martedì 29 aprile 2008

Una settimana di follia

Questo blog ha come linea guida la celebra massima di Gramsci "il presente comprende tutto il passato", che non si è dimostrata mai così vera come in questi giorni. Come ricordava anche Padellaro in un articolo di qualche giorno fa, le premesse per la situazione attuale c'erano già tutte in quella settimana di due anni fa, dal 3 al 7 aprile 2006, nella quale l'Unione ha perso un vantaggio stimato in 8 punti (oltre 3 milioni di voti), stimato peraltro non dai sondaggi, ma dalle elezioni di tutti gli anni precedenti.

Una settimana che era iniziata con il secondo confronto Prodi - Berlusconi. Nel quale Berlusconi avrebbe parlato per ultimo. Molti (io tra questi) temevano un colpo finale, una scorrettezza, sapendo che l'uomo applica il sistema "con ogni mezzo lecito" (o meglio, non esplicitamente vietato).

Primo: avere sempre l'ultima parola

Ad esempio in questo caso: il vantaggio dell'ultima parola è stato ottenuto con destrezza. Il sorteggio aveva assegnato l'ultima parola nel primo confronto a Berlusconi, e quindi nel secondo a Prodi. Nel primo confronto, moderato da Clemente Mimun, quindi uno stipendiato del "cavaliere" (anche se allora lo pagava da RAI), il suddetto giornalista si era sbagliato e aveva fatto la prima domanda a Berlusconi. Così sarebbe toccato chiudere a Prodi, ma nella seconda volta (quella che contava di più) sarebbe toccato al suo padrone. E' chiaro che la mossa era concordata, ma Prodi non ha potuto che fare il cavaliere (vero) ed accettare lo scambio. Se avesse protestato sarebbe apparso antipatico e timoroso.

L'odiata ICI sarà abbattuta

L'ultima parola l'ha usata, come sappiamo, per sparare la mossa più efficace della sua campagna, l'abolizione dell'ICI sulla prima casa. Me lo ricordo bene, perché mi è passato un brivido lungo la schiena quando ho sentito il capo del CD che diceva, con sorriso da venditore, rivolto ai suoi elettori (e anche a quelli del CS pronti a passare con lui, e anche al popolo delle schede bianche), scandendo bene le parole: "avete capito bene, aboliremo l'ICI sulla prima casa".

Un  brivido, perché riconoscevo subito l'efficacia estrema del messaggio, amplificata dalla posizione nel programma, nel momento di massima attenzione, e senza possibilità di confronto, e quindi di poter essere annegata e confusa in discussioni e contro deduzioni.

Una mossa scorretta al massimo, alla quale Prodi non ha tentato neanche di rispondere o di abbozzare una protesta, ricordo una mesta e quasi rassegnata stretta di mano. Io non gli avrei neanche stretto la mano, me ne sarei andato. E lui, a ruoli invertiti, non sarebbe stato certo zitto, sarebbe saltato in piedi come una molla. Ma sarebbe stato anche necessario inventare una contro mossa immediata nei pochi giorni successivi, una risposta, una diversione.

Invece abbiamo sentito soltanto dichiarazioni dei vari leader che sostenevano che l'operazione era impossibile, che avrebbe messo sul lastrico i comuni. tanto impossibile che due anni dopo l'ha fatta il CS questa operazione, ma nella realtà, nella finanziaria 2008, non in televisione.

Sarebbe stato più semplice e meno deleterio dire semplicemente "ottima idea, lo faremo anche noi".
Ma evidentemente si sottovalutava la pericolosità della mossa.

Chi tocca la casa si fa del male

Non bastava però, un'altra palla alzata la forniva direttamente il programma dell'Unione: l'abolizione della tassa di successione. Ovviamente il nostro si è lanciato anche su questo punto. Bisogna ammettere che, pur essendo un miliardario, conosce meglio la realtà minuta di molti politici del CS che pure dovrebbero avere più a che fare con queste cose. E ha notato che, con l'aumento molto rapido dei prezzi delle case, qualunque persona avanti con gli anni si trova con un patrimonio da dare in eredità di diverse centinaia di migliaia di Euro, anche più di un milione in alcuni casi, pur essendo magari una persona di reddito medio. D'altra parte quasi l'80% delle case sono di proprietà, in Italia.

