lunedì 10 novembre 2008

E' una riforma, altro che tagli

Ho sentito ripetere innumerevoli volte in questi giorni che l'operazione del governo sulla scuola non è una riforma, sono solo tagli. Mi sembra invece che, nascosta dai tagli, una riforma ci sia. La riforma non è necessariamente migliorativa, o almeno non è detto lo sia per tutti. Riforma vuol dire dare una nuova forma a qualcosa. E una nuova forma di una nuova scuola dietro ai decreti Tremonti-Gelmini la si può intravedere, ed è ben coerente con la ideologia dell'attuale centro destra.

Riguarda solo la scuola elementare, perché per l'università la scelta è stata il rinvio e per le medie inferiori e superiori non hanno neanche iniziato. Sono i segmenti che avrebbero più bisogno di un intervento. All'università il 3+2 non funziona proprio e ci sono tutte le altre storture (vere, in generale) ripetute sino alla nausea in questi giorni. Le medie inferiori sono un inutile doppione che esiste solo come residuo dell'antica riforma del primo centro sinistra (una vera riforma) che portava l'obbligo dai 10 ai 14 anni. Nelle superiori funzionano ancora i licei (con gli inevitabili limiti) ma sta crollando progressivamente tutto il settore delle tecniche e delle professionali, "progettato" in un'Italia da industria pesante ormai scomparsa. Infatti i licei scoppiano per numero di iscritti e le tecniche progressivamente chiudono classi.

Ma perché fare le cose secondo logica? Meglio farle secondo ideologia. E la ideologia che punta a smantellare il modello di scuola elementare italiano mi sembra abbastanza chiara, e ben orientata all'elettorato del centro destra. Vediamo alcuni punti qualificanti.

Ritorno al passato. Quante volte ho sentito ripetere in questi giorni in vari interventi di ascoltatori alla radio "io avevo un maestro unico e sono cresciuto benissimo"? E' chiaro l'obiettivo di immagine: il governo di centro destra di oggi che appare come un sano e saggio governo di una volta, quando c'erano a governare le "persone serie, che non raccontan storie" e come tale acquista prestigio tra i suoi anziani (o aspiranti anziani) elettori. Un po' come la confezione dei biscotti del Mulino Bianco.

Cancellazione del '68. Questi sessantottini che ci hanno stufato, questo Don Milani che non si regge più. Cancellare quella stagione (che peraltro aveva non poche ombre, lo sappiamo) aumenta l'importanza "epocale" (una delle parole preferite di Berlusconi) di questo governo e dei risultati che si prefigge di raggiungere.

Le mamme facciano le mamme. Perché una donna cattolica e italiana deve affannarsi a lavorare? Perché non può dedicarsi alla famiglia e ai figli? Qui c'è l'ideologia cattolica tradizionale, anti anglosassone in quanto anti luterana. La stessa ideologia che spiega la enorme carenza di asili nido che zavorra da sempre il nostro paese (e che adesso fa comodo anche per tenere desta la ostilità contro gli immigrati). Una mamma che non prende il figlio a scuola deve essere penalizzata in qualche modo, con un tempo pieno = doposcuola, non per tutti, per i soli figli sfortunati di mamme carrieriste o vittime del consumismo.

Il lavaggio del cervello. Un momento, si vuol punire il consumismo? Motore ultimo della TV commerciale e quindi sorgente di potere per questo governo? Ma no, qui l'appello ideologico al cuore della destra italiana è il lavaggio del cervello. Chiaro che anche le mamme di destra lavorano e soprattutto, non hanno nessuna intenzione di passare tutti i pomeriggi a fare le baby sitter ai loro figli. Quello che non vogliono è una scuola sostitutiva, che diventa preponderante nella educazione dei bambini, che occupa buona parte della giornata non in giochi, televisione, sport, ma in attività formative, che formano però il bambino non ai loro valori, ma ad altri, come il rispetto per i diversi, la integrazione, l'attenzione al sociale e all'ambiente, tutto il buonismo della scuola elementare italiana di sinistra che, francamente, "non si sopporta proprio più!". Non vogliono più che la scuola faccia questo lavaggio del cervello ai loro figli. Alla loro educazione vogliono pensarci loro, o almeno, i loro televisori.
Una scuola modello Milano 2. Un altro leit-motiv è che i tagli hanno lo scopo di liberare risorse da dare alle scuole private. Anche di questo non sono convinto. Penso che qui c'entri la scuola modello Milano 2. Il modello di vita della destra italiana, che vorrebbe, ovviamente, il villone con piscina, ma come alternativa più che ragionevole accetta il comprensorio, il recinto autosufficiente dentro al quale ha tutto quello che serve per una vita moderna, un box per le macchine, una casa con tutti i comfort, porta blindata, video citofono, un televisore in ogni stanza, un centro commerciale e un centro sportivo con piscina nel comprensorio, la vigilanza che fa entrare solo i residenti e gli ospiti, e le badanti e le colf. C'è proprio tutto quello che serve. Tranne la scuola. Una scuola costa un sacco di soldi, e una scuola privata effettivamente funzionante e superiore a quelle pubbliche costerebbe anche più di un sacco di soldi. Perché avrebbe bisogno degli insegnanti migliori e bisognerebbe pagarli di più e trattarli meglio di quelli delle scuole private. Non pagarli di meno, come ora. Perché è del tutto vero che nel settore dell'istruzione, soprattutto in quella primaria e secondaria, il costo prevalente è quello del personale.

