venerdì 16 maggio 2008

La parola zingaro

Non è una brutta parola. Altre parole, per altri popoli e altre etnie, vengono usate in senso spregiativo, come la parola negro. O addirittura come un insulto, come, a volte, la parola ebreo. I nomi di altri popoli sono usati in modo poco rispettoso, "portoghesi", "lavavetri polacchi", "cose turche", non parliamo poi dei "marochein" della mia terra di origine. Persino la parola "americano" è usata spesso per indicare abitudini e mode assurde e vagamente stupide, come giocare a ping-pong "all'americana".

Non sono pochi gli italiani che amano definirsi "zingaro". O che usano questo soprannome. E' un sinonimo di "libero". "Che colpa ne ho, se il cuore è uno zingaro e va, e va", cantava Nicola Di Bari. E Claudio Lolli rispondeva "Ho visto anche degli zingari felici". Le sigarette per veri fumatori si chiamano "Gitanes", e si fumano anche senza filtro. E quanti camionisti nella rete CB usano il soprannome "zingaro"? E quanti ultras del calcio?

Quando si passa dal singolare al plurale le cose cambiano e gli zingari perdono ogni connotazione positiva. Quando escono dalle foto di Josef Koudelka o dalle musiche di Goran Bregovic o dai film di Emir Kusturica e si materializzano in un campo nomadi vicino alla zona periferica dove faticosamente abbiamo comprato la nostra casa, svanisce ogni caratteristica simbolica di popolo libero da ogni costrizione. Per diventare il problema numero uno dell'intero popolo italiano. O almeno del 75% degli intervistati nei recenti sondaggi. Che saranno sballati come al solito nella raccolta dei dati, ma temo che segnalino, questa volta, una deviazione reale.

Gli zingari (i raffinati li chiamano rom o sinti e conoscono le differenze tra le varie etnie, ma la gente comune li riconosce per strada lo stesso e per semplicità li chiama così) non lavorano, non hanno fissa dimora, rubano, vivono di accattonaggio e così via. Gli amici degli zingari negano e portano esempi positivi, ma temo che nelle accuse ci sia un fondo di verità. E che dipenda dal fatto che ben difficilmente qualcuno assuma una colf o una badante di etnia zingara, o un custode notturno rom. Sarà cominciata prima la pratica della illegalità o il pregiudizio? Non lo sappiamo, si perde nella notte dei tempi, ma ora è così. Certo, ci sono anche gli zingari stanziali, che lavorano, che vivono di solito di commercio. Ma non sono questi che preoccupano gli italiani, almeno, non più di qualsiasi altro gruppo di extra comunitari. Sono i nomadi veri e propri, quelli delle roulotte, dei campi, dei bambini mandati in giro a fare accattonaggio e tutto il resto che conosciamo a memoria.

Già queste prime e quasi ovvie considerazioni potrebbero sembrare, a quel 75% di italiani di cui sopra (tra cui a occhio e croce è compreso anche il 50% degli elettori di sinistra) tentativi di giustificare e ragionare. Facile che qualcuno che si imbattesse in questo post mi interpreterebbe ugualmente come "difensore degli zingari" e mi augurerebbe simpaticamente ripensamenti a suon di furti e borseggiamenti da parte dei suddetti zingari.

Ma io invece non nego affatto che gli zingari e i campi rappresentino un problema e una fonte di fastidi e molestie per il quartiere circostante o per una intera città.

Ma la domanda vera è: ma è questo il problema n.1?

(Avvertenza: il resto del post non è politically correct.)

Permettetemi un paragone decisamente poco politically correct. E' un problema che mi ricorda l'inquinamento dell'aria. Un problema di concentrazione. Se le polveri sottili che si posano nel centro di Roma o di Milano fossero distribuite equamente in tutta l'area metropolitana non darebbero alcun fastidio, non provocherebbero alcun danno. Il problema è quando si concentrano in una strada stretta dove le auto e tutto il resto va a passo d'uomo, e la trasformano in una camera a gas. Gli zingari nomadi sono pochi, pochissimi, rispetto alla popolazione italiana, 130 mila sentivo oggi. Possono essere un problema solo in elevata concentrazione, ma possono costituire una elevata concentrazione solo in poche zone.

