lunedì 5 gennaio 2009

La politica italiana spiegata a un marziano

L'altro giorno, proprio davanti al Colosseo, mi è capitato di spiegare come funziona la politica italiana a un marziano. Era in visita a Roma e non aveva molto tempo, infatti per tutto il nostro pianeta aveva a disposizione tre giorni, perché negli altri due della sua settimana annuale di ferie aveva in programma di visitare altri due pianeti, dei quali mi ha detto il nome, ma non lo ricordo, anche perché non li avevo mai sentiti nominare. Parlava bene l'italiano grazie al suo traduttore elettronico, e quindi l'unico sforzo che ho dovuto fare (particolarmente arduo per me) è stato di sintesi. Aveva sentito parlare su qualche rivista del suo pianeta del caso Italia e delle sue vicende politiche particolarmente complicate, e quindi era curioso di saperne di più.

Gli ho smentito che fosse così complicata. E' anzi piuttosto semplice, almeno dal passaggio alla cosiddetta "seconda repubblica" nel 1994, direi quasi ripetitivo.

Tutto il meccanismo ruota intorno ad una consolidata abitudine italiana, a cui diamo normalmente il nome di "evasione fiscale". Per i governi che si avvicendano è come un grande salvadanaio, dal quale possono attingere, a scelta, risorse (soldi) o voti.

I governi di centro sinistra hanno scelto finora la prima strada, aumentando (ma neanche tanto) il prelievo fiscale trovano in un attimo le risorse che servono per risanare il deficit (lasciato dai governi precedenti, vedi dopo) e anche per finanziare lo sviluppo o lo stato sociale. Il problema per loro è che la evasione fiscale, appunto, è molto estesa, e gli evasori (e aspiranti tali) sono molti, spesso convinti di essere costretti a evadere dallo stato malfunzionante (e qualche volta è vero) e comunque votano.

E ovviamente non votano per il centro sinistra, ma per il centro destra, che ha regolarmente nel programma l'abbassamento del prelievo fiscale, sostituito però, ultimamente, dalla abolizione di alcune tasse-simbolo.

Anche il centro-sinistra prova sistematicamente ad abolire tasse o fare sgravi fiscali, ma è come il centro destra quando proclama la lotta all'evasione. Non c'è niente da fare, i ruoli in commedia sono altri e sono ormai stabiliti.

Ridurre il prelievo fiscale è facile, ci sono tanti modi (condoni, ecc.) ma il problema per i governi i centro destra è che in questo modo diminuiscono anche le entrate, le risorse. Quindi i loro ministri dell'economia devono ingegnarsi ad inventarsi sistemi per andare avanti lo stesso, cosa resa più difficile da alcuni vincoli europei (qui sono andato più veloce per non complicare troppo la spiegazione), e la cosa più semplice è quella che fa qualsiasi capo famiglia che vuole vivere al di sopra delle sue possibilità: rosso sul conto in banca e vendita preventiva di quello che si dovrebbe incassare in futuro.

Capito questo meccanismo si capisce anche facilmente la politica italiana, che funziona quindi come un perfetto ping-pong (gioco conosciuto anche su Marte, ho appreso).

Ed è andata regolarmente così: il Berlusconi I con il suo deficit, il Prodi I con il risanamento dei conti e il rientro dei parametri per il passaggio all'Euro, e poi il D'Alema I con lo sviluppo dell'economia nel periodo del boom Internet e con l'avanzo primario a livelli record, poi il Berlusconi II e III con il progressivo azzeramento dell'avanzo primario e la procedura d'infrazione UE, poi il Prodi II con il veloce aggiustamento dei conti e l'altrettanto veloce caduta (anche) per impopolarità diffusa, quindi il Berlusconi IV con l'altrettanto veloce ritorno al deficit nei conti pubblici (per calo delle entrate).

Anche le persone sono esattamente le stesse (da 12 anni), per il centro sinistra sono sempre Visco e il capo delle entrate Romano a far la parte dei cattivi, per il centro destra è sempre Tremonti a fare la parte di quello che porta i conti in rosso. I grandi direttori generali dello stato sono ormai tutti bipartisan (nel senso che passano da un governo all'altro) tranne appunto Massimo Romano.

Anche i contribuenti italiani (e i loro commercialisti) sono ormai assuefatti a questo sistema. Infatti con il governo Prodi II del 2006 non hanno neanche aspettato le tradizionali misure di lotta all'evasione: hanno pagato di più spontaneamente e anticipatamente.

"Ma gli italiani non si accorgono della contraddizione?" mi ha chiesto. "No, siamo un popolo di ottimisti" gli ho risposto.

"Quindi la prossima volta toccherà al centro sinistra?" mi ha chiesto ancora. "Se esisterà ancora, penso di sì", ho risposto io.

Poi l'ho salutato, sono riuscito a stare in 3000 caratteri (come confermava il suo traduttore elettronico) e mi sembrava abbastanza soddisfatto, sarebbe rimasto volentieri ad approfondire altri aspetti sui quali avevo forzatamente sorvolato, come il rapporto tra i servizi offerti dallo stato e il peso delle tasse richieste, o il motivo per cui questo meccanismo di formazione del consenso (o del dissenso) coinvolge anche i lavoratori dipendenti che vengono tassati con ritenuta alla fonte, o ancora su quali siano gli impedimenti per diminuire, magari, le spese, ma andava veramente di corsa, nel pomeriggio doveva ancora visitare New York e poi Tokyo e non voleva perdersi le cose essenziali.

1 commento:

  1. CVD:

    ROMA - Le entrate tributarie nel primo bimestre del 2009 sono diminuite, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, del 7,2%, passando da 59,173 miliardi di euro a 54,892 miliardi. Brutte notizie anche sul fronte del debito che ha sfondato quota 1.708 miliardi di euro, un livello che finora non era mai stato raggiunto. Il Supplemento al Bollettino statistico della Banca d'Italia segnala un inizio d'anno in salita per i conti pubblici del Paese, anche se si tratta dei primi due mesi e prima di tirare la linea bisognerà attendere i dati degli altri dieci.

    (La Repubblica, 15 aprile 2009)

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