giovedì 20 marzo 2008

Idea! Digitalizziamo la PA

"Dove li trovate gli 80 miliardi di Euro necessari per il vostro programma elettorale?" hanno chiesto a Berlusconi "Semplice. Un grande programma di digitalizzazione della pubblica amministrazione, e poi con un recupero della elusione ed evasione fiscale". Grande idea, soprattutto originale, non ci ha mai pensato nessuno.

Della digitalizzazione, o automazione, o smaterializzazione, o dematerializzazione, me ne occupo da un po'. Eravamo a metà degli anni '80 ed ero entrato in una multinazionale americana dell'informatica. Un punto di forza erano le soluzioni di office automation, l'obiettivo di cui parlavamo sempre ai nostri clienti era il paperless office. Sembrava che nel giro di pochi anni la carta sarebbe sparita dagli uffici, completamente digitalizzati. Invece una dozzina di anni dopo quella società, che all'epoca era la n.2 del mondo, una gigantesca corporation con oltre 120 mila dipendenti, 2 mila in Italia, è stata assorbita dalla HP, che, ironia della sorte, era diventata grande vendendo stampanti.

L'informatica era entrata in forze negli uffici ma non aveva affatto scacciato la carta, anzi.

Ma la digitalizzazione dei documenti, la loro dematerializzazione, è cosa buona e giusta e si sono impegnati in tal senso, in modo bipartisan, il ministro Stanca e il ministro Nicolais, e ancor prima Bassanini e molti altri.

Solo che non è un sistema per risparmiare costi diretti, come ripetono gli esperti del settore. E' un sistema per aumentare l'efficienza e la trasparenza, le informazioni una volta trasferite in formato digitale sono accessibili, circolari, finalmente a disposizione dei cittadini, ma soprattutto del back office della PA, a chi deve realizzare i servizi che vengono richiesti ai front office sul territorio. Solo che, se le informazioni vengono passate in formato digitale senza trattarle, senza inserire delle chiavi di ricerca sono perfettamente inutili, come un dizionario dove le voci non sono in ordine alfabetico.

Inserire le chiavi e normalizzare le informazioni E' la digitalizzazione, ma  costa e anche parecchio, e spesso non ne vale neanche la pena, dipende da quante volte sono necessarie, sono ricercate le informazioni.

Indirizzare le informazioni e' la forza di Google, quando ha iniziato indirizzava meno del 20% delle pagine sulla rete, ora è arrivato a indirizzare anche le immagini. Provate a digitare "flowers" in ricerca immagini e poi pensate a come fa il motore di ricerca a collegare le immagini al significato.

In sintesi la digitalizzazione non consente alcun risparmio, né di spazi né di forza lavoro, oltre a incontrare la strenua e irriducibile resistenza di legioni di impiegati pubblici e privati (e richiedere quindi tempi molto lunghi, come hanno verificato i suddetti Stanca e Nicolais e la sottosegretaria Magnolfi). Ci si arriverà progressivamente, e ne avremo tutti i vantaggi del caso, ma non si troveranno lì le risorse per finanziare i tagli delle tasse, il ponte sullo stretto di Messina e le centrali nucleari.

Berlusconi cita la digitalizzazione della PA come il classico argomento ad effetto, il latinorum del 2000, parole difficili e dal significato vago o ignoto ai più per alzare un po' di fumo e non rispondere nulla.
 

3 commenti:

  1. Ciao Alberto.

    Ved che coincidenza, mi sono occupata in amministrazione più o meno degli stessi temi...

    Credo che sia giunto il tempo che io e te ci si veda e si parli per più tempo di un mucchio di cose che ci accomunano.

    P.S. la candidata del municipio a Monti è Marida Monaco: credo sarebbe assai saggio eleggerla.

    Baci baci

    Eli

    RispondiElimina
  2. Digitalizzare, Informatizzare. Ma se poi la gentaglia che deve usare queste tecnologie non è nemmeno in grado di mandare una mail a che serve? Soldi sprecati. Meglio istruire le persone e poi dar loro gli strumenti adatti.

    RispondiElimina
  3. Per EdgarKenneth (a proposito: bel blog, complimenti): conoscendo i dipendenti pubblici la posta elettronica la sanno usare eccome. Magari ci sarebbe da discutere sull'uso che se ne fa. Ma perché chiamarli "gentaglia"? Il problema vero è la chimerica meritocrazia.


    RispondiElimina