venerdì 5 settembre 2008

I 36 stratagemmi in pratica

Dopo la sconfitta elettorale (di misura) del 2006 la strategia del CD e di Berlusconi è stata tutta orientata alla caduta del governo dell'Unione. Nel perseguire questo obiettivo quasi obbligato il CD sembra aver fatto ricorso alle antiche strategie di guerre cinesi sintetizzate nei "36 stratagemmi". 

Distillato di millenni di guerre e di lotte per il potere, rimaste segrete fino agli anni '40, forniscono un esaustivo quadro d'insieme delle strategie di attacco, di difesa, di diversione e di aggiramento. A volte appaiono ovvie, note, ma in questo campo pare che anche l'ovvio debba essere continuamente reinventato. 

Riconquistato il potere nel migliore modo possibile, senza debiti da pagare o zavorre da trasportare, il CD dovrebbe essere tutto concentrato sulla amministrazione e sui risultati, opportunamente enfatizzati dal sistema dei media, controllato almeno all'80%, da proporre agli elettori del 2008 e ai futuri elettori del campo avverso da conquistare. 

Dimentico quindi di un avversario sconfitto e con ben poche possibilità di recuperare terreno nel breve e nel medio periodo. 

Avversario anzi da coinvolgere in mirate e indispensabili "riforme istituzionali" in una logica di cura bipartisan del bene comune. 

Così viene accreditato il nuovo Berlusconi dalla stampa simpatizzante o neo-simpatizzante, sempre con il Corriere della sera in testa. Il cui direttore dichiara di essere "uomo di sinistra" ma rivendica il diritto di dire bene del governo di destra. Come fa appunto il suo giornale. Sono gli apprezzamenti più graditi. 

Nulla di più sbagliato, però. Solo chi non conosce o non vuole conoscere la "fenomenologia di Berlusconi" può credere a questa svolta rassicurante. 

La spinta continua
In realtà tutta la sua carriera è basata sulla "spinta continua" e anche in questo caso la priorità è trarre il massimo vantaggio dalla situazione presente, in vista delle possibili criticità future. 

Criticità di ordine economico, come si sa, che potrebbero continuare anche per tutta la legislatura, e che potrebbero consentire un recupero alla opposizione, quindi al PD. 

La guerra contro il PD non può quindi interrompersi, e infatti è tuttora in corso (non so se il PD ne è consapevole) con un obiettivo ben preciso: eliminare il PD. 

Voltata a proprio vantaggio la grossa novità rappresentata dalla nascita del nuovo Partito Democratico, lo scenario futuro ideale è rappresentato da un PdL effettivamente unitario e da una opposizione il più divisa possibile. 

Nulla di più sbagliato anche pensare che il PdL fosse una operazione di facciata, strumentale, unicamente reattiva. Nei prossimi mesi potremo assistere al consolidamento di questa nuova formazione politica.  

Il vero obiettivoDall'altra parte ci sono invece buone possibilità che sia invece il PD a dividersi, già nel corso dell'anno prossimo, nei due tronconi di partenza (or even more), dando origine ad una opposizione separata in 4 o 5 gruppi molto divisi tra loro, che troverebbero difficoltà anche a presentare candidati unici alle regionali del 2010. 

Una situazione che consentirebbe al CD di mantenere il potere tranquillamente fino al 2013, vincendo praticamente tutte le elezioni, tranne alcune situazioni particolari legate a personalità con un forte radicamento locale. 

Obiettivo a portata di mano, basta applicare il XVIII stratagemma ("catturare i banditi agguantandone il leader") dipingendo Veltroni come sconfitto, perdente irrimediabile, sapendo che nessun altro leader dopo di lui potrà tenere uniti DS e Margherita. Libero e Panorama forniscono quotidianamente e settimanalmente esempi e conferme di questa strategia in pieno dispiegamento.  Una strategia opportunamente integrata con il XX stratagemma ("intorbidire l'acqua per catturare i pesci").

Infatti è quello che sta facendo il CD, utilizzando personaggi ponte, commissioni fittizie (Alemanno-Attali-Amato, Aspen), coinvolgimento di personaggi da sempre vicini al centro sinistra (Bazoli, Passera, Colaninno padre e indirettamente figlio, Fantozzi) in iniziative sponsorizzate dal CD e che a questo daranno lustro se riusciranno. Una serie di mosse orientate ad abbassare le difese dell'avversario, facendogli confondere gli alleati con gli avversari e togliendoli le armi (gli argomenti) per reagire. Senza abbassare mai le proprie difese (vedi il caso Famiglia cristiana). 

Una strategia destinata al successo?
Parrebbe di sì, osservando i risultati e i comportamenti del PD. Ripetizione apparentemente irrefrenabile della stessa polemica continua e ininterrotta (segare il ramo su cui si sta seduti, ma questo non è uno dei 36 stratagemmi) che ha caratterizzato il breve periodo dell'Unione (mai nome fu più improprio). Confermando gli elettori del CD nella convinzione che la sinistra non sa governare, e che hanno fatto bene a non dargli fiducia, neanche quando si riduce nel perimetro di un nuovo partito, privato della cosiddette ali estreme.

Cosa dovrebbe fare invece il PD? A parte acquisire consapevolezza di questa strategia? Che dovrebbe essere evidente a tutti, anche se non sembrerebbe proprio.

Sono riluttante a fornire ricette e consigli non richiesti, in questo blog vorrei limitarmi a proporre della analisi. Certo la tentazione di provare ad applicare gli stratagemmi alla realtà italiana del dop 2008 è forte.
 
(Le immagini sono tratte dal film a cartoni della Disney Mu-Lan, del 1998, il copyright è implicito)
 

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