sabato 4 aprile 2009

Aboliamo il sostituto d'imposta

La politica italiana è talmente ripetitiva che non c'è neanche bisogno di tirare fuori sempre nuovi post a cadenza quasi giornaliera. Basta riprendere quelli già fatti, anche a distanza di tempo. Per esempio in questi giorni ecco nuove stupite notizie sulle dichiarazioni dei redditi dei lavoratori autonomi versus i lavoratori dipendenti.

Pare, dai dati della Agenzia, che il 78% delle entrate IRPEF provenga dai lavoratori dipendenti (che sono circa la metà del totale), che un esiguo 2% del totale dei contribuenti abbia un reddito sopra i 70.000 € all'anno (che corrispondono, per un lavoratore dipendente, a 3000 € netti al mese per 14 mensilità, uno stipendio che non consente certo di comprare uno yacht, neanche a rate, eppure basta andare a Porto Ferraio o al Giglio o anche al Porto di Ostia ...), che tra i lavoratori autonomi oltre il 50% dichiari meno di 35.000 € all'anno, e che il contributo all'Irpef del lavoro autonomo è pari al 4,2% del totale, e che in sintesi il reddito medio degli italiani soggetti a Irpef è 18.000 € all'anno (sempre lordi, s'intende).


Non mi pare ci abbia fatto caso nessuno, ma il PIL pro-capite del 2006 (fonte: Calendario atlante De Agostini) era 31.791 € (ca. 38.200 €), mi pare ci sia qualcosa che non torna.

Comunque questa notizia mi pareva di averla già commentata un paio di anni fa (era il giugno del 2007, c'erano polemiche in corso sugli studi di settore), e il titolo era: Come fa un gioielliere ad arrivare a fine mese?

Non c'è neanche bisogno di riciclarla, va bene ancora così com'è.

Per capire il perché e l'ineluttabilità di questa situazione è anche subito pronto un altro post di qualche mese fa: La politica italiana spiegata a un marziano.

Qualche anno fa qualcuno (non ricordo chi) propose una soluzione estrema a questo eterno problema dell'equità: abolire il sostituto d'imposta e ritornare al sistema degli anni '60. Peccato sia impraticabile, sarebbe veramente interessante verificarne gli esiti.

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