lunedì 21 aprile 2008

Tu ci credi nei sondaggi?


Perché spendere soldi nei sondaggi se non riescono a prevedere mai la realtà? Neanche in modo approssimato? Ormai in Italia è come dare credito alle lettrici delle carte delle TV locali. Quelle che dicono alla telespettatrice che le ha chiamate in pseudo diretta "Capisco dalla tua voce che tu hai un problema. Sei sposata?" "Sì" "Secondo me il problema riguarda tuo marito" "Sei bravissima Magda, come hai fatto a indovinarlo!?"

Questa volta i sondaggisti sono tutti rinfrancati perché secondo loro ci hanno preso, cioè hanno azzeccato il risultato principale. Senza spendere una lira e senza telefonate, ma utilizzando solo la serie storica delle precedenti elezioni, ero arrivato agli stessi risultati anche io (gli amici possono confermare). Solo che i sondaggi veri non hanno previsto, neanche di sfuggita, neanche come sospetto, i due risultati clamorosi di queste elezioni: l'affermazione della lega e il tracollo (-70%!) della neo-battezzata sinistra radicale. Gli elettori leghisti non hanno il telefono fisso perché odiano il canone Telecom (e quindi non sono sondabili perché hanno solo il telefonino)? Gli elettori della sinistra radicale amano parlare di politica e quindi sono più visibili ai sondaggi (non si rifiutano di rispondere)?

Non si sa, in ogni caso questi flussi elettorali che hanno interessato milioni di persone, con effetti pesanti su tutto il cosiddetto quadro politico sono sfuggiti ai sondaggisti. E anche ai leader. Certamente agli interessati e a Veltroni e Bettini. Ma anche al molto lodato Berlusconi. Molto lodato per il suo fiuto elettorale, in particolare nel dopo elezioni da un Roberto Maroni in versione simil-Fede (ci siamo capiti) che parlava della inutilità dei sondaggi essendoci in Italia un uomo che li indovina sempre come se fosse onnipotente, appunto l'innominato Silvio B.

In realtà entrambi i fenomeni di cui sopra non li prevedeva neanche lui e i suoi sondaggisti di fiducia. Certo aveva previsto che senza la Lega il suo PdL poteva perdere, almeno al Senato. Non ci voleva molto fiuto però, era scontato, anche se la Lega fosse rimasta al 5% o nei dintorni.

Riguardo agli exit-poll è incomprensibile il motivo per cui si facciano ancora, anche questa volta erano totalmente sbagliati. Certo allargando sempre di più la forchetta il risultato in qualche modo si coglie. La prossima volta daranno le previsioni + o - il 10%. E' come ingrandire sempre di più il bersaglio e avvicinarlo a pochi metri. Anche un miope senza occhiali riuscirebbe a fare qualche punto con il tiro con l'arco. Qui invece la motivazione è che gli elettori del centro destra mentono. Sono dispettosi. Sono malfidati, pensano che in qualche modo si venga a sapere come votano. E il voto è segreto, come noto, in modo particolare per chi (evidentemente) se ne vergogna un po'. Eppure avranno applicato un fattore correttivo. Ma quanto mentono?

Io, senza pretendere di essere un esperto di statistiche e meno che mai di sondaggi, a questo punto abbandonerei le domande dirette del tipo "lei per chi pensa di votare?" per domande tangenziali del tipo "che acqua minerale usa?", "che macchina comprerebbe entro un budget massimo di 40 mila Euro?" "quand'è l'ultima volta che è andato all'estero?"  "lei ha mai sentito nominare un  certo giornalista di nome Panebianco?" "ha mai letto un suo articolo in vita sua?" "che tipo di zucchero usa?" e così via.
I risultati che si otterrerebbero sarebbero più attendibili, ne sono certo.

1 commento:

  1. Concordo su tutto.

    Aboliamo i sondaggi e gli exit poll.

    Tra l'altro ho sentito dire che nel loft (o accanto...insomma: al partito) c'è un compagno dipendente -e quindi già stipendiato per normali e consuete mansioni- che è bravissimo e "ci piglia": ma noi PAGHIAMO un sondaggista ESTERNO CHE NON CI PRENDE MAI. Perchè lo facciamo? Visto che anche io contribuisco, con pagamenti tessera e altre contribuzioni, al bilancio del nostro partito, vorrei proprio sapere perchè non licenziamo sto sondaggista esterno.

    Baci baci

    Eli

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