domenica 6 luglio 2008

Maturità: oscillazioni, raccomandazioni, trucchi (e privacy)

Cinquecentomila ragazzi italiani hanno completato nella scorsa settimana il primo reale confronto tra loro stessi e il mondo esterno, quell'esame di maturità (ora in realtà semplicemente "esame di stato") che chiude il ciclo di istruzione alla maggiore età.

Se ne possono trarre alcune interessanti riflessioni.

La maturità
Bisogna ammettere che il nome tradizionale non è poi sbagliato o troppo enfatico. L'esame arriva assieme alla maggiore età, al diritto di voto (e di guidare la macchina o un 150). E' da discutere se questa apertura di credito e di delega da parte della società sia ben riposta rispetto al grado effettivo di crescita dei ragazzi, oggi. Secondo alcuni maturano prima grazie al bombardamento di informazioni del nostro mondo multimediale. Secondo altri maturano dopo per colpa del mammismo dilagante delle famiglie italiane. A mio parere, guardandomi attorno e in base alle mie esperienze dirette, il ciclo di crescita non è cambiato dalle generazione precedenti, effettivamente a 18-19 i ragazzi anni i ragazzi possono e debbono essere considerati dei "giovani adulti".

L'esame
L'ultimo esame di maturità tradizionale , quello con tutte le materie e con il programma degli ultimi tre anni, raccontato come una specie di impervio rito di iniziazione (sarà poi vero?) è stato quello del giugno-luglio 1968. Gli ultimi ad aver fatto quell'esame sono stati quindi quelli del 1949-1950, gli attuali sessantenni. Poi è iniziata una lunga fase di esami "sperimentali" (è stata una delle prime conquiste del '68) sulla quale sorvolo, ma nella quale si è distinto il centro destra (ministro Moratti) riducendolo al rango dell'esame di quinta elementare. Una delle poche cose portate a compimento dal centro sinistra nel breve governo 2006-2008 è stata ridare serietà e senso logico a questo momento di passaggio.

Le raccomandazioni
Un modo (distorto de inquietante)  per confermare il ritorno alla serietà dell'esame è il fenomeno delle raccomandazioni. Non ci volevo credere, visto il valore molto relativo (vicino allo zero) che ha nel mercato del lavoro un voto alla maturità di 100 o superiore a 80. Eppure diverse testimonianze dirette mi confermano raccomandazioni e pressioni sulle commissioni, pare in forte aumento.
D'altra parte poche categorie sono influenzabili e ricattabili addirittura come quella dei professori. Non tanto per gli stipendi bassi, quanto per le continue esigenze di trasferimenti e avvicinamenti, concorsi interni per passaggio di ruolo, e ovviamente, ampia presenza di personale a tempo, precario.
Quindi ecco agitarsi il sottobosco dei politici e faccendieri di turno, pronti a offrire i propri contatti nel mondo della scuola a genitori che non credono affatto alla maturità dei loro figli, in cambio di crediti da sfruttare poi al momento opportuno. Un altro esempio della immaturità del nostro paese.

I trucchi
Chi non ha accesso a questo canale e comunque si ingegna per ottenere il massimo risultato non con la via diretta ma mediante una scorciatoia, ricorre ai trucchi. Che ci sono sempre stati. Quando l'ho fatto io la più brava della classe, sollecitata e impietosita, aveva alla fine lasciato la versione di greco al bagno. Io ero troppo orgoglioso per ricorrere a queste scorciatoie e così non mi sono congedato con il massimo, ma la possibilità c'era. Ora però i trucchi sono tecnologici e coinvolgono di solito famiglie e un vero e proprio back-office, non sono interne al mondo dei ragazzi contrapposto a quello degli adulti.

Il doppio telefonino
Il trucco principe è quello del doppio telefonino. Un telefonino civetta viene portato al solo scopo di lasciarlo ai commissari, che all'inizio della prova scritta sequestrano ogni oggetto tecnologico dotato di memoria. Ma un altro, a volte uno smart phone, viene nascosto addosso. Per trovarlo nelle scuole dovrebbero essere attrezzati metal detector e ispezioni corporali come negli aeroporti. Durante la prova, dopo che si è saputo il testo della versione di greco o del compito di matematica (poche decine di minuti) e circolano già le soluzioni, il piccolo truffatore va al bagno, e riceve il compito svolto via SMS o addirittura via e-mail, se ha uno smart phone. Deve solo copiarlo velocemente. Una scuola di trucchi e raggiri e disparità che non si può bloccare con controlli e divieti o contro-tecnologie, ma solo abolendo gli scritti o riducendo la loro importanza, o almeno facendo verifiche obbligatorie a campione (ma non decise dalla commissione).

Il voto segreto
Rimane l'ultima riflessione interessante sull'uso improprio della privacy che è stato utilizzato dal ministro attuale per introdurre il "voto segreto" anche alla maturità. Negazione totale dei principi della meritocrazia e della trasparenza, che tutti dicono di perseguire (a parole). Ma questa distorsione merita un approfondimento a parte.

2 commenti:

  1. Guarda che gli ultimi a fare il vecchio esame, sono stati i ragazzi del 1949 e alcuni del 50 e non quelli del 39-40.

    Per la precisione.

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  2. oops, è vero, erano i 18-19 enni del '68, quindi attuali (2009) sessantenni.

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