martedì 1 aprile 2008

Malpensa


Oltre a tutti gli altri problemi Alitalia si porta (portava) dietro la zavorra dello scalo di Malpensa. Non so quanti siano mai partiti o arrivati a Milano Malpensa, e quindi abbiano un'idea di che zavorra sia. Mi ci portava mio padre quando ero un bambino piccolo (e vivevamo a Novara).


Lui era stato in aviazione durante la guerra e gli aerei lo appassionavano ancora molto. Gli aerei civili, naturalmente, per la funzione che iniziavano ad avere (erano gli anni '60) di porta aperta sul mondo. Infatti se aveva una occasione di viaggiare per lavoro la coglieva sempre. Era una lunga gita, arrivavamo (la Domenica mattina, naturalmente) in quel piccolo aeroporto sperduto in mezzo alla campagna e vicino alle montagne, andavamo sulla terrazza (all'epoca si poteva, bei tempi) e guardavamo gli aerei che partivano e arrivavano. Mio padre ci insegnava i nomi degli aerei e delle compagnie aeree, TWA, PanAm, BOAC, Air France, Sabena, KLM, Lufthansa, Aeroflot (casualmente le prime non ci sono più) e poi le altre esotiche, da paesi lontani, che immaginavamo collegati, quasi vicini, quasi alla portata grazie a quell'elastico rappresentato da quel velivolo, da quel jet (o allora anche turboelica, a volte). Invidiavo con tutte le mie forze quei signori e quelle signore che scendevano e salivano le scalette, e mio padre che ogni tanto partiva anche lui. Non vedevo l'ora di salirci anch'io.

Per l'uso pratico però l'aeroporto di Malpensa era ed è molto meno adatto. Quando all'aeroporto di Roma comunicavano che Linate era chiusa per nebbia e che il volo sarebbe stato operato su Malpensa vedevo i viaggiatori (milanesi) che si disperavano e rinunciavano al volo. Una volta che hanno deviato me ho capito il motivo: l'aeroporto di Milano è a Varese! Va bè che nella pianura padana tutte le città sono abbastanza vicine, ma quel giorno ci ho messo tutta la mattina per arrivare a Milano, all'impegno che avevo, e la sera dovevo tornare.

E tutte le altre volte che ci sono tornato (sempre per caso, voli deviati, scioperi e simili) l'impressione che mi faceva quell'aeroporto non era molto diversa da quella che ricavavo da bambino: una landa desolata, solo molto più tecnologica e molto più grande.

A un certo punto, per motivi misteriosi, ma pare legati in qualche modo alla Lega e al voto del Nord, Malpensa è stata rilanciata, era diventata un hub (mozzo di una ruota, metaforicamente centro, fulcro da cui si dipartono attività, per chi sia interessato al significato di questo termine inglese ripetuto acriticamente), verso quale raggera di attività non era del tutto chiaro. Penso verso le altre località della Padania, da e verso le quali i viaggiatori si sarebbero recati all'hub per poi partire verso ogni angolo del mondo.

Solo che il mozzo della ruota era piuttosto scentrato, vicino a Varese c'è ben poco di interessante per attirare viaggiatori, le montagne della Svizzera, la Valtellina, Como, Milano ... Ma Milano un aeroporto ce l'aveva già, e quasi dentro la città. Così i viaggiatori da Milano o da Pavia o da Lecco o da Lodi trovavano una soluzione molto più semplice per andare a Rio o a New York, prendevano un volo da Linate a Roma e poi salivano su un volo intercontinentale di una tratta molto più battuta e a prezzo molto più basso. Un'ora in più? E che problema c'è con i ritardi che si incontrano nei voli lunghi? A volte è il tempo che si perde ad aspettare i bagagli. I veri viaggiatori sono preparati a questo ed altro.

Se Milano fosse una città turistica Malpensa sarebbe diventata come Stansted per Londra: un aeroporto lontano (in pratica sta ad Oxford) specializzato per i low-cost. Solo che un turista su 10, forse, include nel suo tour italiano Milano (bella o brutta che sia, a me piace come città). Il grosso traffico è commerciale, per lavoro, ma spesso si chiuse in giornata, addirittura in mezza giornata (ricordo riunioni al pomeriggio a Milano). E Linate per questo scopo è l'ideale, casomai è Fiumicino che è un po' lontano.

Non c'è da stupirsi con queste premesse, non difficili da prevedere, che il secondo hub italiano non sia decollato, costituendo l'ennesima zavorra aggiuntiva per schiacciare al suolo l'Alitalia, alla quale ovviamente era stato mollato in gestione. 

