giovedì 3 settembre 2009

Il primo paese per vecchi


L'Italia è "un paese per vecchi" si ripete ormai con una certa frequenza, citando ironicamente il bel film dei fratelli Cohen. Un paese dove il potere è saldamente in mano agli over qualcosa, perfino nello spettacolo leggero. E per i giovani rimangono solo posti in piedi.

Chi l'avrebbe detto, in un mondo così ossessionato dall'aspetto giovanile? E dove nelle aziende, riprendendo alcune (non) buone abitudini USA, se non sei dirigente (partner, in USA) prima dei 40 ormai è troppo tardi, e dopo i 50 se non sei minimo direttore generale sei "in rilascio" e ti preparano l'uscita agevolata?


Un mondo così genialmente contradditorio un profetico fumettista l'aveva immaginato parecchio tempo fa, quando proprio nessun altro riusciva a vederlo nel futuro, ai tempi del baby boom, in cui tutto doveva essere giovane, e qualunque successo di 2-3 anni prima in qualsiasi campo era già fuori moda. Erano gli anni '70 e l'autore era il francese (Georges) Wolinski, assieme al disegnatore Pichard (non ancora incamminato sulla discutibile china degli anni a venire) impegnato nelle sorprendenti avventure di Paulette. Eravamo verso la fine della saga della ereditiera, e i due autori erano impegnati in un "prequel", come si usa oggi, e raccontavano le prime avventure della eroina delle buone cause (dagli esiti spesso opposti alle intenzioni), ancora adolescente.

Che arriva appunto nel primo e autentico paese per vecchi, dove Wolinski aveva previsto anche le ronde.
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Un paese per vecchi ha paura del nuovo e deve difendersi. Anche l'intrattenimento è in mano sempre agli stessi personaggi (Carrà? Baudo?)


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Purtroppo alle ronde, a volte, sfugge di mano la situazione (sono dilettanti, bisogna capirli)
"Cosa vuoi, tutti ci tengono ai loro giovani. "E' uno buono il mio", ecco cosa dicono "Un giovane buono è un giovane morto"

Ma i giovani esistono ancora, nelle loro edonistiche
riserve autonome, e vivono solo nel presente.

 
































I lavori più ingrati sono lasciati alle colf giovani (extra-comunitarie?)

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Il ballo annuale di questo e quello. I giovani devono stare al loro posto, ma se si abbassa
la guardia arrivano i clandestini.

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"Perché sono tutti così cattivi in questo paese?"
"Quando saremo vecchi saremo ancora più cattivi di loro"
"Ancora cinquanta anni. Conto i giorni"

Scontro generazionale. Ma i ricchi hanno sempre un angelo custode. Che sistema le cose.


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E li porta lontano dal paese dei vecchi (a Barcellona?).
E il paese per vecchi può rimanere a sprofondare per conto suo.
 
(Viste le dimensioni massime concesse da Splinder non penso di infrangere alcuna legge sul copyright riproducendo queste tavole, uscite su Alterlinus n. 12 nel dicembre del 1975)

 

2 commenti:

  1. Paulette, che fumetto! L'ho scoperto sui vecchi Alter Linus di mio padre.

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  2. A conferma delle capacità profetiche di Wolinski, un articolo di oggi di Repubblica, su una inchiesta dei comuni italiani, che inizia così:


    "Raccontano l'Italia che cambia e invecchia, il paese delle paure e dei divieti, le città strette tra disagio e voglia di tranquillità. Con un nuovo apparente "nemico" che si aggira per le strade a disturbare sonni: i giovani.


    A scattare le fotografia sono le 788 ordinanze firmate in un anno dai sindaci in materia di sicurezza e analizzate ora da Cittalia, la fondazione ricerche dell'Anci. E così si scopre che molto è cambiato dal luglio scorso. Dai provvedimenti di "sindaci sceriffo" e dei primi cittadini "creativi" nel firmare divieti improbabili per l'uso degli zoccoli al mare o solerti nel proibire di passeggiare in più di due nei parchi al calar del sole.


    Se è il nord ovest continua a guidare la classifica avendo emesso il 44 % delle ordinanze (in testa Veneto, Emilia, Toscana e Lombardia che da sola ne ha firmate un quarto), cambiano nel giro di dodici mesi le priorità. L'anno scorso la maggior parte dei divieti riguardava la prostituzione, ora invece parlano soprattutto dei giovani, delle loro serate ad alto tasso alcolico, della voglia di tirar tardi in piazza più o meno rumorosamente, passando per le scritte "creative" sui muri i divieti antiwriters, quelli di vendita alcolici under 16, contro il vandalismo o la movida. Decisioni prese per garantire il sonno agli abitanti dei quartieri più frequentati la sera vietando il consumo di alimenti e di bevande in strada oltre una certa ora."


    Tutto l'articolo a questo link:

    http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/ordinanze-giovani/ordinanze-giovani/ordinanze-giovani.html

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