venerdì 29 febbraio 2008

Berlusconi versus Michael Jackson

NOTA: Questo post è precedente la prematura scomparsa di Michael Jackson e alcune informazioni che si sono avute riguardo alla sua salute. Lo manteniamo per completezza ricordando che è un post che vuole semplicemente fare un po' di ironia.

Un uomo a 71 anni può essere lucido di mente e resistente allo stress e alla fatica come un trentenne, con in più il vantaggio delle relazioni acquisite, della esperienza, della capacità di prendere decisioni che deriva da quelle situazioni che gli anglosassoni chiamano eufemisticamente "lessons learned" (errori).


Gli effetti degli anni sul fisico non sono uguali per tutti, alcuni si mantengono in perfetta forma grazie a buone abitudini o buon DNA, ed è questo in generale l'obiettivo di noi tutti.
Però la natura prevede "di default" che un settantenne abbia un aspetto diverso da un 50enne o da un 30enne. Eugenio Scalfari a 70 anni era un energico uomo maturo, lo è ancora oggi che ha superato gli 80, il suo aspetto però era quello di un uomo della sua età, il volto incorniciato da una orgogliosa barba bianca. Anche mio nonno a 70 anni era energico come quando ne aveva molti di meno, e poi è vissuto fino a quasi 100 anni, ma non lo prendevi per un giovanotto se lo incontrava nelle strade del suo paese nella Cispadania. Per restare nell'ambiente dei media Rupert Murdoch è un potente boss, energico e pienamente in sella, ma i suoi oltre 70 anni si vedono tutti.

Anni fa vedevo un programma televisivo sullo spionaggio nella seconda guerra mondiale. Intervistavano vari agenti segreti dell'epoca, tra i quali mi colpì una donna, apparentemente all'inizio di una piacente maturità. In realtà aveva operato nel Regno Unito come agente coperto del controspionaggio americano quando aveva poco più di vent'anni e al tempo della intervista aveva ben più di settant'anni. Come diceva il curatore del programma la necessità di cambiare aspetto legata al suo lavoro e, forse, la vanità, l'avevano trasformata in quella donna snella ed elegante dall'apparente età di 40 anni o poco più.

L'impressione era abbastanza inquietante, c'è di mezzo il camuffamento, il nascondersi, ma anche il tentativo di ingannare il tempo (nostro giudice).

L'apparenza e l'immagine

catherine_deneuve_vuittonVengono in mente subito molti altri esempi di personaggi dello spettacolo, soprattutto attrici, che usano le risorse della chirurgia estetica per proteggere un loro asset importante, se non fondamentale. Cher è tornata in prima fila dopo i fasti di reginetta del beat negli anni '60, arrivando fino all'Oscar con Stregata dalla Luna e diventatndo una delle più importanti testimonial della chirurgia estetica. Demi Moore sembra una splendida 30 enne pur se se è del '62. Anche la nostra adorabile Catherine Deneuve è una splendida 60 enne grazie, anche, a qualche aiuto estetico.

Ma siamo consapevoli che la bellezza è un dono di natura e mantenerla è un' altra predisposizione, e che i risultati più eclatanti dipendono da questa fortuna di base. Ci aspettiamo anche che chi ha regalato al mondo questo dono lo mantenga con cura, presentando un aspetto gradevole anche se non decide di camuffarsi e di contrastare il tempo, e quindi ci dispiace vedere, ad esempio, la resa totale agli anni di Brigitte Bardot, mito di una intera generazione.
Poi ci sono i casi di incauto cedimento alle scorciatoie dell'intervento estetico, come quello di Emmanuelle Beart che si rifà le labbra a 27 anni, operazione in perdita della quale si è pentita lei stessa, come leggiamo in questi giorni.

Ma tutto questo è apparenza, immagine, e suo utilizzo nel mondo, è qualcosa al quale l'essere umano è abituato sin dai tempi della regina Cleopatra. Quello che mi affascina e e di cui volevo parlare è proprio il camuffamento, l'inganno.

