lunedì 18 febbraio 2008

Moratorie e logica comune

Ma cosa significa il termine moratoria, della quale ultimamente si fa un grande uso ed abuso? Dal dizionario Gabrielli: "sospensione temporanea, rinvio a data da destinarsi". Si nota subito che la moratoria della pena di morte, efficacemente conquistata da Bonino e D'Alema alcuni mesi fa, aveva un preciso senso logico. Comminare nuove condanne a morte può essere una pratica temporaneamente sospesa in un paese che prevede questa pena, e in alternativa i reati più gravi potranno essere puniti con pene comunque proporzionate alla loro pericolosità sociale, come l'ergastolo o una lunga detenzione.

Si vede anche con altrettanta immediatezza che la moratoria dell'aborto, sulla quale si è lanciato Giuliano Ferrara, seguito con entusiasmo dalla gerarchia cattolica, cardinale Ruini e Avvenire in testa, è priva di senso logico.
Non parlo qui della giustezza o meno della legalizzazione dell'aborto o della sua equiparazione a un omicidio. O a una pena di morte (evidente intenzione di Ferrara, sfruttando la risonanza mediatica della precedente moratoria).

Dico soltanto che per una interruzione di gravidanza il termine stesso e la pratica della moratoria non ha senso perché non prevede alternativa. La moratoria, ovvero la sospensione della legge, cosa lascerebbe come alternativa? La persecuzione dell'aborto come reato, con il relativo corredo di pene? E quali pene e come regolate? Dovrebbe essere riscritta la legge, quindi abolita la 194 per tornare alla situazione precedente. Non sarebbe una moratoria.

Oppure dovrebbe essere sospesa l'assistenza da parte del servizio sanitario pubblico? Quindi l'aborto potrebbe ancora essere praticato, ma solo privatamente. Questa sarebbe una sotto specie di moratoria, totalmente illogica perché non eliminerebbe il problema introducendo però una selezione dei soggetti coinvolti in base alle possibilità economica. Altra idea totalmente assurda.

Ma probabilmente gli integralisti cattolici pensano ad un'altra soluzione ancora (si deduce da diverse azioni in tal senso): la sostituzione dell'adozione alla interruzione di gravidanza. Come nell'800 i figli non  voluti sarebbero presi in carico dalla comunità caritatevole.

La "ruota". Una specie di sportello girevole come quello degli alberghi, o di apertura doppia, che non consentiva di vedere alla suora di servizio all'orfanotrofio chi lasciava sull'altro lato il figlio della colpa, o il bambino con problemi. E così nascevano i tanti Esposito a Napoli ("esposto" appunto sulla ruota), Proietti a Roma ("scagliati", "lanciati" sulla ruota), Trovati a Milano, Di Dio, Sperandio, Dioguardi e gli altri mille cognomi inventati dalle suore e diventati poi, come possiamo notare, tra i più diffusi e tipici nelle rispettive città. Erano i "trovatelli", destinati apartire dai gradini più bassi nella scala sociale. Quando non erano putroppo destinati ad un futuro ancora più triste per i problemi fisici che avevano ereditato. (A questo link una esauriente ricerca sul funzionamento della "rota": http://www.rigocamerano.org/laruotagut.htm )
Funzionava così, in ogni importante città esistevano orfanatrofi con

Rimane ancora fuori dalla improbabile "moratoria" il caso delle madri che non possono portare avanti una gravidanza perché a rischio sarebbe la loro salute, ma credo che bastino gli esempi che ho fatto per dimostrare l'assoluta mancanza di logica e di applicabilità della proposta di Ferrara. Quindi l'assoluta pretestuosità. Quello che si vuole è il divieto dell'aborto e del controllo delle nascite.

Sarebbe stato più apprezzabile che avessero avuto il coraggio di dirlo esplicitamente. Ma, come al solito, si è preferito una strada allusiva e tangenziale.

Altra cosa è il problema (reale) della natalità, che richiede una trattazione a parte, ma non ha alcuna relazione, come sappiamo tutti, con l'aborto e con il controllo delle nascite.

Nessuno però appare curioso di chiedere a Ferrara e ai suoi supporter questi particolari, si rimane a livello di slogan e contro-slogan. E sarebbe anche vano leggere nei numerosi interventi di Ferrara, immaginifici e densi di riferimenti filosofici e teologici, qualsiasi indicazione pratica (non ne ho trovato traccia).

(Nelle foto i trovatelli del Pio Albergo Trivulzio di Milano nell'800, i "martinitt", erano i maschi, e le "stelline", le bambine; l'organizzazione caritatevole e pubblica dava loro un mestiere e auspicabilmente un futuro).

3 commenti:

  1. che dire? STANDING OVATION


    Baci.

    Eli

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  2. Troppo buona. Ma la prossima sarà ancora sul welfare e sulle collaborazioni. Un classico intramontabile.

    Ciao

    Alberto

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  3. Nell'ultimo numero di Panorama Giuliano Ferrara "in person" conferma che stava pensando proprio alle adozioni, e cita addirittura la "ruota" degli orfanatrofi dell'800. Il tutto nell'ambito di una positiva recensione "pro domo sua" dell'interessante film Juno, vincitore del Festival di Roma, e di qualche Oscar.


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