giovedì 14 febbraio 2008

I gggiovani

Ho letto con grande interesse il dialogo tra Cristiana Alicata e mio fratello Corrado sugli spazi e i ruoli dei vecchi e dei giovani, e i numerosi commenti che sono stati sollecitati, e che contengono molti altri elementi di interesse. Mi ha colpito un commento che diceva che il problema non è "che non si può fare a meno dei vecchi" ma piuttosto "che non si può fare a meno dei giovani!".

Effettivamente la situazione del mondo del lavoro e dell'impegno sociale vista con gli occhi di un giovane (per definizione pieno di entusiasmo) non è esattamente quella che lui si aspetta, e che una società equilibrata dovrebbe dare. Assomiglia piuttosto ad una sala d'aspetto con tutti i posti occupati, solo posti in piedi. Quando va bene, in qualche caso ricorda anche una sala d'aspetto con la porta chiusa, con su scritto "ci dispiace, tutto esaurito, anche i posti in piedi sono finiti".

Ma come? Un ragazzo o una ragazza investono in cultura, in studi, in competenze, in impegno politico, in partecipazione. Alla conclusione del loro percorso si aspettano giustamente che qualcuno aspetti loro perché ha bisogno di loro. Come una squadra di calcio (o di rugby, meglio) che non ha abbastanza giocatori, o ha giocatori stanchi che hanno bisogno di sostituzione, e attende con ansia i rinforzi.

Invece si trovano una sala d'aspetto. Quando sarà il loro turno (36 mesi? Due volte 36 mesi? 36 anni?) l'usciere chiamerà il loro nome e potranno entrare nel ristretto circolo dei lavoratori a tempo indeterminato. Per intanto potranno sedersi in sala d'aspetto come lavoratori a tempo determinato. O rimanere scomodamente in piedi come co.co.pro. O restare addirittura fuori come stagisti, perché anche i posti da co.co.pro. sono tutti occupati.

Uso la metafora del lavoro per parlare, ovviamente, di tutti gli spazi che i giovani vogliono conquistare, anzi soltanto occupare, occupare come il loro giusto posto nel mondo.

Sinora non avevano avuto grandi problemi. Certo c'erano i genitori ad accompagnarli all'asilo, o alle elementari, i più ansiosi anche alle medie. Ma un banco per sedersi, magari un po' acciaccato, non l'aveva mai messo in discussione nessuno. All'università hanno magari trovato una porta da superare (i test d'ingresso) ma avevano sempre altre soluzioni alternative, altre facoltà, magari non esattamente la loro preferita.
E ora invece, dopo aver tanto investito su di loro, dopo aver pagato decine di educatori di ogni ordine e grado, personale ATA, corsi d'inglese, professori e maestri, la società, la comunità non si presenta a richiedere indietro il frutto di quell'investimento, a pretendere la loro partecipazione allo sviluppo della stessa comunità?

Ai tempi della SIP la società telefonica non assumeva direttamente gli ingegneri, faceva fare prima 10-12 mesi di corso di formazione (con rimborso) all'Aquila, alla scuola Reiss Romoli. Una specie di secondo servizio militare (i maschi erano circa il 99%) che forgiava per sempre e in modo indelebile le menti dei futuri uomini SIP. Ovviamente alla fine erano tutti assunti, sarebbe stato anti economico il contrario, anche per il monopolista delle TLC. Eventuali casi disperati venivano risolti in corso d'opera.

Cosa avrebbero pensato gli ingegneri di cui sopra se la SIP, dopo aver rimborsato le loro spese, aver dato loro alloggio negli asettici ma piacevoli ambienti della scuola, averli alimentati nel molto formale ristorante affacciato sugli Appennini, averli riaccompagnati in pullman ogni venerdì alle città d'origine, alla fine dei corsi avesse comunicato che possibilità di entrare in SIP non ce n'erano, bisognava aspettare, che qualcuno andasse in pensione, che qualcuna andasse in maternità? Al massimo, potevano lavorare gratis, o per periodi limitati.
Avrebbero pensato di essere capitati in un posto guidato da persone non sane di mente, totalmente incoerenti.

Eppure è proprio quello che avviene oggi su larga scala nella nostra società. Più marcatamente in Italia (siamo i primi in questo campo) ma non solo da noi. Chiaramente non per tutti, non per tutti i settori, a macchia di leopardo.

Ma di sale d'aspetto in giro ce ne sono purtroppo una quantità. Nulla di strano che un giovane in sala d'aspetto sviluppi una istintiva avversione per quelli che sono dentro quella porta che non si apre mai. E che sono, in una società che sfugge accuratamente la meritocrazia (anche in questo siamo i primi) per forza di cose persone che come ricchezza principale hanno gli anni. Vecchi. Anche se in Italia siamo benevoli normalmente e chiamiamo occasionalmente ragazzi anche gli ultra quarantenni, per loro, per Cristiana Alicata ad esempio (o meglio per i giovani cui dà voce), quelli non sono altro che vecchi.

