domenica 14 dicembre 2008

Una città brutta e triste

Il servizio giardini del Comune di Roma dovrebbe occuparsi dei giardini e dei parchi di Roma, e quindi in particolare del loro più prezioso patrimonio: gli alberi. Prezioso perché, come chiunque nota durante la vita, gli alberi impiegano molti anni a crescere.

Però sono belli, quasi necessari al nostro equilibrio. Difatti gli architetti e i costruttori in genere, quando devono vendere un nuovo quartiere, non mancano mai di inserire (nei disegni e nei plastici) tanti alberelli che consentono di scrivere negli annunci "case di nuova costruzione, immerse nel verde". Che poi questi alberi ci siano veramente al momento dell'acquisto o negli anni (o decenni) a venire è un altro paio di maniche.

Dall'ottocento in poi questo semplice sistema per addolcire la vita in città (portandoci almeno un ricordo, una citazione, della campagna e della natura libera) si è esteso in tutte le città dell'occidente sotto forma di "viale alberato".

Il servizio giardini di Roma è appunto preposto alla manutenzione dei viali alberati che le generazioni precedenti hanno generosamente lasciato alla città (solo le precedenti, non mi risulta alcun viale alberato degno di questo nome negli ultimi quarant'anni, forse mi sbaglierò). Invece sembra dedito, da anni, alla sistematica distruzione dei suddetti viali.


Gli ultimi casi di una lunga serie di cui ho notizia riguardano alcune strade del centro, come Via Labicana, Viale Aventino, Via Claudia, Via Santa Croce in Gerusalemme (foto). Strade non secondarie, che collegano basiliche o monumenti famosi nel mondo come il Colosseo.

Naturalmente non si tratta di vandalismo allo stato puro, una motivazione di solito c'è, e finora era che "gli alberi erano malati". Motivazione che comunque deve essere sempre ricercata o estorta, perché mai esplicitata con cartelli o altre comunicazioni ai cittadini. Nel più puro stile "amministrazione lontana ed estranea", quello sempre biasimato in decine di convegni sulla PA.

Con Via Claudia però è stata introdotta una variante, la spiegazione estorta è stata che gli alberi "erano alla fine del loro ciclo vitale".

Dobbiamo ringraziare che i responsabili del servizio giardini non abbiano in gestione il Sequoia Park in California, con lo stesso principio abbatterebbero le sequoie millenarie, che sicuramente la loro vita l'hanno fatta!

Ma ammettiamo pure che gli interventi fossero indispensabili. Abbattere un albero secolare o pluridecennale è una cosa triste, ma in certi (limitati) casi inevitabile.

Ci aspettiamo però che in questi (limitati) casi il servizio giardini si applichi a studiare una soluzione che ripristini il viale con alberi sicuramente più giovani, ma che mantengano la stessa funzione e la stessa estetica. Sì perché gli alberi rendono bella una strada, anche se in sé non lo è, e noi umani abbiamo bisogno di essere circondati dal bello.

Per un po' l'hanno anche fatto, ad esempio a Via Conte Verde o a Via Pretoriano, piantando degli alberelli (ignoro i nomi, sono a zero totale in botanica) sempreverdi e con una chioma frondosa e di forma quasi sferica, che non si sviluppano verso l'alto e quindi che fanno ombra d'estate, ma abbastanza alti da far sì che persone o macchine vi passino sotto.

Da un paio d'anni però, dopo gli abbattimenti a Viale Aventino e Via Labicana, pare abbiano perso completamente il controllo della situazione, usando alberi che apparivano già inadatti appena piantati, a sviluppo verticale, e decisamente troppo piccoli (sarebbero adatti, forse, per una terrazza o un giardino di una villetta a schiera).


Ma quel che è peggio è che non hanno attecchito, dopo pochi mesi si erano seccati quasi tutti, fornendo ai turisti (e agli abitanti) una immagine di desolazione e imperizia (tipica italiana).

Errare è umano, e dalla esperienza si può imparare. Questo non vale però per il servizio giardini che, un anno dopo, ha ripiantato lo stesso tipo di alberi! Che hanno fatto regolarmente la stessa fine. Tutti secchi.

Avevano però una terza opportunità, a Via Claudia (quella rasa al suolo per eutanasia preventiva) e qui ci hanno pensato bene sopra e per evitare sorprese, hanno piantato i nuovi alberi già secchi (vedere la foto per credere).

In ogni caso sono alti mezzo metro più dell'albero di Natale di casa mia, e quindi, anche nel caso improbabile che prima o poi da quei rami secchi spuntino dei germogli, Via Claudia sarà un viale alberato per i nostri nipoti, sempre ammesso che le promesse di allungamento della vita media a 120 anni fatte da Berlusconi si avverino.

A Via di Santa Croce in Gerusalemme invece hanno usato un altro sistema, il patchwork: alberi di vario tipo si alternano da un lato all'altro del viale, e sono intervallati dai platani (spero di azzeccarci) superstiti, che sono alti come palazzi.  Le impressione che ricava il passante: brutto, confusionario, disordinato,  e triste.

Ma i viali alberati di  Roma sono ancora molti, e il servizio giardini deve impegnarsi ancora con Via Merulana, o Via Nomentana, o Corso d'Italia, o  Corso Trieste per trasformare la ex capitale del bel vivere in una città brutta e triste.

Ma si stanno applicando con buona lena e sono già a buon punto, in particolare nel I Municipio. Perché? Non si sa. Probabilmente è un altro dei misteri di Roma (per i quali attendo sempre suggerimenti.


(Le immagini sono state scattate il 7 dicembre 2008, quelle riprese da Google Earth risalgono presumibilmente a settembre 2008. Con i nomi delle strade che abbiamo citato entrando in Google Earth si può fare un giro virtuale).
 

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