani. Seguire dialoghi concitati in inglese, inzeppati di termini medici e accenti vari non è stato facile. Ma ero riuscito a seguire in qualche modo la prima mezza puntata (noi accorpiamo solitamente due puntate USA) e a tranquillizzarmi sulla sorte di Luka e di Abby, anche se l'eroina della serie non rimaneva senza conseguenze.

Devo ammettere che il mio sollievo e il mio buonumore per la ripartenza non lo vedo molto condiviso in giro. A parte me e mia moglie non conosco nessuno che apprezza veramente la serie (forse questo è un motivo per il comportamento della seconda rete RAI). Molti seguono i suoi molti derivati, la pallida e sfocata serie Grey's Anathomy (mai riuscito a vedere una puntata per intero), Scrubs (su MTV) e soprattutto il Dr. House.

Un soggetto interessante, quello di quest’ultimo serial. Che però i contatti con la realtà e con la medicina li ha definitivamente persi. Praticamente è un sudoku psicologico di argomento medico (seguendo la moda) dove l'attenzione è sulla personalità singolare del protagonista e sul modo con il quale vengono individuate malattie assolutamente rare e vagamente inquietanti (ce ne sono così tante?).

Il realismo è totalmente latitante, nessun caso va mai a finire male, l'equipe immutabile del Dr. House è composta da tuttologi (giovanissimi), in grado di operare al cervello, al cuore e all'alluce indifferentemente, di leggere analisi meglio di un internista e di usare il bisturi meglio di un chirurgo. Quando nella realtà ci sono ormai i medici specializzati nel piede destro e quelli specializzati nel piede sinistro.
Molto meglio Scrubs, nata come perioda di ER e diventata poi qualcosa di autonomo e di valido, anche se basata su personaggi paradossali; e poi ha lanciato il simpatico e bravo giovane attore americano Zach Braff.

ER è un’altra cosa ...

abby lockhart... la realtà che arriva sullo schermo, chiaramente compressa nei tempi per ovvi motivi di mantenimento dell’attenzione degli ascoltatori, ma i medici sbagliano, gli interventi a volte non vanno bene, le persone si comportano a volte in modo corretto e a volte no, non ci sono i buoni e cattivi per definizione. La regia è sempre ottima e a volte eccellente, ci sono state puntate eccezionali come quella del mesto congedo di “Ciccio” (il dottor Green), le musiche scelte con raffinatezza, come appunto Somewhere Over the Rainbow nella interpretazione di Israel Kamakawiwo'ole (per la suddetta indimenticabile puntata).

Non vado oltre nello spandere entusiasmo su questa fiction televisiva, perché so che non tutti la apprezzano, e quelli che non la apprezzano non cambiano idea facilmente. Magari il motivo è che hanno qualche medico in famiglia o tra gli amici (e relativizzano). Io, in effetti, non ne ho nessuno al momento, e forse questo è un altro motivo. Chi segue di anno in anno la serie non ha invece bisogno di niente altro se non di sapere che, per i prossimi venerdì, c’è un appuntamento imperdibile in TV.

ER al San Giovanni

Certo le nostre Emergency Room sono un po’ diverse da quella di Chicago. Meno violenza esterna che tracima in ospedale (per fortuna), meno problemi di assicurazione medica (per fortuna), meno tecnologia e organizzazione (ma non tanto meno) e soprattutto meno eroismo, meno prima linea. Mia figlia ne è rimasta quasi delusa, anche lei vede da anni (non so quanto spontaneamente, qualche volta abbiamo dovuto provvedere alla censura) ER e una volta che l’ho accompagnata alla ER del San Giovanni di Roma (niente di grave, si era slogata un dito a pallavolo, avrà avuto 9 anni) è rimasta stupita dalla flemma di infermieri e medici, non vedeva il  mitico “triage” ma solo persone in paziente attesa, solitamente impegnate a parlare al telefonino.

kerry weaverAnche una volta dentro ha notato l’approccio assolutamente sdrammatizzante dei portantini, strascicanti le loro ciabatte di gomma (ora portano le crocs) ricoperti di catene e bracciali d’oro (dovranno stare attenti quando passano vicino alla risonanza magnetica, penso), impegnati a tranquillizzare in romanesco parenti ansiosi e pazienti in attesa di medicazione o ingessatura. Non ci verrebbe fuori una grande serie, al massimo indimenticabili dialoghi come quelli consegnati alla storia da Verdone, nel suo film “Un sacco bello”.

Per saperne di più su ER:

Sito ufficiale: http://www.nbc.com/ER/
Forum italiano: http://forume.r.italypigrandeweb.forumfree.net/