sabato 6 giugno 2009

Il tramonto della carta di credito

Un tempo era uno status symbol. Negli anni '80, gli anni dello yuppismo, quando la carta di credito è arrivata in massa anche qui da noi (prima o poi tutte le abitudini americane arrivano), si faceva a gara a chi ne aveva di più nel portafoglio. Anche io, lo ammetto, giravo con tre carte di credito inserite negli appositi comparti del portafoglio.

Nasceva con uno scopo molto semplice: andare in giro senza contanti, con pochi spiccioli, per motivi di sicurezza. Era nata come una evoluzione dei traveller's cheques, gli assegni prepagati ma non circolabili inventati dalla American Express per i primi turisti degli anni trenta. Averla voleva dire essere solvibile, avere un lavoro o una attività sicura e remunerativa. Tirarla fuori mandava un messaggio di solidità e di successo. Non la davano a tutti, la carta di credito. Usare le banconote per acquisti consistenti mandava un messaggio inverso, di fortuna occasionale e precaria. Andava appena un po' meglio con gli assegni, anche se la facilità di trucchi e di assegni scoperti provocava quel cartello così frequente nei negozi: "non si accettano assegni".

Ricordo uno che raccontava di essere andato a pagare, per provocazione, un videoregistratore con soltanto monete. I pochi che tiravano fuori la carta di credito avevano invece un credito, appunto, assicurato. Passavano magari per gente che andava spesso all'estero.
All'estero infatti la usavano già da tempo. Ad esempio in Francia erano già molto più avanti. Ricordo la fila per pagare ai magazzini La Fayette, saremo stati alla fine degli anni '80, ero a Parigi per lavoro e con un collega eravamo lì per le solite spese e regalini che si fanno alla fine di un viaggio. Alla cassa ci siamo resi conto che, tra 12 o 15 persone che c'erano, eravamo gli unici a pagare con banconote. Le usavamo perché per il viaggio avevamo preso un anticipo cassa e ci sarebbero rimaste poi da cambiare in Italia. Ma gli altri avevano tutti carte di credito o Bancomat. Con i nostri contanti ci sentivamo fuori posto, quasi dei pezzenti.

Vuoi mettere invece quella mitica pubblicità della American Express di fine anni '70 che inquadrava il sedere di un tizio in jeans, con in tasca soltanto lo spazzolino da denti e il rettangolino di plastica verde? Che senso di libertà e di indipendenza che dava? La carta non dava alcun vantaggio economico, anzi costava (e lo status symbol nello status symbol era che te la pagasse l'azienda). Un minimo vantaggio è che il pagamento veniva differito da 10 a 40 giorni. Ma ovviamente non faceva alcuna differenza sul budget familiare.

E' stato qualche anno dopo che qualcuno ha pensato di differire il pagamento un po' di più, anche all'infinito. La carta di credito (chi ce l'ha, ha credito) diventava carta di debito (chi ce l'ha, è uno che fa debiti). Ed è diventata uno strumento per affrontare la crisi, prima post inflazione post Euro, poi post crack finanziari USA, uno strumento per linearizzare le uscite sull'anno, pagando ovviamente gli interessi (e che interessi) a chi fornisce la carta di debito.
Che è diventata in questo modo facilissima da ottenere, differenza di un tempo. Infatti chi ci guadagna è chi te la da', e infatti ora la danno anche gratis (come costo annuale).

Poi, in generale, si può anche usare come carta di credito tradizionale, saldando il 100% ogni mese, ma la tentazione (e i bisogni) sono a favore dei gestori. Così in fila al supermercato tirare fuori la carta di credito (o di debito, ma non è che c'è scritto sopra) non è più uno status symbol, non suscita sorpresa e interesse nelle massaie in fila.

Ce l'hanno ormai tutti. Se usi la carta sei probabilmente uno che fa debiti, o almeno che ha bisogno di differire le spese, magari hai il conto in profondo rosso, quindi sei potenzialmente sospetto. Così, come prima cosa, ti chiedono un documento. Alla faccia della pubblicità dell'American Express e del "denaro sicuro" e garantito dal sistema delle carte. Poi segnano l'acquisto su un libriccino, non si sa mai. A questo punto per distinguersi in fila al supermercato bisogna avere almeno una "carta oro" (quella che danno a chi spende un sacco di soldi con la carta) ma si tratta comunque di un messaggio per intenditori. E comunque il documento te lo chiedono lo stesso.

Molto meglio il Bancomat. Almeno dimostri che i soldi sul conto ancora ce li hai. Ma ancora meglio tirare fuori i contanti, se sono quelli giusti. L'ideale è la banconota da 100 Euro, così rara, dimostra che il tuo reddito è consistente. Quella da 500 no, è esagerata, senza meno chiamano il direttore per controllare se è vera, non se ne vedono mai in giro, e non parliamo del resto. 100 Euro è l'ideale. E peraltro per la spesa settimanale di una famigliola ne servono un paio. Triste tramonto della carta di credito nel mondo globalizzato.


(Nelle immagini, tratte ovviamente dal relativo sito istituzionale [è tutta pubblicità, in fondo, non dovrebbero avere da ridire] la carta American Express, o familiarmente Amex. La pubblicità degli anni '70 non la ho, ma qui sopra ecco l'ultima campagna USA con la cantante Beyoncè come testimonial. Altro che viaggi in libertà, si torna ai messaggi base, vita nel lusso, jet privati, auto sportive, pellicce politically uncorrect, pure il vestito e le scarpe sono d'oro)

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