mercoledì 19 marzo 2008

Altri presunti candidati premier

Come diceva qualcuno su un blog della rete  Perlitalia, al diminuire dei partiti corrisponde un aumento proporzionale dei candidati premier, o presunti tali.

Oltre ai due principali finti candidati premier, Bertinotti e Casini, ci sono tutti gli altri presentati da partiti che avranno grosse difficoltà anche solo ad eleggere un parlamentare, ovvero a raggiungere la soglia minima, che per un partito che si presenta da solo, fuori da una coalizione, è del 4% alla Camera e dell'8% al Senato (ma in ciascuna singola regione). In questa elezione, oltre a tutto, soltanto due partiti potranno sfruttare la soglia ancora inferiore (del 2% alla Camera e 3% al Senato) prevista all'interno della coalizione (sono l'IDV di Di Pietro, la Lega e l'MPA). Quella soglia molto bassa che aveva permesso la frammentazione nella prima uscita pubblica del porcellum nel 2006. E' il risultato della coraggiosa mossa unilaterale di Veltroni.

Gli altri devono correre da soli e quindi hanno come obiettivo minimo il 4%. Nell'ultima tornata elettorale riuscivano a superare questa soglia, senza listoni e apparentamenti, solamente:

- RC (5,9% alla Camera e 7,4% al Senato)
- UDC (6,7% alla Camera e 6,7% al Senato)

Tra gli altri il "primo" era il PdCI con il 2,3% alla Camera (ma al Senato si era presentato assieme ai Verdi), i restanti: poco sopra al 2%, fino all'UDEUR entrato in parlamento grazie al sistema di ripescaggio del "miglior perdente", previsto dal porcellum, avendo raggiunto l'1,4% alla Camera.

Quindi, quali sono le aspettative per i due più grandi tra i partiti che si presentano ora da soli, fuori da una coalizione, ovvero PSI e La Destra di Storace - Santanché? Il paragone con il 2006 (che non è tanto lontano) si può fare per il primo con la Rosa nel pugno (assieme ai Radicali, quindi), per il secondo con i due spezzoni dell'estrema destra dentro e fuori la CdL. Erano quindi approssimativamente al 1,5-2% (PSI) e all'1% (fascisti più o meno dichiarati).

Nei sondaggi (p.es. IPR-Repubblica) vengono dati ora all'1,5% e al 2,5%, però con un massimo potenziale elettorale superiore al 4%, soglia per la Camera, per entrambi al 5%.

Anche UDC e Sinistra Arcobaleno hanno in questi sondaggi un potenziale superiore al 10% ma, come abbiamo visto nel precedente post, hanno preferito non rischiare.

Per i due partiti in esame questa opzione non era possibile, quindi rimane solo l'obiettivo di superare il 4%, e l'8% al Senato, almeno in una ragione, per ottenere una rappresentanza in parlamento.

Che probabilità hanno di riuscirci?

Alla Camera, devono superare per forza la soglia del 4%. Il meccanismo di recupero del "miglior perdente" è previsto infatti solo per partiti all'interno di una coalizione (vedi qui).

Una possibilità c'è, ma la probabilità è molto bassa, dovrebbero raddoppiare o triplicare i voti, in una competizione elettorale polarizzata, non potendo neanche dare una aspettativa positiva sulla presenza in parlamento.

Al Senato dovrebbero raggiungere l'8% almeno in una regione, ma non sono partiti a base regionale (forti in una particolare regione per motivi storici o di "ragione sociale") quindi la probabilità è ancora inferiore. Inoltre, al Senato non esiste alcun meccanismo di recupero (neanche per partiti coalizzati, in questo caso).

Estrapolando i dati precedenti è da escludere, o da considerare a probabilità molto bassa, la presenza di parlamentari socialisti o fascisti (la Santanché va rivendicando di esserlo, quindi perché non usare lo stile anglosassone nel nominare le cose?). Gli interessati contestano queste previsioni e la suddetta candidata parla addirittura di vittoria certa, opziona la Moratti come sua vice presidente del consiglio (ma non si era presentata alla manifestazione del 25 aprile del 2006 con il padre partigiano?) essendo indisponibile Storace in quanto sicuro nuovo sindaco di Roma. Nella sua visione gli elettori di centro sinistra in Italia dovrebbe ridursi al 25% o meno, uno su due passerebbe dall'altra parte o resterebbe a casa.

La reazione istintiva è di contestare lo spazio eccessivo che viene dato sui media ai partiti minori. Ma viene obiettato che anche Forza Italia nel '94, e tutto sommato anche il PD e il PdL oggi, non hanno una serie storica, e che, applicando questo metro, anche loro non avrebbero dovuto avere o non dovrebbero avere spazi speciali. Però ci sono i sondaggi, va bene che sono imprecisi, ne ho parlato anche io molto tempo fa, ma non si sbagliano di 10 volte. E nel '94 quando davano FI al 25 o 30% erano realistici, come poi si è visto.

E se ci riescono?

Affosserebbero i "parenti". La Destra sopra al 4% alla Camera toglierebbe voti (almeno il 3%) al PdL e potrebbe farlo rimanere sotto al PD, risultando decisiva. Al Senato impedirebbe di raggiungere la maggioranza relativa in alcune regioni in bilico (Lazio, Puglia). Speculare la situazione per il PSI.

Se i voti raccolti saranno nell'intorno di quelli previsti dai sondaggi (1,5%) non avranno invece effetto. Sono voti che comunque non andrebbero al PD o al PdL per "idiosincrasia profonda", la inclusione dei medesimi partiti nella coalizione farebbe perdere probabilmente lo stesso ammontare di voti, se non superiore, per la idiosincrasia opposta. Si capisce quindi l'impegno dei due leader per attivare antidoti dissuasivi sui due fronti.

Il vintage arriva anche in politica

Rimangono poi da segnalare almeno due partiti a sinistra della sinistra radicale (Partito Comunista del Lavoratori e Sinistra Critica) e diversi altri raggruppamenti che sono dati dai sondaggi sotto all'1%. Nel caso dei due ulteriori partiti "comunisti" vintage (siamo arrivati così a 4) non si può non notare la ricerca strenua di differenziazione, anche contro l'evidenza e la convenienza immediata.

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