sabato 8 novembre 2008

Cabaret politico n.4

Ogni tanto mi piace analizzare le contraddizioni e le superficialità che il sistema dell'informazione ci scarica quotidianamente addosso. Cominciamo da una cosa che avevo lasciato in sospeso. La conta. Per ritornare a un aspetto marginale della telenovela Scuola vs Gelmini e alla nuova telenovela Berlusconi vs Obama.

Circo Massimo versus Piazza San Giovanni

Riguardo alla querelle sui numeri del 25 ottobre avevo detto che si poteva anche misurare la capienza delle due piazze. L'ho fatto, alla buona e in due minuti, usando semplicemente un tool gratuito, il ben noto Google Earth. Il risultato è in questa tabellina: t

Ampiezza Circo Massimo: 63.700 mq (490x140 m. approssimato a un rettangolo)
(Secondo le stime che sono circolate può contenere 300 mila persone, quindi sarebbero 4,7 persone / mq E'  una densità corretta per una folla fitta, quindi la stima è attendibile)

Ampiezza Piazza San Giovanni: 19.600 mq (140x140 m. approssimato a un quadrato)
(Partendo sempre da 4,7 persone / mq può contenere ca. 90 mila persone).
Quindi possiamo dedurre che l'inflazione nelle manifestazioni ha colpito duro. Infatti negli anni '70 si diceva: grande comizio a San Giovanni, c'erano almeno 100 mila persone.

E anche metterne insieme 300 mila non è mai stato uno scherzo.

Il sistema per uscirne è comunque molto vicino alla fase operativa. E' una applicazione ideata al MIT per contare la densità delle persone (a fini pubblicitari) utilizzando i loro telefonini. I vari gestori invieranno in tempo reale il numero totale di telefonini che si sono connesse alle celle in un'area. Va da sè che il dato in Italia è molto attendibile,perché praticamente nessuno si muove senza telefonino accesso. Casomai sarebbe da verificare a quale livello di connessioni le celle vanno in saturazione.


Il silenzio dei bidelli
Per giustificare i tagli alla scuola (che "non sono una riforma", ma sarà poi vero? ci tornerò sopra) uno degli argomenti più gettonati è stato il numero esorbitante di bidelli, 160 mila, "più dei carabinieri" Gelmini disse. Quindi per definizione troppi. Non si capisce se il numero comprende i bidelli supplenti, ovvero precari (ci sono anche quelli) e quanti e perché ne sono previsti in organico. Ho sentito anche Calderoli che si chiedeva (ed è un ministro, se non ricordo male) a cosa servono i bidelli e perché in certe scuole le pulizie sono affidate in outsourcing a ditte esterne mentre in altre sono effettuate dai bidelli. Non lo so neanche io.
Quello che ho notato però è il silenzio tombale della categoria. A differenza delle maestre o dei professori universitari o dei piloti dell'Anpac non ho sentito nessuna difesa da parte della categoria. Affermazioni che mi sarei aspettato, del tipo "la scuola non può funzionare senza bidelli" non le ho lette o sentite da nessuna parte. Sarò stato disattento io.

Humour aziendale
Grandi discussioni sulla battuta di Berlusconi su Obama. Una "carineria" ha cercato di dire lui (mentre si va avvitando su sé stesso nel tentativo di recuperare la situazione). Quindi (dizionario Gabrielli ) "un gesto carino", ma non si se apprezzato dal destinatario (non ci sono conferme in merito, la maggior parte dei commentatori ha forti dubbi in tal senso, telefonate o non telefonate).
Ma non era affatto una "carineria", era una battuta in puro stile humour aziendale. Quelle battute che il capo azienda estroverso riserva alle convention o alle riunioni con i dirigenti. Un capo azienda che, per di più, è innamorato della immagine che vede trasmessa su di sé quando lancia una battuta riuscita. In particolare se riferita direttamente o indirettamente a lui stesso. E che quindi non riesce a trattenersi, quando gliene viene in mente una. Di solito non sono battute particolarmente fresche, di solito denunciano l'età (come nel caso del nostro), ma non è un problema.

Non è uno show del sabato sera. E' humour aziendale. I sottoposti sono obbligati a ridere. Anzi la battuta serve anche a testare il loro grado di coinvolgimento col capo. Ci sono quelli che ridono appena, quelli con la puzza sotto il naso, che non si lasciano andare, e quelli sono già nel mirino, poi ci sono quelli che ridono come iene, che finiscono sotto il tavolo per le risate irrefrenabili, troppo zelanti, hanno qualcosa da farsi perdonare, sorvegliati speciali, e poi ci sono quelli che ridono contenti e felici, coinvolti, dimentichi, gli ingenui, i convinti, quelli che si butterebbero nel fuoco per il capo. E che quindi saranno coerentemente utilizzati col metodo "usa e getta". Infine c'è la cerchia dei sodali, quelli che possono anche permettersi di fare dell'ironia sulla battuta, tanto il loro legame col capo è duplice, al momento indissolubile.

In base a questo schema possiamo anche provare a collocare le dichiarazioni dei vari La Russa, Gasparri, Cicchitto e così via. Ma sicuramente il capo sa collocarli meglio di noi, loro e i numerosi silenti.
Che magari dopo la trionfale e sicuramente strombazzatissima telefonata Obama - Berlusconi si decideranno ad aggiungere anche la loro obbligatoria "risata" al coro.

Anche se il messaggio il buon Obama l'ha già mandato: ha chiamato tutto il G8 tranne due: Putin e Berlusconi. Certo poi, con calma e per piacere, dopo che lui ha fatto sapere a tutto il mondo che stava affannosamente cercando di parlarci, ha chiamato anche lui. Un capo azienda un po' ridimensionato.
Intendiamoci, l'amore per la battuta (che non è detto riesca sempre) è una malattia diffusa, ne soffriamo un po' tutti, solo che per fare il capo di stato bisognerebbe provare a curarsi, prima.

Ma diverso tempo fa il vignettista Stefano Disegni aveva commentato più efficacemente di me l'ansia irrefrenabile per la battuta del nostro:


(La vignetta di Stefano Disegni è stata pubblicata, a quanto ci risulta, nel 2002 per la locandina di un film, il copyright è implicito, per approfondire l'opera di Stefano Disegni segnaliamo il suo blog Valvole di sfogo e il suo sito)

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