Lungi da me tentare, nello spazio di un post, una analisi dei veri motivi di questi "tappi" al naturale fluire delle generazioni. Che certo non sono legati all'egoismo dei vecchi, al loro attaccamento alle poltrone, alla sordità rispetto alle istanze delle nuove generazioni. Chiunque, arrivato a conquistare una sedia, giovane o vecchio che sia, se si trova bene. o anche se non si trova bene ma non vuole tornare a stare in piedi, cercherà di rimanere seduto. Se entra uno in stanza e chiede "per favore potresti lasciare il posto che stai occupando? è tanto che aspetto là fuori e vorrei fare io il tuo lavoro da oggi in poi" esisterà mai qualcuno che dice "prego, accomodati"?. Magari in un tram, se chi lo chiede è una donna incinta. Ma domani passerà un altro tram e può essere che sia anche quasi vuoto.

Sono i meccanismi dello sviluppo e della organizzazione della società della programmazione e della informazione che richiedono una radicale messa a punto. L'assurdo è che la società (la nostra in particolare), nell'attuale modello di sviluppo, rinunciando ai giovani (e alle donne) rinuncia a quote aggiuntive di PIL, la chimera che tutti vanno cercando.

In compenso la gioventù è un luogo comune onnipresente. La birra è giovane. L'azienda è giovane. La musica è giovane. La vacanza (in Spagna) è giovane. La notte è giovane. I vecchi sono giovanil, o almeno giovanili. Qualsiasi prodotto, servizio, partito o movimento deve essere giovane. Il mondo è dei gggiovani, dagli anni '60 in qua, almeno.

Allora arriva il giovane (vero) e si presenta al mondo: "eccomi, sono io il giovane che cercate tutti, sono pronto".

E allora dobbiamo cercare di aprire queste porte e di abolire queste sale di aspetto, questi innumerevoli sbarramenti e queste scale che si allungano mentre ci sali sopra.
E' possibile? Certo che è possibile, se altre comunità e paesi riescono a creare un equilibrio tra le generazioni, perchè non dovremmo riuscirci noi? E' la massima priorità per noi, assieme alla cura e tutela della terra e dell'ambiente che ci ospita, perchè riguarda la cosa che dovremmo avere più a cuore: il futuro.

(L'immagine è tratta dall'albo delle foto di classe del Liceo Parini)

3 commenti:

  1. PIANO STRAORDINARIO ASSUNZIONI RICERCATORI

    Commi 651 - 652


    Il Ministro della ricerca, con il decreto emanato in “zona cesarini” il 28 dicembre 2007, e tuttora alla registrazione della Corte dei Conti, ha di fatto avviato concretamente le procedure per l’applicazione , seppur con 8 mesi di ritardo, del comma 651 della legge finanziaria 2007, per l’emanazione di un bando straordinario di assunzioni di ricercatori (e, secondo noi, anche tecnologi) negli Enti di Ricerca vigilati dal MUR.

    Con tale decreto il Ministro ha provveduto a ripartire la somma di 7,5 milioni prevista per l’anno 2007, tra gli enti vigilati che ne avevano fatto richiesta, in proporzione al numero delle vacanze di posti di ricercatore risultanti in pianta organica e tenendo conto dei posti di ricercatore assegnati per le stabilizzazioni ai sensi del comma 520.




    Con tali criteri sono stati assegnati agli Enti interessati i seguenti importi:





    ENTE IMPORTO ASSEGNATO POSTI DERIVANTI *

    CNR 6.420.310 169

    INFN 128.534 3

    INGV 154.241 4

    INAF 533.419 14

    OGS 147.815 4

    INRIM 64.267 2

    STAZ. ZOOLOG. 51.414 1

    TOTALE 7.500.000 197


    N.B.: il numero dei posti, non riportato nel decreto, è da considerare orientativo, da noi calcolato assumendo un costo unitario di 38.000 euro.



    Per l’anno 2008, con ulteriore decreto del Ministro della Ricerca, dovrà essere ripartito tra i propri Enti vigilati, la residua somma di 22,5 milioni di euro così come previsto dal comma 652 della legge finanziaria per il 2007.


    Le risorse assegnate al CNR con tale decreto, che dovranno essere previste nel piano programmatico di cui al precedente punto del presente comunicato, consentiranno circa 170 nuove unità di personale ricercatore (tecnologo) da assumere (non riguardano le stabilizzazioni) e come recita la legge finanziaria “con modalità procedimentali, che dovrà definire il Ministro, con particolare riferimento ai criteri di valutazione dei pregressi rapporti di lavoro, dei titoli scientifici e dell’attività di ricerca svolta”.

    Si tratta quindi di una concreta opportunità, alquanto mirata, anche per assegnisti e co.co.co.

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  2. Scusa ma non mi ero firmata. Da noi al CNR la situazione un pochino si è mossa. Si è provveduto a nuove assunzioni e a stabilizzazioni. Qualche 25enne comincia ad apparire all'orizzonte dopo anni e anni. Da qui a dire che la situazione è rosea ce ne corre. Intanto con la situazione politica attuale una nuova inversione di tendenza è sempre possibile. Poi c'è anche da dire che l'atavica mancanza di organizzazione del lavoro fa si' che spesso questi giovani se ne restino al computer a fare solitari, piuttosto che venire impiegati ad imparare un mestiere...Speriamo bene..

    CC

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  3. P.S. E per concludere, l'ennesimo ricorso al TAR sta mettendo in seria discussione (come se la nomina non fosse stata gia' tanto travagliata essendo lui tra i primi firmatari della lettera contro Ratzinger) l'insediamento del nuovo Presidente del CNR. CC

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