giovedì 15 maggio 2008

Conti elettorali

Ho aspettato a commentare i risultati delle elezioni (salvo alcuni aspetti laterali) per sentire prima i commenti di illustri politologi e meno illustri  (ma magari più acuti) amici.

Ho letto e ascoltato i commenti di Curzio Maltese, di Eugenio Scalfari, di Giuliano Ferrara e anche di Belpietro, quelli di Travaglio e quelli di Gad Lerner. Ho letto anche quelli di chi aveva capito tutto (Leftwing). Devo confessare che nessuna delle spiegazioni mi convince. Di solito iniziano con "Gli italiani ..." o "Il popolo del centro sinistra ..." e quindi tentano una sintesi, operazione decisamente ardita in una nazione particolarmente frammentata come la nostra. Poi però passano ad ingrandire un elemento, una delle tante possibili spiegazioni e motivazioni, sino a farlo diventare elemento generale (e sostegno alla loro tesi).

Proviamo invece a partire dai numeri, da tutti i numeri, in particolare dai voti effettivamente espressi, e a circoscrivere l'analisi verso un elemento concreto, piuttosto che ai sentimenti degli italiani (che, come noto, cambiano rapidamente e continuamente): l'effetto sulle elezioni dei prossimi 5 anni.

elezioni-2008-sintesiNella tabella Excel che allego (cliccare a lato) sono sintetizzati i risultati (tutti presi dal sito del Ministero dell'Interno) raggruppati per schieramento degli elettori e coalizioni, e confrontati con il voto di (soli) due anni prima. Il confronto non è basato solo sulle percentuali ma sui voti assoluti, sulle persone reali che hanno espresso un voto, che è la chiave di lettura sempre più efficace e istruttiva a mio parere (le percentuali si prestano a 

La semplice osservazione dei numeri consente di  trarre alcune prime considerazioni oggettive:

1 La coalizione di Berlusconi non ha raggiunto la maggioranza assoluta né alla Camera né al Senato
Si è posizionata intorno al 47% (46,8% Camera, 47,2% Senato)
La vittoria deriva quindi unicamente dal sistema elettorale con premio di maggioranza relativa
Con altri sistemi (ad esempio la "legge truffa" di De Gasperi) il premio non sarebbe scattato
Lo stesso sarebbe avvenuto, ovviamente, in caso di prevalenza del PD
2 La differenza nel voto tra Camera e Senato è stata minima.
Differenza PD-PdL Camera/Senato 9,27-9,31%
L'elettorato giovane (<25) ha votato in modo allineato alle altre classi di età, a differenza di quanto era avvenuto nel 2006
3 Il perimetro del centro destra (ex CdL) e centro sinistra (ex Unione) è variato in modo sensibile
+5% per il PdL
In valori assoluti (numero votanti) la variazione è stata difforme:
Il perimetro del CD ha acquisito circa 1 milione di voti in più
Il perimetro del CS ha perso un numero quasi triplo di voti 
2,6 (Senato) e 3,4 (Camera) milioni di voti
Gli elettori mancanti si sono orientati verso l'astensione, lo schieramento avverso, i partiti minori (18-19 liste)
4 I voti persi dal perimetro dell'Unione sono per l'80% nell'area della "sinistra radicale"
Camera 2006 10,2%, Camera 2008 3,2%
In termini assoluti sono 2,7 milioni alla Camera sui 3,4 persi in totale
5 Le schede bianche sono rimaste assolutamente costanti rispetto alle precedenti elezioni
Vengono quindi definitivamente smentite le ipotesi di brogli 2006 legate a questo indizio


(Dal sito del Ministero si possono anche controllare i dati del voto estero, che anche quest'anno non sono ancora definitivi (e penso che mai lo saranno): mancano all'appello ancora 10 sezioni elettorali. Ricorderete che nel 2006 ne mancavano 6, la legislatura nel frattempo è finita e così anche il problema. Meno male che quest'anno il risultato non era in bilico. Ma non capisco perché non si metta mano a questo meccanismo folle.)Prime (ovvie) considerazioni
1) lo spostamento a destra dell'elettorato effettivamente c'è stato, ma non è stato di quelle dimensioni enormi che sono enfatizzate (per scopi opposti) dal PdL e dall'area di Leftwing;

2) lo spostamento a destra è andato praticamente tutto ad una destra un po' particolare, la Lega

3) il calo del centro sinistra è circoscritto nell'area della sinistra arcobaleno, 7 elettori ogni 10 di questo settore (forse anche 8, considerando il bacino potenziale di Sinistra democratica) non hanno confermato il voto di due anni prima

4) dove siano andati questi voti è chiaro (in parte al PD, in parte nel non voto, in parte alla sinistra radicale-radicale, in parte alla Lega), in quale proporzione per ciascuna non è noto, e non è neanche costante da regione e regione, e questa è l'analisi principale che rimane da fare 


5) ai fini di un recupero del centro sinistra nelle prossime elezioni (che sono le europee, un tipo di competizione difficile da gestire) dovrebbe essere valutata anche la reversibilità di questi flussi

6) che a mio parere è piuttosto alta in tutte le direzioni, e molto dipendente dalla offerta elettorale.


7) la semplice applicazione delle soglie su un numero di schieramenti superiore a due ha prodotto la nascita di un sistema orientato al
bipartitismo, proprio quando sembrava che si stesse tornando dal bipolarismo al proporzionale con coalizioni di partiti post-elezioni


8) anche la irreversibilità o meno di questo approdo è da verificare e approfondire; è evidente che se i du
e partiti maggiori si accorderanno per confermare questo indirizzo la cosa avrà influenza su tutte le porssime elezioni intermedie, adiniziare dalle europee (che saranno il banco di prova anche di questa ipotesi di accordo).

Per ora mi fermo qui, in attesa di altri elementi di analisi. Magari proverò ad approfondire prima il pessimismo cosmico di sinistra e l'ottimismo aziendale di destra, in una parola, lo spirito del '94.

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