Come si risolve il problema? La scuola privata di eccellenza è quindi alla portata solo di quelli dei villoni, che mandano magari i bimbi alla scuola steineriana , e alla classe media tocca per forza la scuola pubblica. Tutti pensano quindi che la strategia sia recuperare con tagli risorse dalla scuola pubblica per passarli alle private, in primis a quelle cattoliche. Non credo però che la cosa sia così semplice. E neanche che ci sia una strategia ben precisa, ma procedono un po' a tentativi, vedendo come sono accolte le varie mosse.

La scuola privata cattolica finanziata dallo Stato è certo gradita alla Chiesa, ma non è la scuola modello Milano 2. I valori cattolici interessano ben poco al popolo consumista , interessano solo i riti e la relativa simbologia. Soprattutto la scuola cattolica non è esclusiva, nel suo recinto sono racchiusi i bimbi o i ragazzi di famiglie cattoliche, ma non della stessa classe sociale. Il modello a tendere quindi è un altro: la scuola pubblica ma con scolari omogenei, tutti di Milano 2. La scuola differenziante, che mette nelle classi differenziali, o ancor meglio nelle scuole differenziali, tutti gli altri, i figli degli extra-comunitari, ma anche quelli che vivono fuori dai recinti delle varie Milano 2, reali o virtuali che siano.

Per arrivare a questo obiettivo il primo passo è smantellare la scuola buonista, la scuola della integrazione, la scuola creata dalla sinistra laica e cristiana conciliare dagli anni '70 in poi, partendo dal suo migliore e più efficiente risultato: la scuola elementare.

In sintesi: l'obiettivo non sono i tagli (e poi perché Tremonti dovrebbe essere così ossessionato dai conti dello stato, cos'è, è diventato una specie di Padoa-Schioppa n.2? ci credo solo quando lo vedo). L'obiettivo, ancora sfocato e in corso di precisazione, ma che si riesce a vedere in controluce, è un nuovo modello di scuola, base per un nuovo modello di società, organico alla ideologia della destra italiana e delle sue classi sociali di riferimento.

17 commenti:

  1. Premesso che sulla premessa concordo, su tutto il resto sono in radicale dissenso.


    Lo trovo un post sostanzialmente ideologico e senza un solo dato a sostegno della tesi espressa.


    Oltre che politicamente pericoloso (ma questo è secondario) perchè dare autoritas di "riforma" a quanto fatto da Tremonti ci taglia i cabasisi per ogni possibile riforma futura...


    Non è vero che a Tremonti non importa nulla dei tagli, non è vero che c'è dietro l'ideologia della mamma a casa perchè le mamme che staranno a casa sono le stesse che stavano a casa prima (nei grandi centri non verrà tagliata una sola classe di tempo pieno, ad esempio)


    Non c'è dietro un modello di scuola funzionale al modello di società semplicemente perchè il cendrodestra ha capito prima del centrosinistra che la scuola è ormai estranea alla società. Sono altri i canali attraverso cui far passare i propri modelli.