Quindi l'80% delle persone o giù di lì si trovava potenzialmente esposta ad una tassa che un tempo interessava ben pochi ricchi.

Quindi, attacco frontale anche su questa tassa, particolarmente amata dalla ideologia sin dai tempi dei laburisti inglesi del dopoguerra, perché punta a equiparare i punti di partenza dei cittadini, quindi è orientata alla giustizia sociale. In teoria, perché in pratica dai tempi dei tempi chi ha un patrimonio consistente usa mille sistemi per eludere la suddetta tassa.

Qui abbiamo assistito al balletto più surreale, con  vari partiti e leader dell'Unione in ordine sparso impegnati a perdere qualche centinaio di migliaio di voti al giorno.  Ricordo Fini a Ballarò il giovedì prima del voto (mi pare) che chiedeva ossessivamente a Rutelli e Fassino "ma qual è questo limite?", perché difatti l'unica risposta balbettata dai vari leader era che ci sarebbe stato comunque un limite di esenzione "molto alto". Sì ma quanto alto? chiedevano Lucia Annunziata e tutti gli altri giornalisti, e Bertinotti non ricordo dove che rispondeva incauto (o ignaro dei prezzi delle case) 350 mila Euro, suscitando prevedibili incredule proteste. Poi Rutelli correggeva in "patrimoni di molti milioni", ma queste voci dissonanti preoccupavano gli interessati, la dissonanza rendeva poco credibile la promessa o l'impegno, forse il primo si era lasciato scappare la verità, pensavano.

Agire prima che sia troppo tardi

E quindi succedeva l'incredibile, in quella stessa settimana, centinaia, forse migliaia di donazioni all"ultimo momento" per sfruttare ancora la esenzione piena. Persone anziane che donavano la casa o la nuda proprietà a figli e nipoti per non pagare poi la tassa di successione. E che però pagavano fior di migliaia di Euro ai notai. U altro interessante sensore di quanto il paese fosse sensibile a questo punto, e quanto possano essere sprovveduti gli italiani (e saremmo il paese dei furbi). Pensavano evidentemente che una promessa nel programma elettorale sarebbe diventata legge il giorno dopo le elezioni ...

La prova

A questo punto ci saremmo aspettati una nota ufficiale, una voce unica (quella di Prodi) che dava i limiti della legge, ma nulla da fare, e quindi Berlusconi ha tirato fuori il suo terzo asso: la donazione nella famiglia Prodi. Grazie a insider nel ministero delle finanze che avevano accesso all'Anagrafe tributaria (ci ho lavorato, non è necessario coinvolgere il ministro, centinaia di persone hanno accesso ai dati per lavoro, la individuazione univoca della interrogazione non è sempre certa e inequivocabile, ma Prodi è stato troppo gentleman a non ordinare una inchiesta interna) è stata estratta questa informazione che è stata subito lanciata sul "mercato" con il massimo clamore.

Il messaggio per i suddetti italiani già preoccupati e malfidati era chiarissimo: "vedete? questa è la prova che vogliono tassare le vostre sudate case e patrimoni; infatti il loro capo si è affrettato a sistemare i suoi conti prima delle elezioni". Elezioni che quindi venivano drammatizzate come un momento di rottura tra due epoche, un evento senza ritorno.

Hanno organizzato catene di Sant'Antonio di SMS che dicevano così:

Da: +393xxxxxxxxx PRODI TASSA GLI ALTRI PERCHE  LUI HA GIA DONATO:

ATTO 16 /5/2003 rep. 94916 fasc. 21915 NOTAIO  VICO. UNITAMENTE ALLA MOGLIE FRANZONI FLAVIA HA DONATO AI FIGLI GIORGIO E ANTONIO € 870.000,00  A TASSE ZERO.

PASSA QUESTO SMS A PIU CHE PUOI ENTRO DOMENICA P. V .


(SMS ricevuto il 7 aprile 2006 sera da conoscenti della CdL)

Anche qui, anche dopo questo ulteriore colpo basso, nessuna risposta univoca, nessuna smentita. Rifondazione voleva a tutti i costi mantenere questa "tassa giusta", quindi non si poteva neanche qui fare la cosa più semplice, dire "abbiamo fatto meglio i conti, è una tassa che dà meno soldi di quanto costa per raccoglierli, lasciamo perdere e lasciamo la legge così com'è", firmato da tutti i leader, davanti a un notaio.