Il re del camuffamento

michael_jackson_teenagerQui il re, riconosciuto e proclamato, ma a quanto pare ora in disgrazia, è Michael Jackson. Il suo vero aspetto lo conosciamo, o meglio lo immaginiamo, vedendo le sue foto di bambino prodigio con i Jackson Five, simpatico negretto con i capelli crespi.
La sua scelta (anche se forse imposta o suggerita da una malattia della pelle e delle cartilagini) è stata un'altra, diventare nel tempo un essere unico, né giovane né adulto, né uomo né donna, né bianco né nero. Un ermafrodito al cubo, l'immagine dell'ambiguità e della potenza del corpo come veicolo di messaggi.
Saranno le mode che passano, l'orgoglio nero degli ingioiellati campioni dell'hip-hop, il fatto che la musica ha le sue leggi e deve riuscire a entrare nelle menti, o gli effetti delle sue scelte, ma la parabola dell'essere indefinibile pare stia volgendo al termine, con la vendita all'asta della sua villa-castello di Neverland e il rifugio in Bahrein.
Lui però non molla, e sembra avviato ora ad un'altra battaglia, sino ad ora nel suo caso non necessaria, quella contro il tempo (quest'anno compie 50 anni).

Il nostro Michael Jackson

michael_jackson_2007Ma anche noi abbiamo ormai un emulo, consapevole o inconsapevole del musicista americano.
Tutti i politici devono comunicare anche con l'aspetto, oggi. I tempi dei Rumor, degli Zaccagnini o dei Pietro Longo sono lontani. Qualcuno, come De Gregorio, lancia esplicitamente (forse) sui muri una immagine che ricorda inesorabilmente uno dei tre porcellini, ma la maggior parte dei politici cerca di dare una immagine di uomo (o donna) giovanile ed energico.

Solo che nel caso del nostro uomo, dall'iniziale ringiovanimento estetico, con i soliti mezzi (capelli tinti, autotrapianto dei capelli, secondo la leggenda presi dalle ascelle della sorella, lifting, blefaroplastica e così via) con l'andare degli anni si è scivolati verso il camuffamento.

Così l'immagine di Berlusconi è diventata progressivamente inquietante come quella di Michael Jackson. Vediamo in TV un uomo dall'apparente età di 50 anni, o meno. ma sappiamo che è nato nel 1936 (il 29 settembre, Mogol sapeva già tutto nel lontano 1967) e un uomo di quell'età non può essere così. Può essere, volendo, anche meglio, ma non così.

E questa immagine distonica ci incuriosisce e contemporaneamente ci inquieta. Riflettiamo sul tempo e sulla possibilità di ingannarlo, e il personaggio ci rafforza in queste riflessioni vagheggiando di tecniche di allungamento della vita sino a 120 anni (lui, si capisce, sarà una delle cavie).
Cerchiamo conferme dell'inganno e dei trucchi. E le troviamo anche. Nelle orecchie.

Le orecchie di Berlusconi
 
Secondo una nota leggenda le orecchie sono l'unica parte del corpo umano che continua a crescere, secondo un mito orientale e tibetano la dimensione delle orecchie misura la posizione raggiunta nell'infinito ciclo di vite che dobbiamo attraversare per giungere all'assoluto.
Le orecchie di Berlusconi sono grandissime, sproporzionate. Tradiscono l'età, ne sono una non nascondibile spia? O sono segno di una saggezza, peraltro inconsapevole, secondo la teoria della metempsicosi?
Lo capisco e sono solidale, io potrei avere lo stesso problema. Mia figlia per prendermi in giro mi dice che dovrei essere piuttosto vicino alla meta nell'infinito ciclo di vite e nella prossima vita probabilmente sarò un monaco tibetano (lei invece dovrebbe essere al massimo uno scoiattolo).

La deviazione dell'obiettivo
 
jackson_cerottiSta di fatto che la nostra attenzione è quasi totalmente distolta dal camuffamento, dalla sua efficacia, dalle spie che lascia trasparire della realtà sottostante.
E questo è stato il motivo del progressivo appannamento del successo (un tempo enorme) di Michael Jackson: nessuno ascolta più la sua musica, ben pochi sono interessati a quello che propone e che canta. L'interesse è tutto rivolto all'involucro.

Succederà lo stesso anche al nostro Michael Jackson?

