mercoledì 3 settembre 2008

Una strategia per vincere e una per perdere

La più antica civiltà del mondo, ora più che mai di attualità, la civiltà cinese, ha elaborato nel corso dei secoli una serie di tecniche essenziali per prevalere sugli avversari in campo militare, valide però in qualsiasi altro campo che prevede una competizione pacifica (o quasi). Questo insieme di strategie, ispirate alla filosofia cinese del bilanciamento continuo dei contrari (yin e yang), è stato sintetizzato in una serie di criptici "stratagemmi", rimasti segreti sino agli anni '40 del novecento, poi casualmente scoperti su una bancarella di un mercatino delle pulci a Shangai, e quindi progressivamente divulgati in occidente.

I 36 stratagemmi si trovano anche ottimamente tradotti in italiano (edizioni Il Punto d'incontro, a cura di Gianluca Magi) sulla scia di uno dei principali divulgatori di queste sapienze ignote al nostro mondo positivista, il grande musicista e intellettuale Franco Battiato (il riferimento è all'album "Dieci stratagemmi" del 2004). Leggendoli uno per uno, sembra ad un primo sguardo che si tratti solo di buon vecchio senso comune, unito a cinismo machiavellico (il fine giustifica il mezzo).

Eppure, leggendoli tutti assieme, ci si accorge che effettivamente un distillato di sapienza c'è, ed è proprio nella visione d'insieme, nella necessità di elaborare e di seguire una strategia, nella continua osservazione delle regole naturali e nella filosofia di fondo della tendenza delle cose a procedere verso il bilanciamento. E nell'insegnamento di base di non abbandonare mai la strategia scelta, cedendo all'improvvisazione e all'istinto.

Ho iniziato a leggere questi stratagemmi pensando a quale potrebbe essere un possibile utilizzo da parte del centro-sinistra, il contendente più debole, ora, nell'agone politico. Anche perché molti stratagemmi sono ispirati alla ideologia orientale di sfruttare a proprio vantaggio la forza dell'avversario. Come nel judo. E come nella rivoluzione cinese negli anni della "lunga marcia", quando Mao Tse Tung e Ciu En Lai applicarono largamente proprio questi stratagemmi.

Mi è sembrato però che sia stato invece il CD ad utilizzarli sistematicamente. Sin dai tempi dell'odiato governo Prodi e poi per tutta la fase della sua crisi e della riscossa della destra.

Una strategia per vincere Ad esempio in occasione della disfida per il sindaco di Roma pare che sia stato applicato alla lettera il III stratagemma ("uccidere con una spada presa a prestito") quello che in Italia si traduce semplicemente "i nemici dei miei nemici sono miei amici". Essendo stato proprio Maurizio Gasparri a suggerire per primo agli elettori della sinistra radicale questa forma di vendetta per interposto sindaco, non sono così sicuro che l'ispirazione sia venuta dal pensiero cinese, eppure ...

Eppure una strategia il centro destra l'ha seguita e la sta seguendo, lo stratega è ovviamente sempre lui e i suoi fedeli collaboratori. Potrebbe essere semplice tattica, reazioni improvvisate, a volte azzeccate, altre no, ad eventi esterni imprevisti e fuori controllo, solo casualmente ispirati alla antica sapienza del grande paese orientale, ma non ne sono sicuro.. Eppure il dubbio mi viene. Penso che un approfondimento sia utile e interessante.

Una strategia per perdere 
Gli stratagemmi che costituiscono l'arte cinese della guerra erano segreti. Non è invece affatto segreta la strategia di Berlusconi. Per conoscerla, anche in divenire, è sufficiente leggere l'"house organ" (come lo chiama Travaglio) del CD: Panorama.

Per tutti i primi 15 mesi del governo Prodi la strategia di Berlusconi è stata solo una: tentare con qualsiasi mezzo di far cadere il governo dell'Unione. La semplice durata del governo era infatti la principale minaccia per lui. Il fattore età diventava negli anni più pesante e lo metteva progressivamente fuori gioco. Creando divisioni nel CD per la lotta di successione. Bisognava impedire che il governo Prodi arrivasse a fine legislatura ed a questo scopo è stato applicato il IV stratagemma ("attendere riposati l'avversario affaticato, affliggendolo con situazioni logoranti"). Prima è arrivata la delegittimazione della vittoria (i brogli, i senatori a vita decisivi). Poi la sistematica opposizione di un fallimento mediatico a fronte di ogni successo (i tassisti romani contro le liberalizzazioni, lo scandalo Telecom contro la missione economica in Cina). Poi la spallata, attraverso le voci continue di compravendita di senatori. Anche senza risultati rimaneva una immagine di debolezza riflessa sul governo.