Rimaneva un'altra tassa collegata alla casa

Restava un quarto asso a Silvio B., e l'ha giocato proprio venerdì 7 aprile, la mattina a Radio Anch'Io, l'abolizione della TARSU, la tassa sui rifiuti. Chiaramente i leader del CS ci hanno ironizzato sopra, con battute del tipo "se la campagna elettorale dura un'altra settimana non rimane più neanche una tassa", hanno scrollato le spalle, insomma.

Eppure anche qui Silvio (o i suoi ottimi e ignoti collaboratori) ha mostrato una conoscenza della realtà e del suo target ben superiore a loro. Io abito vicino a Via dei Normanni, dove per anni ha avuto sede la esattoria comunale, e dove di conseguenza molti romani andavano di persona a pagare questa tassa, e a protestare per errori o eccessi. Ne incontravo spesso che mi chiedevano la strada, erano quasi sempre persone anziane, tra il disperato e l'arrabbiato spinto (la parola sarebbe un'altra) alle prese con una tassa che, chissà perché, ritenevano sommamente ingiusta.

E' una tassa di scopo, ha una destinazione evidente, è in realtà una tariffa, costa intrno ai 100 Euro all'anno per una casa media, si può dichiarare qualsiasi estensione dell'appartamento (è il parametro) perché i vari sistemi informatici non sono collegati (e neanche aggiornati), ma per qualche misterioso motivo è considerata un balzello odioso e ingiusto. Probabilmente perché si può confrontare il servizio reso, che non sempre è impeccabile. O perché non è diluita nel tempo. O perché è piena di regole ottocentesche che impegnano i suddetti vecchietti in lunghe diatribe con l'amministrazione nemica.

Sta di fatto che anche questa mossa, rivolta palesemente alle persone anziane a basso reddito, ha avuto il suo peso ed è stata ingiustamente sottovalutata dal CS. Un peso comunque inferiore, tanto che quest'anno non l'ha ritirata fuori (a meno che se ne sia dimenticato, ma è più probabile che abbia deciso di puntare su poche cose di sicuro effetto).

Epilogo

Risultato di tutto questo balbettio proprio nella settimana decisiva è stata l'erosione quasi totale del vantaggio accumulato in quattro fruttuosi anni di efficace opposizione. E il passaggio in svantaggio al Senato, dove sono prevalenti gli elettori anziani (guarda caso). E in realtà negli ultimi sondaggi, quelli non pubblicabili, a quanto ne so, il famoso vantaggio era ridotto a meno del 2%, quindi il risultato di quasi pareggio non era certo imprevedibile.

E' stato però così clamoroso il calo che molti hanno ipotizzato i famosi brogli, anche per le numerose incongruenze nel giorno del conteggio dei voti. Anche io confesso di essere stato affascinato dalla ipotesi, ho comprato subito il libro anonimo di "Agente italiano" (che pare sia in realtà il sondaggista Crespi) e poi il DVD di Deaglio con Diario.

L'analisi approfondita che ho fatto mi ha portato però a escludere i brogli e a trovare spiegazioni sia per il recupero del CD, sia per il crollo della bianche e sia per la difformità tra Camera e Senato. Una settimana di follia, che non derivava però, purtroppo per il CS, solo da una gestione maldestra o disattenta, ma anche dalla incapacità di comunicazione che avrebbe minato anche in seguito il cammino del governo Prodi.

1 commento:

  1. quello che trovo sempre e comunque desolante è che :

    a) ormai il nemico o il principale ecc ecc ce lo abbiamo davanti da vent'anni

    b) ancora non si riesce a partorire uno straccio di strategia per batterlo

    c) concordo con corrado su dimissioni in toto dell'attuale intellighenzia del cs

    d) sono stufa di intelligenti strateghi (si proprio d'alema) che manda avanti gli altri (si proprio veltroni) facendo applicare a loro le sue strategie per poi criticarli e attaccarli un'ora dopo che hanno perso.

    cc

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