Distribuire il traffico di una città in modo uniforme (o ridurlo), lo sappiamo, non è impresa facile. Distribuire queste popolazioni ostinatamente nomadi (e libere, vedi inizio post) in modo più uniforme sarebbe una impresa molto più facile. Un semplice esercizio di buona gestione, di integrazione per gradi. Sfruttando anche le due principali istituzioni che si occupano di integrazione dei nomadi, la scuola e la chiesa, che vengono anch'esse rifiutate spesso e volentieri (la prima specialmente) ma che, con tempo e pazienza, progressivamente diminuirebbero ancora di più la concentrazione. Era quello che si faceva, con alterni risultati, nel Comune di Roma fino all'arrivo di Alemanno (che gli zingari li deve proprio ringraziare, praticamente lo hanno miracolato, sarebbe giusto che andasse al Divino Amore, possibilmente a piedi, e accendesse un cero nella loro cappelletta).

Il problema è la soglia di sopportazione degli italiani, che sembra diventata talmente bassa da rendere impossibile ogni gestione del fenomeno. Come succede all'organismo di alcune persone quando sono attaccate da batteri e tossine e il loro sistema immunitario reagisce in modo parossistico, mettendo a repentaglio la vita stessa che dovrebbe proteggere. E' lo shock anafilattico. Se una vespa mi punge mi provoca dolore e un bel brufolo, ma una persona allergica può avere guai seri.

Ecco, l'Italia di questi giorni mi sembra in pieno shock anafilattico. Ha subito una puntura (neanche reale, virtuale, televisiva), la materializzazione della mitica "zingarella che rapisce la bambina" (dò per scontato che sia vero, non sono un negazionista a priori) ed è in piena reazione parossistica, rossa e gonfia come il suddetto punturato da vespa selvatica.

La qualità e la voglia di futuro di un paese si riconosce però dalla sua maturità, dalla capacità di gestire con equlbrio e in modo razionale i problemi, anche quelli complessi, non necessariamente negandoli o dando giustificazioni sociologiche, ma magari provando a risolverli (che banalità, eh?).

Ma d'altra parte, se proprio dalla testa, dal Ministero dell'Interno, arriva il buon esempio, perché stupirsi dello scarso equilibrio degli italiani? Primo atto, un commissariato ai Rom, non al contrasto della camorra e al recupero del territorio (dopo tutto quel che si è detto da Gomorra in poi) o ad affrontare il problema della ndrangheta in Calabria, non parliamo neanche della mafia, non ad occuparsi in modo serio dei furti in ville e comprensori che "allietano" la Padania o i nuovi quartieri che circondano Roma. Si parte dai rom. Il capro espiatorio perfetto.

Vorrei proprio avere una società di sondaggi per fare io le domande sulle priorità, e divertirmi a chiedere, ai genitori di figli ventenni, ai loro figli, ai cinquantenni con meno di 30 anni di contributi, a chi ha a che fare con il sistema sanitario, a chi viaggia, a chi ha figli piccoli (si può continuare per 100 o 200 domande)
  • è più importante il problema degli zingari o garantire un lavoro stabile e giustamente retribuito per tuo figlio?
  • è più importante il problema degli zingari o un sistema di garanzie per tuo padre che sta perdendo il lavoro?
  • è più importante il problema degli zingari o un ospedale nel quale le analisi e le visite si possono prenotare con solo qualche giorno di anticipo?
  • è più importante il problema degli zingari o treni per i pendolari che arrivano in orario e non sono ridotti in stato pietoso?
  • è più importante il problema degli zingari o una gestione del traffico che consenta di non passare più ore in macchina che al lavoro
  • è più importante il problema degli zingari o poter trovare una casa senza fare un mutuo che indebita tre generazioni?
  • è più importante il problema degli zingari o avere un sistema scolastico che prepara delle persone che il mondo del lavoro aspetta e non rifiuta?
  • è più importante il problema degli zingari o l'aria e l'acqua e il cibo non inquinati per noi e per i nostri figli?
(Le foto che illustrano il post sono le prime che Google fornisce nella ricerca per immagini usando come chiavi le parole "zingaro","rom" e "zingari", la prima delle tre, provare per credere, non restituice praticamente alcuna immagine di zingari, l'ultima della serie, ad esempio, è la locandina del film "Johnny lo zingaro"; le foto sono ovviamente del tutto indipendenti e scollegate dal testo e non hanno attinenza con quanto esposto in esso)