Iniziative di efficacia variabile, ma le azioni decisive sono stati altre due. Ad una ci ha pensato direttamente l'Unione con la polemica interna incessante con annesse minacce giornaliere di far cadere il governo (agendo in accordo con il XX stratagemma: "intorbidare l'acqua per catturare i pesci"). L'altra, la più efficace, era una conseguenza di tutte queste: i sondaggi negativi, sempre più negativi, sulla popolarità del governo. 

Qui hanno avuto il loro ruolo i terzisti, non alleati del CD ma molto critici sul governo. Per essere chiari, il Corriere della sera e in parte La Stampa, con Luca Ricolfi in testa. 

Praticamente tutti i giorni ripetevano che la situazione era irrecuperabile per il CS, che occorreva fare qualcosa. 
E il qualcosa da fare lo suggeriva Panorama, senza tanti segreti: andare alle elezioni anticipate, perdere bene oggi per non perdere in modo rovinoso nel 2009 o nel 2010. Questo era scritto nero su bianco, un consiglio interessato per Walter Veltroni.

Che non si sa se ci abbia realmente pensato, se abbia dato credito alle copertine di Panorama che lo associavano come grande statista (solo un po' più vecchio nell'aspetto) al campione di casa Berlusconi. 

Certo c'è stata la fase della bicamerale bis (e che ora giace totalmente dimenticata assieme a tutte le riforme istituzionali), che probabilmente dal lato di Berlusconi era l'applicazione pratica del X stratagemma ("celare un pugnale dietro un sorriso").  

Una strategia per il successo
Ma Walter in ogni caso non ha fatto in tempo ad abboccare alla trappola, ammesso che non l'abbia individuata, è la fortuna che è venuta ancora una volta in soccorso di Berlusconi. Sotto forma di rifiuti di Napoli, inchiesta giudiziaria sballata contro Mastella, referendum elettorale Segni-Guzzetta. Una fortuna aiutata, non da lui, ma dalla imprevidenza del CS. Erano tutte crisi prevedibili, intercettabili, gestibili (con il senno di poi). Ma arrivate invece a sorpresa, non prevenute, non fermate prima che esplodessero, non annunciate, gestite non per attutirle o risolverle ma per amplificarle da un bel pezzo dell'Unione.

E la nave della suddetta Unione è affondata dopo meno di 24 mesi di navigazione assieme con il valoroso capitano Prodi. 
Va bene, con l'aiuto della strategia cinese abbiamo interpretato la riscossa del CD. Ma possiamo anche provare a indovinare la sua strategia per il futuro? Ma certo. Al prossimo post. 
(Le immagini sono tratte dal film a cartoni della Disney Mu-Lan, del 1998, il copyright è implicito) 

2 commenti:

  1. ottima analisi... aspetto con ansia il prossimo post.

    un saluto e ancora complimenti.


    PS: sapevo già che gli USA utilizzassero la stessa strategia, ma penso che facciano più o meno tutti così.

    RispondiElimina
  2. Detto in bertoldese: un pugno di pirla preso a pernacchie dal principe delle tenebre. Perchè solo dei pirla litigano tutto il santo giorno anche sulle zollette di zucchero del bar. Solo dei pirla non si rendono conto che i problemi principali iin Italia sono il recupero del potere d'acquisto dei lavoratori, la lotta ai privilegi delle caste e il ripristino di condizioni minime di moralità pubblica, pubblico decoro, meritocrazia e legalità (la famosa sicurezza) Quando i pirla non fanno il loro mestiere e per giunta affidano la guida della loro armata Brancaleone ad un soporifero prete spretato, il risultato è che la gente si rivolge al solito puzzone. Il quale sarà pure un concentrato di nefandezze, interessi privati e stallieri mafiosi, ma intanto toglie l'immondizia da Napoli (o riesce a far credere di averla tolta). Se ci fossero stati ancora i pirla al governo, con l'immondizia i napoletani ci avrebbero già costruito il ponte Napoli-Capri...

    Mittente: un ostinato elettore di pirla ( quindi più pirla di quelli per cui vota)

    Saluti

    RispondiElimina