venerdì 25 gennaio 2008

Capitolo 1: il governo istituzionale

Come regola mi impongo sempre di guardare avanti, come dicevano i vecchi "cosa fatta, capo ha", o per andare sul filosofico  "Se vuoi capire la vita guarda indietro, se vuoi viverla guarda avanti." (una massima di Soren Kierkegaard).
Quindi concentriamoci su cosa dovrebbe succedere ora. A cominciare dal temibile governo istituzionale.

Cominciando da un primo assioma, è assai improbabile che si faccia. Tenteranno in molti modi,  in tutti i modi, ma difficilmente si farà.

Per definizione di governo istituzionale dovrebbero appoggiarlo (appoggio esterno, astensioni o simili) i partiti maggiori dei due schieramenti. Uno di questi partiti maggiori però è Forza Italia del sempre fortunatissimo Silvio. Che non ha alcun interesse e intenzione di appoggiare un governo istituzionale:
- primo: il sistema elettorale che lui ha inventato, il porcellum, gli va benissimo; è vero che gli ha fatto perdere le elezioni del 2006 (ma il confronto non è corretto, il sistema elettorale influenza i risultati del voto) ma è il sistema che mette più in difficoltà la sinistra e che obbliga all'unità la destra sotto la sua leadership; per le elezioni ad aprile sarebbe l'ideale, con o senza il premio di maggioranza unico al Senato;
- secondo: il tempo passa per tutti, anche per lui, e non ha nessuna intenzione di perdere un anno di potere; e di consentire a suoi rivali del CD di insidiare la sua leadership;
- terzo: secondo le più elementari strategie di guerra, conviene affrontare il nemico quando è più debole e non dargli il tempo di riorganizzarsi;
- quarto: si è probabilmente già accordato in questo senso con Mastella e almeno questo patto di reciproca convenienza lo rispetterà.

Quindi dopo un po' di melina Berlusconi dirà esplicitamente no al presidente della Repubblica o utilizzerà i suoi consiglieri diplomatici e di intrighi (Letta e Ferrara) per trovare il modo di dire sì con condizioni capestro che imporranno agli altri di dire di no.

Un governo istituzionale senza FI e AN  è improponibile per semplici ragioni numeriche:
- UDC + Unione: avrebbe la maggioranza, ma Casini dovrebbe rompere con Berlusconi, tenere assieme il partito e la "cosa rossa" dovrebbe accettare un governo con l'UDC; probabilità vicino allo zero;
- Unione again (ritorno di Dini e Mastella in nome del governo istituzionale, con un altro premier e annesse ricompense): avrebbe comunque maggioranza minima al Senato e chi riuscirebbe a tenerlo insieme? Il PD comunque ha dichiarato che non lo farebbe mai e proprio la votazione al Senato con la esplicita sfiducia dei due "pugnalatori" (definizione di Rutelli) ha reso impossibile questa opzione.

Naturalmente non mancano quelli che da sempre spingono per il governo istituzionale, con il Corriere della sera di Mieli in testa (praticamente dal 2° giorno del governo Prodi ed ininterrottamente per ognuno dei successivi 200 giorni) per continuare con Montezemolo e altri cosiddetti "poteri forti". Che ora spiegheranno tutto quanto è in loro potere a favore di questa opzione. Ma dovrebbero trovare il modo per convincere quello che è tornato inopinatamente ad essere il più forte. E non si vede proprio cosa potrebbero dargli in cambio.

In sintesi, tutto fa pensare che si andrà a votare in primavera, con la legge attuale.

Solo tre osservazioni ulteriori sulla legge elettorale

1) il governo istituzionale, di unità nazionale come si diceva un tempo, dovrebbe avere una posizione unitaria almeno sulla legge elettorale (visto che si formerebbe in primo luogo per cambiare quella attuale), posizione unitaria che al momento non c'è e dubito che ci sarà mai, e che dovrebbe essere oltre a tutto individuata prima dell'accordo di governo, in pochi giorni.

2) l'aggiustamento al porcellum (per giustificare anche l'affossamento del referendum) potrebbe essere il divieto di presentare più volte i capolista (non dovrebbe essere una grande rinuncia per nessuno, tanto si applicherebbe a tutti) e il premio di maggioranza unico anche al Senato.
Quest'ultimo è un tormentone di Berlusconi che, se applicato alla certezza del risultato non ha senso logico (vedi cosa sarebbe successo nelle ultime elezioni) mentre se applicato alla stabilità della maggioranza e al potere di ricatto dei "nanetti" ha senso. La coalizione o il partito vincente avrebbe infatti anche in questo caso una maggioranza ampia. Non era stato applicato perché era incostituzionale secondo Ciampi, non è chiaro come mai lo sarebbe diventato adesso, ma non vedo grandi proteste.

3) qualcuno si sarà chiesto, come me, come mai l'Udeur ami tanto questa legge elettorale, il porcellum, che ha una soglia del 2% per i partiti di coalizione, visto che il partito ha raggiunto l'1,4% su scala nazionale (vedi i risultati della Camera). Il fatto è che nel porcellum era prevista addirittura una clausola di salvaguardia per i partitini più piccoli dei più piccoli, la salvaguardia del miglior perdente (!) attraverso il sistema di ripartizione dei resti (per gli appassionati, è all'art. 7 della legge).

Nella prossima puntata proverò a ragionare sugli esiti, non si sa quanto scontati di questa competizione elettorale.

Ma naturalmente ogni commento sul tema governo istituzionale è il benvenuto.

5 commenti:

  1. Bhe, senza averti letto ho scritto più o meno lo stesso sulla probabilità del governo istituzionale. C'è solo la possibilità che B. la tiri in lungo per fare in modo che la prossima legislatura (di destra) duri di più del mandato di Napolitano, per essere eletto lui presidente...

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  2. ... facciamo due conti, nel 2013 Berlusconi avrà 77 anni, un'età giusta per fare il presidente della repubblica in Italia; e a qul punto il suo successore naturale, Piersilvio, dovrebbe essere pronto per fare il presidente del consiglio.

    Sì, può essere. Ma cercherà di ottenere tutte e due le cose comunque.

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  3. scusa cc, ma tu invocare il voto o milioni in piazza me lo chiami melina?

    io penso sia giusto almeno mantenere la serieta' di quanto detto pochi mesi fa nella precedente campagna elettorale: se prodi cade si torna a votare.

    non credo nella possibilita' di governo istituzionale (e per curiosita' esistono forse governi al di fuori delle istituzioni?) credo che si debba guardare al passato solo per dire che forse abbiamo avuto occasioni in passato per creare regole condivise ma temo che oggi questi spazi siano chiusi ... ad majora!

    cc

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  4. Non hanno un po' troppa fretta e troppo nervosismo per gente così' convinta di stravincere?

    Capisco la crisi di astinenza dal potere, ma forse c'è qualcos'altro. State sintonizzati.

    Alberto


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  5. Bravissimo Alberto, dà da pensare anche a me.

    Eli

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