venerdì 11 gennaio 2008

Veltroni versus Ratzinger

Vi immaginate Papa Ratzinger che riceve il sindaco di New York o di Parigi e lo redarguisce sullo stato di intollerabile degrado delle periferie della sua città? Che pure esiste, perlomeno allo stesso livello di Roma, se non superiore. Peraltro io vivo a Roma, giro da tutte le parti e non mi risulta nessuno stato di specifica criticità. L'unico degrado peculiare  che noto e subisco è quello delle strade, soprattutto se lastricate a sampietrini. Ma non credo che Ratzinger circoli in scooter in incognito per Roma e quindi difficilmente si riferiva a questo tipo di degrado.

Era invece chiaramente un messaggio e un altolà al nostro Uòlter in quanto capo del PD, riferito alle sue aperture e disponibilità rispetto alle istanze dell'ala cattolica del PD, mitica Binetti inclusa. Un messaggio chiaro che si può sintetizzare in "non mi fido di voi". Indipendentemente dalle scontate e successive precisazioni.

Quindi un modo per riaffermare che l'area politica di riferimento della chiesa cattolica in Italia rimane la destra, Forza Italia inclusa, con un rapporto diretto e stretto con l'UDC e uno altrettanto stretto con Forza Italia e la sua ala teo-con. Dalla quale ormai il Papa e Ruini si fanno dettare la linea, a meno che le mosse non siano concordate. Mi riferisco ovviamente alla proposta di Ferrara sulla moratoria degli aborti, che sfrutta l'eco della moratoria sulla pena di morte.

Una riflessione quindi s'impone. Io non mi scandalizzo quando si parla di revisione della 194, ogni legge è migliorabile, e concordo quindi con Veltroni su questo. Ma noto che il dialogo è difficile ,se non impossibile, quando qualcuno mette sul tavolo i principi inderogabili. Ricavandoli dalla Sacre Scritture come fanno i teo-dem del PD.  Ogni tentativo di accordo o di costruzione di una posizione del PD su un argomento etico rischia di bloccarsi di fronte al principio inderogabile sollevato.

Che poi tanto inderogabili non sono. Considerare quello che è scritto nei Vangeli e nell'Antico Testamento come una serie di regole e di principi inderogabili è proprio un approccio pre-conciliare. Comprensibile in Ratzinger che sta portando avanti consapevolmente il definitivo smantellamento di tutti i risultati del Concilo Vaticano II di Papa Giovanni. Ma più difficile da gestire in un partito unitario come il PD, dove evidentemente la coesistenza tra laici e cattolici può avvenire solo se gli uni e gli altri hanno un atteggiamento aperto all'ascolto delle esigenze e delle diverse sensibilità degli interlocutori. In area cattolica, un atteggiamento conciliare, appunto.

Principi inderogabili derivanti dalla parola di Cristo? Mi permetto di osservare che, intanto, i Vangeli ufficiali sono quattro, e non coincidenti, e che il Dio della Bibbia degli ebrei, l'Antico Testamento, il Dio di Mosè, è notoriamente  ben diverso dal Dio del Nuovo Testamento. E nei 2000 anni di storia della Chiesa le interpretazioni autentiche si sono succedute incessantemente.
Senza contare che, basandosi sulle stesse scritture e sulle stesse parole, altre confessioni hanno fatto da secoli scelte etiche e pratiche completamente diverse, per il celibato dei preti, per il divorzio, per la contraccezione, e anche per il modo stesso di presentare la parola del Signore ai fedeli.

Leggendo queste parole potremmo trovare sicuramente molti, moltissimi, punti di contatto tra laici e cattolici del PD, senza fermarsi alle sole questioni etiche (sulla ipersensibilità alle quali servirebbe un altro post).
Lasciando alla attuale gerarchia cattolica la decisione di puntare per ragioni tattiche a movimenti che raccolgono elettori chiaramente scritianizzati (al di là del rispetto formale, per l'occhio degli altri, di 2 o 3 eventi nella vita). Guidati da capi, come l'astuto Berlusconi, che si guardano bene dal seguire e sostenere con aperto zelo le ansie proibizioniste della chiesa (sul divorzio soprattutto sarebbe in netta difficoltà) ben sapendo che non sono per niente condivise.

In sintesi il PD dovrebbe riaffermare, secondo me, il valore dell'autonomia. Autonomia, nel rispetto di altre visioni morali d etiche, ma in primo luogo della propria (vasta) area di riferimento, che non può che essere laica e conciliare.

(La foto del prete in bicicletta è tratta da sanpaolo.org, la foto dei cardinali che precedono la sedia papale è stata fatta da me - col telefonino  e di sera - al passaggio del papa a Via Merulana per il Corpus domini l'altr'anno)

3 commenti:

  1. Sì.


    Aggiungo che non andrei neanche nel merito dei vengali e altre sacre scritture: nel mondo e anche in questo paese, non ci sono solo cattolici, ma ebrei, islamici e indù, per quanto questi ultimi in indubbia minoranza (e tutti i cinesi? Che diciamo dei cinesi?). Non è che ogni volta posso andarmi a leggere tutti i testi sacri per stabilire incompatibilità e compatibilità. Io sposto proprio il problema. Ragioniamo di diritti, e se due diritti sono in conflitto, discutiamo su quale sia da tutelare.


    P.S. c'è in rete l'appello di Cuperlo. Sia sul suo blog, che sul mio, quello di Eugenio Marino, dell_Antonio: insomma, se vuoi leggerlo trovi facilmente tutti i link.


    Un bacione.

    Eli

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  2. Scusa, i vengali sono ovviamente i vangeli..ops...

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  3. Eli: il problema è che i cattolici e i cristiani in Italia sono in maggioranza, e sono in buon numero anche nel PD. Quindi è prima di tutto tra laici e cattolici del PD che è necessario trovare una piattaforma comune e un confronto costruttivo. L'appello lo condivido in pieno, ma è in pratica un appello a Veltroni, mi sembra.

    L'unica strada a mio avviso è riportare almeno i cattolici del PD a un approccio conciliare, quel Concilio Vaticano II al quale papa Ratzinger ha ormai anche simbolicamente voltato le spalle, a quanto si è visto Domenica.

    Un caro saluto

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