venerdì 27 febbraio 2009

Chi ha paura del porcellum corretto?

Porcellum, do you remember?
Sono passati solo 15 mesi da quando si parlava di sistemi elettorali, di porcellum, di referendum, di sistema proporzionale corretto alla tedesca, di vassallum ... e di referendum Segni-Guzzetta. Ma chi erano questi due signori e cosa volevano? Non se lo ricorda quasi più nessuno, perché poi l'esecrato porcellum ha consentito a sorpresa di avere il parlamento più maggioritario della storia repubblicana. Per l'ok della Corte costituzionale a questo referendum e per il suo possibile successo, se qualcuno lo ricorda ancora, è iniziato il nervosismo di Mastella e infine è caduto il governo Prodi. Ora eccolo di nuovo tra noi (il referendum).
Ma cosa si proponeva? Io l'avevo chiamato porcellum col fard perché si limitava ad alcuni ritocchi cosmetici al porcellum. Ne avevo parlato più in dettaglio a suo tempo, ma in estrema sintesi correggeva due aspetti della legge attuale: 1) la possibilità di avere gli stessi candidati e gli stessi capolista in più circoscrizioni; 2) l'abolizione del premio di maggioranza per le coalizioni. Le cose peggiori, le liste bloccate e i deputati scelti dalle segreterie dei partiti, rimangono così come ora.


La prima modifica non interessa poi molto, anche sa può dare fastidio ai partiti-nome (tipo Berlusconi o Di Pietro), è la seconda che avrebbe più effetti. La soglia per entrare in parlamento si alzerebbe ancora, arrivando al 4% alla Camera e all'8% al Senato (su base regionale) e solo partiti con lista unica
potrebbero concorrere alla conquista della maggioranza.

Perché il PDL ha tanta paura del referendum Guzzetta?
 
Vogliono addirittura sfidare il loro stesso elettorato preparandosi a buttare una montagna di soldi (400 milioni, secondo la stima de lavoce.info) per separare l'appuntamento elettorale del referendum dall'election day per le europee e per le amministrative. E favorire così il classico fallimento per mancato quorum.
Ai due partiti maggiori un eventuale successo del referendum non darebbe molto fastidio, anzi sarebbe un ulteriore passo verso il bipartitismo. Ma avrebbe parecchi effetti su tutti gli altri:

  • la sinistra radicale potrebbe entrare alla Camera solo se unita in una sola lista, e avrebbe difficoltà alla Camera.
  • l'UDC avrebbe le stesse difficoltà di ora (quorum raggiungibile alla Camera e assai arduo al Senato).
Esattamente quello che è avvenuto nelle elezioni del 2008 per effetto della decisione del PD di correre da solo e dalla contro-decisione del PDL di mollare l'UDC. In pratica la sinistra radicale ha già anticipato spontaneamente l'effetto del referendum Segni-Guzzetta.
Quindi dove sarebbe la novità? E quale il problema?

Il problema c'è
, e si chiama Lega. E' un partito che ha oscillato attorno alla soglia del 4% su base nazionale e supera l'8% in un paio di regioni (ma non sempre).

Non potrebbe apparentarsi a rischio zero mantenendo l'autonomia, come ora, dovrebbe presentarsi nelle stesse liste assieme al PDL alla Camera. E al Senato dovrebbe fare la stessa cosa.
Un rischio minimo, in base alle ultime elezioni e ai sondaggi. Ma c'è qualcosa di più: il numero di deputati e senatori della Lega sarebbe molto inferiore se restassero fuori dalla coalizione, non avrebbero il beneficio del premio di maggioranza.
Una eventualità che la Lega non ha la minima intenzione di correre, e l'attuale vertice della destra ha (evidentemente) necessità assoluta della Lega, tanto da andare contro i suo stessi interessi e di essere pronto a tutto per far fallire il referendum Segni-Guzzetta.

Un referendum sulla Lega

Ma allora questo referendum non è su qualche cambiamento al porcellum (che resterà sempre la peggior legge elettorale del mondo occidentale) ma sulla Lega! Se passa, se si raggiunge il quorum nonostante i maneggi del governo, per la Lega delle classi differenziali, del federalismo-sola, delle ronde e di tutto il resto sarebbero grossi guai. Chissà se gli elettori che hanno interessi opposti a quelli rappresentati dalla Lega (e che sono la maggioranza) se ne accorgeranno, di questa opportunità? Come fecero ai tempi del famoso referendum sulle preferenze dello stesso Segni, che diventò nel 1991 un referendum pro-o-contro il CAF? Improbabile, con una copertura televisiva che possiamo immaginare assai carente. Impossibile con i classici argomenti di ingegneria costituzionale e riforme del sistema politico. Ma se diventasse un referendum pro o contro la Lega ...

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