    Sono tornati indietro su tutto (bocciatura, grembiulino, condotta come strumento per bocciare, dimensionamento) tranne che sul tempo scuola: cioè l'unica cosa che gli consente di risparmiare


    Sono invece d'accordo sulla parte scuole cattoliche (ma il discorso è molto più lungo e dunque la tronco qui)

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  2. Deduco dal tuo commento che non hai avuto figli che hanno frequentato la scuola elementare negli ultimi anni, né amici o amiche elettori di destra, che esprimono frequentemente in modo più o meno esplicito proprio quelle 4 critiche alla sulla scuola elementare italiana che ho riportato in modo sintetico nel post.

    Non è affatto vero che contestare i tagli impedisce alla sinistra di effettuare riforme quando verrà il suo turno (quando verrà?).

    Come ho sostenuto già diverso tempo fa in altri post, le razionalizzazioni sono le benvenute, e non si devono mai fermare, ma quello che si risparmia deve essere reinvestito nel sistema scolastico, in un paese come il nostro che è indietro come formazione in tutti i settori e in tutte le fasce d'età.

    Riguardo a Tremonti fulminato sulla via di Damasco del rigore, dopo aver dilapidato l'avanzo primario e portato il rapporto deficit/PIl prossimo al 5% nella precedente esperienza di governo, sei padrone di crederci.

    Io non coi credo, e penso che questo rigore sia soltanto strumentale, e indirizzato agli obiettivi ideologici del governo. Come appunto la scuola elementare. Che non è affatto estranea alla società.

    E ti ricordo anche che il tempo pieno e il doposcuola sono due cose ben diverse.

    In sintesi: tu sei d'accordo con la riforma Gelmini (ognuno è padrone di esprimere le sue opinioni) io invece sono in disaccordo, per i motivi che ho cercato di spiegare nel post.


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  3. Io con le scuole ci lavoro a tempo pieno e come funzionano lo so abbastanza bene (ci campo su quelle conoscenze).


    Io non sono d'accordo con il decreto gelmini (ne ho scritto diffusamente, se credi puoi consultare marcocampione.it), più modestamente non sono d'accordo sul fatto che bisogna opporvisi nei termini indicati da te. A cominciare dal fatto che non la considero una riforma. Anzi dirò di più: il punto su cui dissento maggiormente dalla Gelmini è proprio dettato dalla convinzione che la scuola avrebbe bisogna di profonde riforme e lei non ha avuto le palle per farle, sprecando così un'altra occasione dopo quelle perse da De Mauro e Fioroni


    Il fatto che Tremonti sia "folgorato" è un dato di fatto. Spetta a te eventualmente l'onere della prova per dimostrare il contrario :-)


    Champ

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  4. Marco: il tuo commento era anonimo e quindi anche la mia deduzione non poteva che essere appunto una deduzione, e quindi tirare ad indovinare. Mi fa piacere che sei dentro al mondo della scuola, e che quindi non potrai non concordare con me che parlare di "scuola" in termini generali è fuorviante. Per i vari cicli i problemi sono diversi, gli attori istituzionali sono diversi, la platea degli utenti è diversa.

    Accennavo nel post a queste differenze (non mi ripeto) proprio per rimarcare che la scuola elementare è quella che meno ha bisogno di essere riformata. Non è peraltro una posizione isolata.


    Aver iniziato proprio da questa, dichiarando obiettivi di taglio delle spese, obiettivi che peraltro saranno di ben difficile attuazione, sapendo che il personale è ben difficilmente comprimibile, fa pensare che ci sia qualcos'altro dietro. Nel mio post non faccio altro che proporre alcune spiegazioni, che mi sento di confermare, e che nascono dall'attento ascolto di quello che si dice nel campo della destra, consapevole o inconsapevole.


    Non sono fatti, ma appunto interpretazioni e spiegazioni possibili, che penso possano essere utili per capire la strategia di costruzione del consenso della destra italiana. Che è il tema di buona parte dei miei post.


    I fatti invece sono nel DL 137 e nel 133 e sono anche abbastanza chiari. Ad esempio, sì, si tratta di una riforma (nuova forma di qualcosa, non necessariamente migliore) in quanto organizza la scuola elementare in un altro modo, molto diverso rispetto a quello che ha formato ottimamente mia figlia. Non è obbligatorio avere due o tre maestri o maestre perchè la scuola elementare funzioni, o non è obbligatorio il tempo pieno. infatti in altri paesi con un ottimo sistema scolastico c'è il maestro unico e il tempo solo al mattino. Ma il modello faticosamente arrivato a regime funzionava bene nel nostro paese, adattandosi a tutte le sue particolarità. Come rimarcato un po' da tutti e confermato dall'esperienza personale di tutta la gente che conosco. Casomai era da estendere.

