giovedì 24 luglio 2008

Hanno abrogato l'articolo 18 e nessuno se n'è accorto

A suo tempo, secondo governo Berlusconi 2001-2006, un imponente muro si era alzato a protezione dell' articolo 18 dello Statuto dei diritti lavoratori, argine alla libertà di licenziamento da parte delle imprese (sopra ai 15 dipendenti). La più imponente manifestazione della storia italiana (ed europea, penso) con oltre 3 milioni di persone guidati dal grande Cofferati, aveva convinto il governo di centro destra a ripegare (anche se qualcosa con la legge Biagi hanno fatto lo stesso).

Ora, con un semplice emendamento alla finanziaria in votazione al Parlamento, viene introdotto qualcosa di molto simile, ma nel disinteresse generale, senza traccia apparente di qualsiasi protesta o anche blanda opposizione.

Cioè, non è proprio la stessa cosa, l'emendamento riguarda i soli lavoratori a tempo determinato, per i quali era previsto, sia dalla antica legge del '62, sia dalla stessa revisione della legge fatta sempre dal CD nel 2001, sia dal recente protocollo welfare del governo dell'Unione, un automatico passaggio a tempo indeterminato qualora fossero accertate dal giudice violazioni dei presupposti per il contratto a tempo determinato o delle norme che lo regolano.

Nel maxi emendamento alla finanziaria (DL 118/08) questa forma di tutela (forte) del lavoratore è cancellata, sostituita da un indennizzo economico, peraltro a livello di obolo (6 mensilità al massimo).
Ma non era la stessa cosa che volevano fare con la modifica dell'articolo 18?
Proprio così, dopo il licenziamento giudicato non per giusta causa il lavoratore, anziché essere reintegrato in servizio, sarebbe stato indennizzato con una somma che avrebbe stabilito il giudice. Come avveniva e avviene per i lavoratori di imprese con meno di 15 dipendenti.

Per chi vuole approfondire, invece di consultare il maxi emendamento (di ardua lettura) allego un articolo dell'altro ieri del Sole 24 Ore.

L'unica differenza che allora la modifica riguardava i lavoratori a tempo indeterminato, ed ora invece riguarda quelli a tempo determinato. Che evidentemente non li pensa nessuno, meno che mai, non si può non notarlo, i sindacati.

NB: non i collaboratori, né i dirigenti, la cosa riguarda proprio i contratti a tempo determinato riferiti ad un contratto collettivo di lavoro.

4 commenti:

  1. veramente noi al cnr abbiamo fatto un'assemblea infuocatissima fra l'altro anche su questo argomento. per chi volesse c'è un presidio permanente di statali a montecitorio e lunedi credo quasi sotto casa tua ci sara' una fiaccolata muta per un funerale ai diritti dei lavoratori. indetto dalla triplice.

    CC

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  2. La risonanza sui media (della notizia, non dell'agitazione CNR) è comunque pari a zero, o sbaglio?


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  3. Con quasi una settimana di ritardo la notizia è arrivata oggi sui giornali (anche sul Corriere della Sera, incredibile). Non però per merito di attenti giornalisti, sindacati coinvolti nel problema e meno che mai dei vari "esponenti del PD" che dichiarano sui giornali o di ministri o sottosegretari del governo ombra. Ma degli interessati, che hanno protestato vivacemente, come segnalava Carla. Complimenti per l'efficace opposizione.

    Per la cronaca sarebbe un provvedimento addirittura con effetto retroattivo, in grado di mettere una pietra sopra alle cause di lavoro in corso (primo condono tombale del nuovo governo Berlusconi)?

    Cosa succederà ora? Si bloccherà tutto? Non credo proprio tutto. Il sistema è il solito. Si spara 100 sperando nella disattenzione dell'avversario (speranza fondata in questo caso) ma poi la Confindustria (che ha ispirato il provvedimento essendo i suoi associati i beneficiari principali, ma anche lo stato e dintorni ne avrebbe vantaggi) qualcosa a casa porterà.

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  4. Oggi la notizia è che la norma sarebbe ritirata e varrebbe SOLO per i contenziosi in corso.

    Solo? Ma i contenziosi in corso riguardano persone che hanno avuto magari 5, 10, 15 anni di lavoro precario e che hanno contestato la natura "determinata" del rapporto di lavoro. Con la norma verrebbe azzerata la loro storia (con valore retroattivo) togliendo ogni possibilità di passaggio a tempo indeterminato. Anche perchè, evidentemente, la società con la quale sono in causa, e che vincerebbe per intervento dell'arbitro, non li riassumerà più.

    Aggiungere ogni altro commento mi pare superfluo.

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