Ironia della sorte, è ancora Malpensa a far scendere in campo il cavaliere bianco e le sue cordate italiane. Sono ancora i leghisti che (vai a sapere il perché) vogliono salvare a tutti i costi Malpensa. Penso sia nazionalismo pre-secessionista: nella futura nazione padana, staccata finalmente dall'Italia, non ci sarebbe più un aeroporto internazionale. Deve essere per forza una motivazione come questa: ideologica e immaginaria, per giustificare una ostinazione dimostratasi con ogni evidenza anti economica.

Naturalmente arriva in soccorso tutto il corredo di infrastrutture mancanti: la ferrovia che collega Milano a Malpensa (da fare), la super-autostrada e così via. Pare che chi parla di queste cose non sia mai partito in aereo. La cosa più comoda è arrivare all'aeroporto più vicino e mollare le valigie al check-in, minore è il tragitto e minore e il costo del taxi (che rimane sempre il mezzo più comodo per partire per un viaggio) o si può trovare qualcuno che ci accompagna in auto. I trasbordi da treno, metro, bus sono un tormento quando si è carichi (si nota all'improvviso quante barriere architettoniche esistono) oltre allo stress dei ritardi (che si cumulano) che fanno partire (e arrivare) gli ansiosi un'ora o due prima.

Se le faranno (ne dubito) queste infrastrutture rimarranno, temo, deserte o quasi come Malpensa, monumento (costoso) alla Lega.

Per ora hanno inaugurato un'autostrada da 18 Km (leggo sui giornali di ieri) che però sono un po' meno di quelli necessari per arrivare a Milano.

3 commenti:

  1. Pietose bugie:


    "Malpensa se la caverà qualunque sarà la sorte di Alitalia, perché attira traffico". Così il capogruppo uscente alla Camera della Lega Nord, Roberto Maroni, intervenendo a 'Mattino Cinque', l'indomani l'annuncio del gruppo franco-olandese, Air France-Klm, di ritirare la propria offerta su Alitalia. Per lo scalo milanese "si tratta - aggiunge - di completare le infrastrutture e aprire gli spazi aerei"


    (Roberto Maroni, Da La Repubblica on-line - 22 aprile 2008)


    ... non ci crede neanche lui mentre lo dice. I padani andrebbero in qualsiasi altro aeroporto tranne Malpensa, ad esempio Orio al Serio, vicino a Bergamo.


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  2. Questo blog é pieno di errori...


    Infatti Malpensa é collegata tramite autostrada a Milano e Torino: basta prendere la Milano-Varese e poi seguire le indicazioni per la strada veloce Busto Arsizio-Malpensa, cosi si ci arriva direttamente all'aeroporto in 30 minuti, meglio di cosi... Da Torino basta prendere la Milano-Torino e poi seguire le indicazioni per la strada veloce (che in altri paesi sarebbe definita "autostrada") Boffalora-Malpensa...


    Poi il collegamento ferroviario esiste da anni, basta prendere il Malpensa Express, che parte dal centro di Milano e che raggiunge l'aeroporto in 30 minuti, meglio di cosi...


    Malpensa era l'aeroporto leader in Italia, e tornerà ad esserlo. Basta veder gli ottimi risultati della Lufthansa Italia, e gli ultimi sviluppi per le infrastutture che stanno realizzando... E' solo una questione di tempo...

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  3. Mi pare invece che errori non ce ne siano proprio. Certo che collegamenti ferroviari e stradali per Malpensa ci sono già: vorrei vedere che fosse pure isolata in mezzo alla campagna. Mi riferivo, se leggi bene, ai progetti di treni ancora più veloci e autostrade vere e proprie dei quali si parlava quando ho scritto il post.

    Rimane la mia osservazione che il mezzo più comodo per andare in aeroporto rimane il taxi e che più è corto il tragitto e maggiore è il vantaggio per il potenziale passeggero / cliente. Nel frattempo c'è pure un treno super veloce Roma, Bologna e Firenze e questa è una ulteriore alternativa competitiva, non solo per Malpensa, anche per Linate.

    Malpensa era forse l'aeroporto leader in Italia nei lontani anni '60, quando mi ci portava mio padre (che era stato in aviazione ed era appassionato di aerei) a vedere partire i voli intercontinentali e a insegnare a noi bambini i nomi dei jet e delle compagnie, ma è da quel dì che la leadership l'ha persa ...

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