    Ma qui dovremmo aprire un altro post su quello che è successo nell'aprile del 2006.

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  5. (Per quanto riguarda la contrazione di spesa non è esattamente come dici: il personale verrà ridotto e dunque la spesa compressa).


    Scusa, non lo consideravo anonimo perchè c'era la "casetta" (OT: ma splinder gestisce proprio male le "firme")


    L'unico cambiamento significativo introdotto è il cosiddetto maestro unico ma poi nei regolamenti si continua a consentire 27 e 30 ore (e dunque più maestri) e a parole anche il tempo pieno (vedremo l'anno prossimo come). La stessa riduzione del tempo scuola non è esatta perchè già oggi in molte realtà si fanno 24 ore e si usa personale aggiuntivo per le compresenze.


    Mi sembra poco per considerarla una riforma. Ma la finirei qui con la discussione terminologica.


    Il punto su cui vedere se siamo d'accordo è che la scuola ha bisogno di ben altro. Mi sono molto "infervorato" leggendo il tuo post perchè il tuo modo di esporre i fatti (mi sembra di capire in parte involontariamente) in realtà agevola chi dice che va tutto bene così com'è e a mio avviso è proprio questo il rischio più grosso che la sinistra sta correndo in questa fase. La stessa proposta di referendum è il sintomo che si ha paura di dire che siamo perchè le cose cambino e si preferisce cavalcare la protesta.


    Mi fermo qui perchè le cose da dire sarebbero troppe: continueremo nei prossimi post. A proposito: mi farebbe piacere cosa pensi delle varie cose che ho scritto io (e che scriverò)


    Champ

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  6. ora ho messo la firma e mancava la casetta (ODIO IL MODO DI GESTIRE I COMMENTI DI SPLINDER)


    Champ

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  7. Non c'è nulla che detesto di più di quelli che si oppongono a qualsiasi riforma, difendendo così lo status quo, ovvero la riforma precedente. Quindi se ho dato questa impressione è stato effettivamente contro la mia volontà. Ma, rileggendo quello che ho scritto, mi pare che avessi indicato quali settori della scuola sarebbero da riformare secondo me (secondo me? secondo quasi tutti quelli che ci incappano): le medie inferiori, le superiori e l'università, oltre agli asili (se possono essere considerati scuola). Insomma tutto il resto tranne le elementari. Dove anche ci sarebbe molto da fare, nella organizzazione e nella preparazione continua degli insegnati (delle insegnanti, in questo caso, almeno al 99%) e magari in loro forme di valutazione.

    Ma soprattutto nelle infrastrutture. Come in quasi tutta la scuola italiana, peraltro.


    Confesso che mi sono vegognato per anni quando portavo mia figlia a scuola. Mi sono vergognato di essere italiano e padre e magari elettore del governo o della amministrazione provinciale in carica e del tutto impotente contro l'incredibile degrado delle scuole, delle aule, dei banchi, delle strutture comuni, delle palestre, dei giardini (?), delle mense mancanti nei licei per cui il sabato bisogna per forza andare a scuola. Ma sembrava che me ne accorgevo solo io. Solo io, a quanto pare, osservavo le strutture delle scuole straniere, ma quelle middle e lower class, che si possono vedere in innumerevoli film, e facevo mentalmente imbarazzanti confronti. O capitavo magari per caso in licei privati che hanno gli stessi elevati standard, come il Massimo. Eppure si trattava di scuole situate nel centro della capitale d'Italia, nel I Municipio. Faccio anche i nomi, Bonghi, elementare, la meno peggio, Mazzini, medie, già si scendeva, e infine il famoso liceo Virgilio. Che tristezza. Quando ho tentato di parlarne o di scriverne nella mailing list dei genitori del Virgilio sono passato per il solito genitore efficientista, forse di destra, da ignorare. Ben altri e molto più alti sono i temi da trattare.


    Riguardo alla ridotta efficacia della riforma delle elementari, spero proprio che sia così. Le premesse sono lo smantellamento del sistema attuale con l'orario prolungato e la plularità dei maestri e degli stimoli. Ma forse il sistema scolastico riuscirà a fare un efficace muro di gomma. In questo caso, speriamo.