7 commenti:

  1. sei partito bene analizzando con logica il problema, poi hai preso la tangenziale e sei andato fuori zona. Come vuoi paragonare il problema di migliaia di criminali stranieri (non ho detto nè zingati, nè rumeni, così t'ho fregato) lasciati entrare, vivere e bivaccare grazie all'allegria delle nostre frontiere e a quello stupido e ottuso perbenismo per cui la sinistra italiana ha deciso di accollarsi tutti i problemi del mondo e di metterli davanti a quelli nostri, dicevo, come vuoi paragonare questo con la regolamentazione del mercato del lavoro, della sanità, del sistema scolastico...


    oggi sono stati arrestati 400 criminali. Il problema è, perchè sono stati arrestati SOLO oggi?


    a chi giovano tutti questi accampamenti? a chi pagano le tasse queste persone per sfruttare le nostre infrastrutture?

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  2. Invece li voglio proprio paragonare, prova a rispondere con sincerità a qualcuna delle domande.

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  3. ma quanti sono questi furti questi stupri? ma quante sono queste bambine rapite in Italia? ci sono statistiche che dimostrino che negli ultimi anni tutta questa delinquenza è aumentata a dismisura?

    cc

    p.s. mi sono permessa di citarti su pdobama non volermene ma il tuo post è troppo bello

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  4. perche' non inserire come paragone anche la fame nel mondo e la fine di tutte le guerre?


    questo e' un problema circoscritto e circostanziato che si può risolvere semplicemente garantendo il rispetto delle leggi che già esistono. Se qualcuno s'è deciso a farle rispettare non vedo qual'è il problema.


    Il problema, ripeto, è perchè fino a un mese fa molte delle norme del nostro ordinamento giuridico dovevano essere messe sotto i piedi per determinate categorie di persone.

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  5. Perché la fame del mondo o la fine di tutte le guerre non sono gestiti dal nostro governo o dalle nostre amministrazioni, mentre tutti gli esempi che ho fatto riguardano unicamente la buona amministrazione.

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  6. Con la premessa che mi fa schifo vivere con una classe dirigente che immagina un "commissariato ai rom" (cioè: non ad un reato, il furto o la truffa, ma ad una popolazione. La "questione rom"...poi dice com'è che i tedeschi dopo la guerra erano stupiti...i campi, sì, boh, chi se ne accorto, gli ebrei sparivano, sì, boh), mi chiedevo: ma i nomadi non ci sono solo in italia. In Francia, Spagna e germania come fanno?

    (lo sto chiedendo seriamente: non lo so. E sarei curiosa di saperlo)

    Eli

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  7. Eli: l'unica cosa che so per sicuro è che non è il problema n.1 in nessuna altra parte d'Europa, paese o città che sia. Rom ce ne sono anche in Germania, Spagna, Ungheria e così via e vengono gestiti sicuramente come si fa nei paesi civili, con un mix di controllo e progressiva integrazione. Più o meno come si tentava di fare in Italia, prima di questo impazzimento mediatico (pilotato).

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