sabato 1 novembre 2008

La manifestazione del giorno dopo

Ormai che la manifestazione è stata fatta, ed è andata pure bene, lo possiamo anche dire. Cosa avremmo pensato se la CGIL avesse aspettato la approvazione definitiva della legge Biagi per organizzare la grande manifestazione del 2002? Eppure il 30 è andata proprio così, grande manifestazione contro una legge approvata il giorno prima. Non c'erano grandi probabilità che il governo fermasse la sua corsa (all'indietro) se la manifestazione fosse arrivata in anticipo, ma certo a cose fatte, a babbo morto, dopo che i buoi sono scappati, passata la festa gabbato lu santu ecc. ecc. la probabilità si annulla.

Ho chiesto in giro e mi hanno detto che il motivo sarebbe il preavviso dello sciopero per i servizi pubblici essenziali, come la scuola. Tempo di preavviso che si è accorciato, sino a rendere impossibile la manifestazione prima del 29, a causa del tira e molla di alcuni sindacati, in primis la CISL, che era perplessa sullo sciopero. Ho approfondito un po' e non mi pare che sia questa la spiegazione. La legge in questione è la 146/90, e prevede un preavviso minimo di 10 giorni (non è specificato, quindi sono solari). I singoli contratti di categoria possono alzare ma non abbassare questo limite. Ho guardato il contratto della scuola in vigore e non c'è alcun cenno di variazione del limite, che quindi dovebbe rimanere questo. Per una manifestazione il 28 o il 29 ottobre era necessario quindi annunciarla entro il 17 o il 18. Mi pare di ricordare che i manifesti siano stati affissi ben prima di queste date (in effetti, era stata confermata dal dubbioso Bonanni il 4) e quindi la data del 30 non era obbligata.

Ma anche la data di approvazione della legge non era predefinita, poteva slittare, magari per sensibilità del governo alle proteste in corso (non sono i tipi) magari per qualche incidente di percorso. Ma così non è stato. C'era anche una possibile eccessiva vicinanza con la manifestazione del PD. Alla fine, come concatenazione di eventi e andamento progressivo e crescente della protesta (dall'"onda" al PD al mondo della scuola) la giornata di sciopero è stata anche più efficace e sarà la base per le successive azioni di ostruzionismo all'applicazione della legge. Tanto, potevano anche esserci il doppio di persone in piazza, il governo di destra avrebbe approvato lo stesso. Confidando nella "maggioranza silenziosa" degli italiani che li appoggia e alla quale, essendo silenziosa, può essere attribuita qualsiasi opinione.

"Dove devo firmare?"
E' vero però che la UIL e soprattutto la CISL hanno tentennato a lungo su questa manifestazione, cercando anche di rinviarla come non opportuna dopo la crisi in borsa (questo è avvenuto il 12 ottobre). Ora, qualcuno potrebbe chiedersi, questi due sindacati, la CISL e la UIL, di preciso a cosa servono? I leader sono spesso in televisione a criticare tutti e a fare gli arrabbiati di turno. Ma nei comportamenti concreti questi due sindacati si potrebbero soprannominare ormai "Dove devo firmare?". La controparte può essere la Confindustria (riforma del contratto di lavoro), la Funzione pubblica (contratto degli statali), il governo (accordo Alitalia-CAI) ma il comportamento è lo stesso: firma rapida e ad occhi chiusi. Solo in un caso recente, a pensarci bene, la firma della CISL è stata problematica, anzi non è arrivata proprio, con il governo Prodi per l'accordo Alitalia-Air France.

Ma non voglio fare dietrologia, solo osservare, con tutto il rispetto per eventuali iscritti alla CISL o alla UIL che dovessero incappare in queste note, che non mi ricordavo fosse questo il ruolo di un sindacato, normalmente dice di no e tratta. Certo bisogna anche essere responsabili e consapevoli del bene comune, ma parte di questa responsabilità dovrebbe riguardare anche la importanza di mantenere intatta l'unità sindacale e l'unità d'azione con il sindacato maggiore, la CGIL. Altrimenti si aumenta a dismisura il potere della controparte (che divisa non è mai). La dietrologia non è materia mia e quindi mi fermo qui. 

(Non ho foto mie o di amici del 30 quindi metto la prima foto che Google restituisce nella ricerca per immagini con "manifestazione scuola 30 ottobre", sono un gruppo di studenti di Trieste, l'immagine è tratta da http://trieste.rvnet.eu , il copyright è implicito)
(Il post era dedicato al decreto Gelmini del 30 ottobre 2008 che tra le altre cose reintroduceva il maestro unico alle elementari e limitava il tempo pieno sempre alle elementari)

2 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione,Alberto: il comportamento di CISL e UIL è francamente SCONCERTANTE. Soprattutto sul contratto statali, hanno fatto la figura degli stuoini di Brunetta. Il contratto è vergognoso: 40 euro netti sono una mancia (non vorrei chiamarla elemosina per rispetto di chi l'elemosina la chiede davvero), non un aumento salariale...

    Però ricordo che la CISL battagliò parecchio per ottenere quell'invereconda transumanza di pecore e somari che va sotto il nome di "riqualificazione"....

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  2. Per rimarcare il ruolo del tutto superfluo e marginale che l'attuale governo riserva alla CGIL e anche agli altri sindacati, a parte il pranzo di lavoro Tremonti-Bonanni-Angeletti del quale hanno parlato i giornali, ecco il comunicato del governo sull'accordo, dove si nota che l'accordo sarà applicato comunque, anche senza una conclusione formale delle trattative: "È stato siglato tra Governo e sindacati giovedì 30 ottobre, a Palazzo Chigi, il Protocollo d'intesa sul rinnovo dei contratti dei lavoratori del settore pubblico. L'intesa sottoscritta da Cisl, Uil, Ugl, Confsal e Usae, a cui non ha aderito la Cgil, prevede le modalità di rinnovo del contratto per tutto il pubblico impiego secondo quanto stabilito dalla legge finanziaria per il 2009, attualmente in esame al Parlamento. Stanziate dal Governo risorse complessive pari a 6 miliardi di euro destinati per il 50% agli statali e per il 50% al personale delle regioni e degli enti locali con un incremento dei salari pari a circa il 3,2%. Inoltre, verrà erogata a dicembre, direttamente in busta paga insieme alla tredicesima, l'indennità di vacanza contrattuale pari al 50% dell'inflazione programmata per il 2008. Si tratta di circa 114 euro lordi per ogni dipendente pubblico. Le risorse messe a disposizione del governo consentono di avere una dinamica salariale 2008/2009 sensibilimente migliore del settore privato. Viene inoltre mantenuto il potere d'acquisto del lavoratore pubblico. Nel protocollo d'intesa è previsto, infine, il recupero dei 200 milioni di euro relativi ai fondi di amministrazione che erano stati tagliati dal decreto legge 112/2008 convertito con modifiche nella legge 133/2008. Questi fondi vengono ripristinati sia per il 2009 che per il 2010. Nel caso in cui le trattative per il rinnovo dei contratti non dovessero essere concluse entro la fine dell'anno, dalla data di entrata in vigore della legge finanziaria, le somme previste possono essere erogate anche mediante atti unilaterali, salvo conguaglio all'atto della stipulazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro."

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