venerdì 11 luglio 2008

Con certi amici ...

... non hai neanche bisogno dei nemici. Questo avrà pensato Veltroni durante la manifestazione dell'IDV (+ segmenti del PD) a Piazza Navona. ma questo ha concluso alla fine anche l'organizzatore Di Pietro, che incautamente ha invitato Beppe Grillo e Sabina Guzzanti ad una manifestazione chiamata "no-Cav" e che quindi, almeno nelle intenzioni e nel nome, doveva essere diretta contro il cav. Berlusconi.

Ho letto le raffinate analisi di Curzio Maltese di oggi sulla differenza tra show business e political affairs, ho sentito le critiche più che altro infastidite della "stampa borghese" (Radio 24).

Ma vorrei fare considerazioni molto più pragmatiche, orientate a capire l'efficacia di questo tipo di opposizione. Lo spunto me l'ha dato uno dei miei cugini, che segue con passione Grillo e lo accredita di essere un esempio di opposizione decisa, mentre un altro mio cugino confermava la esigenza di questo approccio diretto e senza riguardi.

Sceglietevi gli amici con più curaPrima però occorre ragionare sul Di Pietro scippato della sua manifestazione, e che si precipita a cercare (inutilmente) di riprenderne il controllo. Non è chiaro il motivo della sua sorpresa.

Beppe Grillo negli ultimi due anni ha attaccato solo e soltanto il centro sinistra, ha definito con ben poca eleganza il governo Prodi come governo Parkinson, ha sollevato ondate di rabbia contro la già di suo traballante compagine dell'Unione, ondate che hanno spostato verso il non voto frotte di elettori, fino a provocare la espulsione dal parlamento della "sinistra radicale" (altro che Veltroni "santo subito"). Certo per dare un colpo al cerchio e uno alla botte definiva ogni tanto Berlusconi "lo psiconano". Ora, la notazione sulla complessione fisica non certo da giocatore di basket è del tutto irrilevante, può anche essere alto solo un metro e 68, altezza insufficiente per entrare nei granatieri, ma qualcuno ha mai valutato un capo azienda o capo di stato in base all'altezza? Aggiungeva però "psico", alludendo ad una fantomatica instabilità caratteriale, forse a fissazioni. Anche qui, niente di più fuori obiettivo, avrà tanti difetti il nostro eroe, ma certo se c'è una cosa che ha in abbondanza è la stabilità e la ferrea coerenza negli obiettivi.

La Sabina Guzzanti (brava attrice ma dotata di una innata carica di antipatia, secondo il mio modesto parere) una volta dava anche lei un colpo al cerchio e uno alla botte. Prese in giro e imitazioni di Berlusconi. Poi subito dopo di D'Alema (forse anche migliori e più feroci, meno scontate). Ma da qualche anno anche lei si è specializzata nel denunciare in ogni trasmissione (mitiche le sue performances ad Anno zero con Santoro) lo schifo che faceva il governo dell'Unione.

E cosa fanno assieme i due eroi chiamati a suonare la carica contro il cav? Sono rimasti in Italia solo due contro poteri che possono bilanciare il suddetto cav, il Quirinale e la chiesa, e loro cosa attaccano, dimenticando totalmente Berlusconi? Napolitano e il Papa. Anche la chiesa? Certo, le uniche voci non acriticamente allineate contro provvedimenti volutamente e ostentatamente razzisti come la schedatura mirata degli zingari sono venute dalla chiesa. Il Papa aveva un atteggiamento ben differenziato, è vero, tra Veltroni e Berlusconi (sberle virtuali e baciamano non virtuale) ma la chiesa è una struttura ampia e abbastanza forte da poter parlare liberamente (a differenza della cosiddetta e ormai ex stampa indipendente italiana). E l'ha fatto, sia su Famiglia Cristiana , sia su Avvenire. Un attacco al Papa mette in imbarazzo tutta la chiesa, anche le voci più indipendenti al suo interno.

Almeno uno?Ma dimentichiamo l'incidente stigmatizzato subito anche da Di Pietro e Colombo e facciamo finta che la manifestazione fosse stata effettivamente contro il cav, una puntigliosa elencazione ed enfatizzazione delle sue malefatte e dei perduranti segreti sull'origine delle sue fortune. L'area nella quale è maestro il giornalista Travaglio.  Del quale nessuno mette in dubbio la sincerità, la preparazione, la passione, la tensione morale.

Ma io penso che sia giunto il momento di valutare i risultati di questi sforzi (nel caso in esame comunque totalmente annullati dalle performances di Grillo e Guzzanti S.). Ponendomi una semplice domanda:

Ma ci sarà mai stato uno, anche un solo elettore orientato a votare centro destra, che ha cambiato idea ascoltando le denuncie di Travaglio o le battute di Luttazzi? La risposta (almeno, la mia risposta) alla prossima puntata.

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