sabato 25 ottobre 2008

Un paese per vecchi

Mi continua a girare per la testa il poetico titolo del film dei fratelli Cohen, "Questo non è un paese per vecchi" ("No country for old men, 2007) film peraltro molto bello, ma che non definirei propriamente "poetico". Perché l'Italia sembra proprio, invece, "un paese per vecchi". E ne hanno preso coscienza anche i ragazzi delle scuole e delle università, che saranno un po' di meno (anni e anni di crescita demografica zero) ma ancora esistono. E all'improvviso, come raccontano i giornalisti in questi giorni (Curzio  Maltese oggi su LR, ad esempio) hanno deciso di urlare una liberatoria invettiva collettiva, operazione forse confusa e dall'incerto futuro. Ma dai benefici effetti sulla spina dorsale.

La mia ossessione però mi si è manifestata davanti in modo plastico ieri sera, durante la puntata di Anno zero, dedicata da Santoro alle proteste contro la riforma (lo è, altro che "solo  tagli") della scuola e dell'università. Quando hanno mandato un servizio che intendeva mostrare la unità di intenti tra studenti e professori (il servizio era un po' "schierato"). Gli studenti dell"onda" con telecamere al seguito irrompevano in un consiglio d'istituto, o qualcosa del genere, e chiedevano, con grande cortesia, una concreta solidarietà alla loro lotta ai professori, che apparivano presi alla sprovvista, imbarazzati ma non contrari.

Così mi è parso di capire, perché non prestavo particolare attenzione alle parole. Il mio sguardo era calamitato, attonito, ero stupito io stesso da questa plastica dimostrazione, dall'aspetto di questi professori. L'età media era sui 70 anni! Le donne (pochissime) avevano ancora i capelli lunghi come ai loro bei tempi, ma se ci fosse stata la grande Margherita Hack attorno al tavolo sarebbe sembrata la ragazzina del gruppo.
Una immagine così lampante di potere in mano ai vecchi che lo stesso Fellini dei bei tempi l'avrebbe considerata troppo scontata, probabilmente avrebbe finito per tagliarla dal suo film.

Per carità, l'età anagrafica non garantisce nulla, come ben sappiamo, e l'esperienza è un tesoro che una comunità non dovrebbe disperdere mai. E ogni persona ha il suo personale percorso e la sua età mentale ben distinta da quella fisica, Ma in una bilanciata distribuzione si raccolgono gli stimoli di tutti.
E un mondo con soli posti in piedi per i nostri figli non è quello che volevamo, certamente non è quello che voglio io.

Un altro esempio? Convegno sulla digitalizzazione nelle pubbliche amministrazioni. Anzi, adesso il nuovo termine di moda è "dematerializzazione" (dei documenti, non degli impiegati). Roba moderna (anche se viene riproposta con piccole varianti ogni anno, da almeno 20 anni o forse più).

Il panel che conduceva il convegno (molto affollato) mi ha colpito allo stesso modo. Uomini (donne zero, in questo caso) coi capelli bianchi, molto ma molto oltre l'età nella quale, secondo i responsabili delle risorse umane, una risorsa è "in rilascio" (50 anni), ben oltre anche l'età della pensione legale. Ma non erano professori universitari, guru riconosciuti e profeti della materia, erano uomini di potere, erano quelli che dettano le regole, le leggi e i decreti attuativi della materia, che hanno in mano questo settore strategico, o almeno lo influenzano.

Perfino il rappresentante di una azienda giovane come Accenture (che era sul lato fornitori) per i loro standard era collocabile tra i "senior" della società.

Non mi piace affatto un paese che manda alla rottamazione chi ha ancora qualcosa da dire o da dare. Sono stato qualche giorno fa alla bella mostra all'Ara Pacis sul designer e "curioso di professione" Bruno Munari (del quale ricordo con nostalgia i disegni che illustravano i libri di Gianni Rodari che leggevo da bambino). Mi accompagnava nell'audioguida la voce stessa di Munari già quasi novantenne, e mi stupivano le sue aperture originali sullo sguardo da avere sul mondo. Per fortuna nessuno l'ha mandato in pre-pensionamento a 50 anni.
Ma non credo proprio che questo valga per tutti, e che tutti quei signori coi capelli bianchi abbiano tutti quanti ancora qualcosa da dire e da dare. Magari hanno ancora qualcosa da prendere.

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