sabato 11 aprile 2009

Maria Cazzetta, Santa Pupa e Cacini

La ironica fantasia del popolino romano ha inventato nei secoli figure e metafore che consentono di spiegare bene quello che succede nel nostro amato paese. Un personaggio molto citato dai veri romani (io non lo sono, ma mi applico) è Santa Pupa. Sempre (o quasi) presente, è quella figura immaginaria che protegge i bambini e i poveri di spirito dalle più rischiose imprudenze, consentendo loro di attraversare indenni una strada trafficata e simili. Era presente (non con questo nome) anche in un racconto di fantascienza di diversi anni fa, mi sembra di Jack Vance, dove il protagonista capitava in un pianeta dove la razza umana era fortemente evoluta, erano tutti, uomini e donne, bellissimi come dee e come dei, ma con il cervello di un bambino di 4 anni particolarmente distratto, e vivevano felici in un mondo dove tutto, però, funzionava alla perfezione. Se un operaio felice e ottimisticamente inconsapevole di ogni istruzione operativa e norma di sicurezza, nonché più bello di Brad Pitt, era al comando di una gru e nel fare manovra stava per buttare giù il grattacielo vicino, all'ultimo secondo si inceppava il motore, e poteva così posizionare meglio il braccio della gru.
 
Dopo qualche giorno il protagonista, solito vagabondo delle stelle, scopriva il segreto, Santa Pupa in questo caso erano i pochi terrestri ancora dotati di un intelletto con tutti i neuroni a posto che, dalle loro città sotto terra, con raffinati strumenti video e comandi a distanza, intervenivano sistematicamente a evitare danni a quel popolo di bambinoni felici.

Maria Cazzetta invece è la protagonista del celebre detto "i risparmi di Maria Cazzetta" (esiste anche la versione in inglese: "Maria Cazzetta's savings") colei che, per risparmiare 100 lire, ne spende poi 10.000 per aggiustare quello che si è guastato, per ricomprare quello che poi non era un così grande affare, per completare quello che sperava di evitare.

Guardando con tristezza e partecipazione i danni terribili del terremoto in Abruzzo non potevano non venirmi in mente questi personaggi. Quella unica casa intatta nel paesino di Onna, l'agglomerato che si trovava proprio sopra l'epicentro, rimasta in piedi perché il proprietario, l'unico, aveva evidentemente deciso di spendere un po' di più per costruirla seguendo la normativa antisismica, anche se non obbligatoria.

algeria-1E perché non era obbligatoria? Perché ogni anno veniva rinviato l'obbligo di applicazione, anche nelle zone ad alto rischio sismico, secondo una nuova tradizione legislativa italiana, che segue il rito della finanziaria, il "decreto milleproroghe".

E lo sciame sismico, ultimo tentativo, forse, di Santa Pupa per avvertire dell'imminente pericolo? Non è prevedibile un terremoto con data e ora, e non è possibile evacuare intere città con decine di migliaia di abitanti ogni notte o quasi, siamo d'accordo.

Ma almeno un programma straordinario di verifica preventiva e di stress test sulle abitazioni più a rischio si poteva provare ad iniziarlo, o no? Tra il fatalismo e il pessimismo cosmico esisterà, spero, una via mediana.

E quelli che sapevano di aver costruito violando tutte le norme? Zitti e buoni, invocando ogni notte Santa Pupa? O cinicamente tranquilli che la confusione legslativa italiana e le prescrizioni li avrebbero comunque salvati? O talmente ignoranti e sprovveduti da non avvertire neanche il rischio?

Alla fine la scossa violenta è arrivata proprio in piena notte, con le conseguenze che sappiamo. Ed è veramente triste, e fa rabbia, sentire l'esperto di turno affermare che un terremoto della stessa intensità, in California, non avrebbe fatto neanche una vittima. Anche in California ci sono case vecchie, costruite prima di conoscere le tecniche per la costruzione antisismica, anche gli USA sono un paese capitalista con uno stato molto leggero, eppure, nel loro stesso interesse e con pragmatico e anglo sassone buon senso, hanno speso quello che dovevano spendere per mettere in sicurezza vaste aree di uno stato che è più esteso del nostro paese.

Noi preferiamo risparmiare, rimandare gli investimenti, non sia mai che sia necessario aumentare di qualche percentuale le tasse, salvo poi spendere non so quante volte tanto, a parte il costo incalcolabile delle vite umane spezzate, per agire in emergenza. L'emergenza come unica molla di efficienza.

E qui arriva Cacini, l'altro personaggio. In questo caso realmente esistito (qualche anno fa è venuto a casa mia per riparare un rubinetto il nipote, che faceva l'idraulico, Cacini era un attore dei primi decenni del novecento). Arrivava trafelato all'ultimo momento e voleva mettere tutto a posto, diventare il primo.

E così facciamo sistematicamente noi, quando una emergenza riporta all'attenzione questa o quella carenza organizzativa del nostro sistema paese. Vogliamo applicare "la legislazione più avanzata in materia". Così per la sicurezza sul lavoro non basta la normativa europea (che peraltro non applichiamo) vogliamo andare oltre, con la normativa approvata nel 2007 (inapplicata anche quella e in via di semplificazione, ovvero di non applicazione autorizzata). Così con la normativa e i permessi per edificazione e ristrutturazione, una giungla di certificati di idoneità statistica, libretti di fabbricato, certificati di abitabilità, certificati di prevenzione incendi, che poi si scopre che non sono presenti spesso o quasi mai perché intrecciati tra competenze di più enti e incongrui tra di loro.

marocco-1Il risultato è che sulla carta tutto è perfetto, nella realtà tutto è imperfetto e approssimativo e che l'applicazione della normativa bloccherebbe tutto. O, almeno, la normativa è così complessa che fornisce una ottima scusa agli eterni cercatori di scorciatoie e agli eterni facilitatori di scorciatoie.

Una normativa più semplice e controlli a campione sistematici sarebbero certamente una soluzione più logica. Basterebbe copiare con umiltà una qualche legislazione di un paese civile europeo a nostra scelta. Ma preferiamo continuare così, come i bambinoni del racconto di Jack Vance.

Per questo, lo confesso, sono restio a partecipare alla rituale raccolta fondi. Sono sottoscrittore di altri programmi, ma questa volta avverto qualcosa di stonato. Tutti pronti e generosi dopo che il danno è fatto, ma tutti altrettanto pronti (come la Confindustria) a criticare i costi eccessivi di questa o quella normativa di sicurezza (vedi quella sulla sicurezza del lavoro), quando Santa Pupa è meno distratta.

Mi spiace, ma è lo Stato, ai suoi vari livelli, usando i fondi che una metà dei cittadini trasferisce loro sotto forma di tasse (e io sono tra questi e me ne accorgo) che deve provvedere. Lo slancio generoso nella raccolta dei fondi lasciamolo a quell'altra metà che forse in questo momento un qualche complesso di colpa lo avverte (o forse no, sono troppo ottimista).
 

1 commento:

  1. Altro che risparmi: 12 miliardi di Euri per la ricostruzione! Una finanziaria dei bei tempi. Ma perchè prevenire quando ci si può affidare a Santa Pupa? Conosco un condominio dove gli stessi condomini hanno rinviato più volte la stesura del libretto di fabbricato contando sul fatto che ne fosse sospesa la obbligatorietà. E alla fine non è più obbligatorio e non lo faranno fare più. Così potranno risparmiare qualche centinaio di euro a famiglia, forse meno. Neanche che poi dentro quel palazzo ci abitasse qualcun altro.

    Siamo proprio sicuri che la colpa sia sempre dei famigerati politici?

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