    Per la ridotta efficacia dei tagli mi rifacevo invece ad un articolo di un economista su Lavoce.Info, che mi pare non prevedesse risparmi superiori al 15%, e penso proprio che sarà così. Poi abbiamo già visto che alcuni incisivi interventi come la chiusura delle scuole sotto certi parametri di densità sono state rinviate.


    Il referendum non ho ancora capito se sarà effettivamente possibile. E' in effetti una operazione a rischio. Ma penso che la dura legge dell'opposizione sia, appunto, opporsi. Stare all'opposizione e fare proposte operative, con un governo ben poco disposto all'ascolto (se non di posizioni totalmente allineate) mi sembra una strategia nobile ma poco utile. D'altra parte non è che il CS quando era al governo.ascoltasse molto il CD e acquisisse come stimoli e spunti le sue proposte.

    Farò sicuramente un approfondimento sul tuo sito.

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  8. (sì, l'asilo è scuola, o meglio dovrebbe esserlo)


    per flash. e non tanto come "replica" ma per darti qualche dato che potrebbe aiutarti a formarti una opinione.


    1) non è vero che alle elementari va tutto bene. nè in termini di sprechi nè in termini di risultati: i tanto decantati (anche da me, ma a scopo propagandistico) risultati nelle classifiche ocse riguardano SOLO la capacità di lettura. Sulle scienze siamo indietro anche tra i novenni


    2) scusa se insisto, ma il punto è politico: la "ridotta efficacia" del decreto gelmini non sarà riconducibile nel fatto che ci sarà un effetto muro di gomma (quello andava bene per la RIFORMA moratti), ma proprio per il fatto che questa non è una riforma.


    3) il referendum non è rischioso (questo vale per tutti i referendum, vd. fecondazione o alfano), ma una cagata. Perchè quel tipo di opposizione dovremmo lasciarla fare a dipietro.


    4) Sul fatto che quello di opporsi punto e basta sia l'unico modo di fare opposizione dissento. Innanzi tutto dissento strategicamente (vd. sopra), ma anche sull'efficacia tattica. Guarda il decalogo sull'università: indipendentemente dal merito (io ad esempio l'ho criticato su alcuni punti specifici) è servito a costringere anche il governo ad alzare il tiro della proposta (e non dico a fargli ritirare il decreto perchè effettivamente quel risultato è della "piazza")


    Champ

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  9. rileggendo mi sono accorto che ne è venuta fuori una replica (evidentemente non riesco a trattenermi :-))


    Comunque ci siamo capiti: anche la "critica" vuole essere costruttiva e non fine a se stessa per dimostrare una tesi (questo intendevo dire)

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  10. e soprattutto alle elementari non si vota..... cc

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  11. Prendo atto che la discussione ha preso una direzione divergente rispetto al tema che avevo cercato di proporre. Alla fine si è arrivati al dibattito sulla migliore riforma possibile per la scuola elementare.


    Che sicuramente ha bisogno di riforme (come tutto) magari proprio nella formazione scientifica. Lo diceva anche mia madre, che incidentalmente era una maestra (ora è in pensione) e, nel modulo, si occupava proprio delle materie scientifiche. E' un tema sul quale non ho idee particolarmente originali, a parte che bisognerebbe rimettere al centro dell'attenzione i fondamentali, come ho già detto (infrastrutture e logistica).

    Temo però che sia una discussione accademica, per ora, eventuali riforme sono in mano al CD, per quante proposte interessanti possano fare nel CS, la capacità di ascolto mi pare piuttosto ridotta. Ci rivediamo nel 2013, se ...


    Ma il tema che proponevo era un altro. Cercare di capire perchè proprio la scuola elementare è diventata la priorità per la destra. Cercare di proporre una serie di spiegazioni che andavano nella direzione di una sempre attenta costruzione del consenso e di un suo continuo consolidamento attraverso messaggi presi dalle tecniche del marketing.

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  12. provo a tornare in tema.


    sarò innamorato della mia tesi, ma il motivo per il quale hanno scelto le elementari è innanzi tutto pragmatico: è l'unico ordine di scuola dove puoi intervenire indiscriminatamente e loro avevano bisogno di intervenire indiscriminatamente perchè la stella polare di questa operazione è il risparmio.