(Nelle foto Michael Jackson bambino, poi adolescente, e oggi in una foto ufficiale e, a lato, incerottato dopo ennesime operazioni [foto Daily Mail], e Catherine Deneuve, 64 anni, nella pubblicità Vuitton)

8 commenti:

  1. certo, omonimo, d'accordo che l'immagine, l'aspetto fisico è un po' il nostro biglietto-da-visita e - quando è a tal punto "taroccato" - la dice lunga sulla nullità della non-persona che cela... ma "le parole che si dicono" sono MOLTO PIU' SIGNIFICATIVE sull'impresentabilità del soggetto, quando suonano come segue:


    (testimone A.Manzolini, La Stampa, 27-02-08) Berlusconi in conferenza-stampa: "Sorridendo, ma mica tanto, dico che il mio è un partito MONARCHICO per quanto riguarda il leader, che è uno solo e indiscusso, visto che ne è stato anche il fondatore. Ma anche un partito ANARCHICO, perchè su questioni di etica e morale, ad esempio, noi lasciamo la libertà di coscienza in tutte le situazioni". Silvio Berlusconi mette così in chiaro le gerarchie all'interno del Pdl, ed è come se confessasse: di "etica" e "morale" proprio non me ne intendo...!

    LupoAlberto

    www.sembrafacile.ilcannocchiale.it

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  2. ... certo che suona un po' come un inno al famoso RELATIVISMO, chissà cosa ne pensano i suoi sponsor Ferrara, Ruini e Ratzinger?

    Alberto

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  3. MIRABILIA2002 marzo 2008 14:29

    Michael Jackson lo preferivo da bambino. Ora sembra un Frankenstein in disarmo.

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  4. una risata lo seppellira' e soprattutto gli scucira' i punti....

    cc

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  5. CC:

    citazione da "Un re a New York", vero?

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  6. Sinceramente non trovo niente di particolarmente intelligente ed acuto in quello che tu dici. Forse se tu fossi un nero capiresti meglio chi era Michael Jackson. Ora che è morto in effetti è più facile avere una visione più obiettiva e meno negativa. Tu lo paragoni a Berlusconi. Nessuno ricorderà Michael Jackson come colui che ha distrutto l'Italia, ma come quel personaggio che ha saputo far perdere la testa a milioni di persone per le sue capacità artistiche, per il suo carisma e la sua personalità. Forse bisognerebbe andare più fondo ai testi delle sue canzoni, al suo modo di esprimersi per dare un interpretazione meno superficiale del suo trasformarsi, che è ben diverso dal camuffarsi per fini politici. Berlusconi e Micheal Jackson (di cui tra l'altro non sono particolarmente appassionata) hanno in comune solo il fatto di aver usato la chirurgia plastica, la motivazione di ognuno è però ben diversa. Michael non era un politico, era un cantante, un ballerino e molto di più e questo molto di più lo si può sentire rivedendo i suoi concerti. Il suo trasformarsi era una provocazione non un diventare più bello e più giovane. Berlusconi è uno che è solo capace di approfittare dell'ignoranza della gente e fa emozionare solo i rintronati o i disonesti che si sono innamorati di lui per quanto fa schifo. 
    Michael è e rimarrà musica che emoziona fino allo svenimento come accadde a molti dei suoi fan, forse anche loro non avrebbero mai pensato di arrivare a svenire per lui, forse erano tempi diversi, forse oggi non abbiamo la stessa libertà di esprimerci. Forse oggi è difficile che un artista arrivi a quel tipo di successo perché siamo troppo alienati per sentirci.

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  7. Il post è incentrato proprio su un parallelo tra due persone che sono totalmente diverse ma che hanno avuto una reazione simile all'inesorabile fattore tempo. Tra l'altro non penso proprio che i fini siano politici per quanto riguarda il notro premier. La ritenevo una osservazione interessante o almeno curiosa e per questo ne ho scritto diverso tempo fa. Se poi questo sia intelligente o acuto o nulla di tutto ciò lo giudica liberamente chi legge e commenta, il bello dei blog come di qualsiasi scritto pubblico è proprio questo. Non si parlava per nulla dell'opera come musicista di Jackson, anche se mi permetto di osservare che il fatto che sia purtroppo prematuramente scomparso non obbliga a considerare un capolavoro assoluto della musica del 900 tutto quello che ha fatto.

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