    Le elementari sono uguali identiche (tempo pieno a parte, che appunto non viene toccato perchè riguarda solo il 20-25% delle classi) in tutta italia. Ti servono 8miliardi in tre anni? togli 0,5 maestri per classe ed eccoti i tuoi 8 miliardi.


    Come ho detto sopra "innanzi tutto" perchè non voglio negare che si sono anche tolti lo sfizio di dare un colpo alla suola che meglio ha rappresentato la più moderna cultura pedagogica degli ultimi anni, ma è solo uno sfizio appunto. Perchè se per risparmiare fosse stato più semplice (e rapido, soprattutto rapido) toccare un punto meno simbolico non ci avrebbero pensato due volte, optando per il punto meno simbolico.


    (nel merito della riforma delle elementari non so se concordo, ma rimandiamo)


    (purtroppo avere chiaro dove vogliamo andare anche nel merito non è una cosa rimandabile al 2013 perchè come ho provato a dirti in altri commenti è importante per decidere COME fare opposizione)


    Champ

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  13. Per carità non è che voglio andare avanti con un botta e risposta all'infinito per avere per forza l'ultima parola. E' solo che un paio di precisazioni le ritengo indispensabili.


    Come fare opposizione. Da quello che si vede in questi giorni (divide et impera ai danni della CGIL, abile mossa con incursione, probabilmente riuscita, nel campo avverso per la commissione di vigilanza RAI) il problema per il PD e per il CS in generale non appare tanto quello di cosa proporre e come farlo, in questo campo e in altri (di non essere quelli del no, ecc. ecc.) ma di sopravvivere ed esserci ancora non dico nel 2013, ma nel 2009.


    Sui dubbi sulla efficacia dei tagli e quindi sulla loro pretestuosità mi basavo su questo articolo di LaVoce.Info:


    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000656.html


    Che può essere sensato oppure no.

    Ma le nostre opinioni divergono a causa di un elemento di fondo che non posso provare. Tu credi alla buona fede di Tremonti rigorista (ma ultimamente più statalista) io invece proprio no. D'altra parte la fiducia è una cosa seria, e quando la si perde (coi fatti) almeno per me, la si riconquista molto difficilmente.


    Ho comunque aperto un altro post su alcuni temi della scuola che mi interessano particolarmente, ma da quello che vedo in giro pare interessino solo a me (anche ad alcune persone vicine, ma non facciamo statistica).

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  14. sui tagli torno solo per dirti che non è un problema di fiducia, ma di analisi della situazione. i tagli li ha fatti perche' i soldi gli servono (ridurre le tasse fra un paio d'anni, pagare i debiti di alitalia, cose così)


    su quale opposizione. in sintesi la mia posizione può essere banalizzata così: farla in un certo modo (non dire solo dei no essere proposiivi...) è (a mio avviso ovviamente) l'unico modo per garantirsi che ci sia ancora un'opposizione in futuro. poi è anche quello che abbiamo promesso in campagna elettorale a chi ci ha votato, ma non pretendo che la coerenza sia una esigenza per tutti


    sul fatto che il tema interessi o meno: secondo me interessa molto. e andando in giro per circoli e per scuole ne ho conferma.


    sull'altro tuo post concordo quasi integralmente


    Champ

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  15. Riflessioni interessanti... molte cose cui non avevo pensato, non in maniera "organica" e strutturata, almeno.

    Ciao!

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  16. Scusami, ma la tua analisi è tipica di chi non conosce il mondo della scuola e i problemi educativi.

    Sei libero di criticare la riforma della Gelmini, ma il problema vero oggi è lo sfascio dell'attuale sistema scolastico. Gli insegnanti non vengono selezionati su basi pedagogiche, non esiste coching per gli insegnanti giovani, non esistono controlli, le scuole sono vecchie e non adatte ai giovani, mancano impianti sportivi, non si riesce ad insegnare l'inglese, non esiste - in poche parole - un ambiente adatto alla formazione e maturazione dei giovani.

    Per cui chi può fa bene a mandare i figli nelle scuole anglosassoni che sono focalizzate sui bisogni degli studenti e non sulle dispute ideologiche dei genitori.

    Cordiali saluti


    Giovanni

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  17. Risposta a Giovanni (#16): non lavoro nella scuola, ma la scuola la conosco bene, dall'asilo all'università. Leggi per conferma, se vuoi, il post successivo 'Lo Scuolabus' e vedrai che c'erano proprio i temi che sollevi tu.

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